Non vi sono dubbi sull'autenticità del Vangelo secondo
Tommaso, piuttosto occorre dire che detta scoperta ha anche
permesso di risolvere il problema rappresentato dai Papiri
di Ossirinco. Questi tre frammenti di papiri, infatti, rappresentano
un piccolo gruppo di frammenti greci, che , scoperti tra
il 1897 ed il 1908, a Bechnesa, nel Medio Egitto, contengono
passi evangelici di difficile integrazione; ora è possibile
anche la lettura esatta di alcuni di essi, poiché è risultato
che altro non sono se non il testo greco di paragrafi del
Vangelo in questione; a riprova di questo, il papiro n°
654 riporta il titolo ed il nome di Tommaso. Il Cristo che
leggiamo nel Vangelo di Tommaso è vicinissimo all'Induismo,
al Buddismo, al Sufismo, non incita allo sterile sacrificio,
ma semmai ad una consapevole ricerca della propria divinità,
affinché la carne ridiventi Spirito. Sono convinta che anche
Voi, leggendo alcuni passi di questo scritto, Vi stupirete,
come me, della "modernità" del Cristo del Vangelo di Tommaso;
un Cristo, che sembra vivere in mezzo a noi e, malgrado
la sua unicità, così simile a noi al punto tale che, alcune
volte, non è possibile operare nessuna distinzione. Qui
di seguito, ho voluto trascrivere alcuni stralci di questo
scritto, elaborati da studiosi della materia, per dare la
possibilità di recepire tutta la sapienza che trasmettono
le parole di Gesù Cristo. Matteo dice: Quando noi lo chiamavamo:
"Signore, vieni con noi a pregare e a digiunare?" Lui ci
guardava con occhi pieni di ironia e ci rispondeva: "Ma
che male ho fatto?" E poi aggiungeva: "Non dite sciocchezze
e non perdete tempo a fare ciò che intimamente non vi sentite
di fare". Un giorno Gesù ci disse: "Non perdete tempo a
digiunare perché, così facendo, fate la vostra rovina spirituale.
Non perdete tempo a pregare perché, così facendo, vi costruite
un inferno. Trattenetevi dal fare l'elemosina perché fareste
torto al vostro Spirito". Molti di noi non capivano. Gesù,
quasi ridendo, aggiunse: "Tu, Matteo, che eri chiamato il
grassone, sai bene quale rovina fosse per te l'ingordigia
che ti squilibrava: altrettanto squilibrante è il digiuno".
Replicammo: "Questo lo abbiamo capito, ma perché la preghiera
ci danneggia?" Gesù ci chiese: "Come pregate?" Diciamo:
"Signore, abbi pietà di noi!" Pensate forse che il Padre
sia crudele? E cos'altro dite? Diciamo: "Signore facci avere
questo, concedici quest'altro". Questa è ingiustizia! non
così dovete pregare. E come, allora? Tacendo e ascoltando
la voce del Silenzio che parla dentro di voi, il Pensiero
Vivente, vera preghiera, che crea e non ripete, che entra
in voi ed è pura. Ciò che entra non vi contamina, ma ciò
che esce vi sporca. E per l'elemosina? Ciò che dai a te
stesso lo chiami forse elemosina? E ciò che voi chiamate
elemosina non è altro che quel piccolo obolo che una coscienza
addormentata paga volentieri per poter continuare tranquillamente
a dormire! - poi Gesù aggiunse: "Chi ha orecchie per intendere
intenda". Molti di noi non avevano capito. Gesù sorridendo,
disse: Lo Spirito è Perfezione, Pensate sia perfetto un
mondo in cui sia necessaria l'elemosina?" No. E' un mondo
ingiusto. L'elemosina stabilizza questa situazione di ingiustizia.
E allora, cosa dobbiamo fare, in questo mondo che purtroppo
è ingiusto, quando un povero, affamato, viene da noi? Fate
a lui quello che vorreste fosse fatto a voi stessi. Fate
il vostro dovere e fatelo in silenzio. Adesso abbiamo orecchie
per intendere.
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