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Un giorno chiedemmo a Gesù: "Quale sarà la nostra fine?" Ed Egli ci rispose: "Se scoprite il principio non dovrete preoccuparvi della fine, perché dove è la fine, là è il principio. E chi conosce il principio, conosce la fine e si libera dalle morti" e poi aggiunse: "volete sapere in che modo un uomo si libera dalle morti? Ve lo dico subito: divenendo consapevole di essere già esistito prima di ogni nascita. Queste parole sono fondamento di ciò che vi dico. Allora, pur restando in piedi su questo pianeta, diverrete padroni dei cinque alberi meravigliosi del Paradiso che sono sempre fiorenti, estate e inverno, e non perdono mai le foglie. Chi conosce questi alberi si libera dalle morti." E cosa sono questi cinque alberi? - chiedemmo noi. Gesù rispose, sorridendo: Sono le cinque strade infinite, che portano a Dio. Sono fatte di vita, di spazio, di tempo. Si percorrono avanti e indietro. Se cammini su di esse, facendo tanti passi in un senso e tanti passi nell'altro, muovendoti, sarai fermo, come il Padre. Un giorno Gesù ci disse: "Quando voi vi sedete in tre intorno a un tavolo tre siete e tre restate. Ma se una coppia si metterà seduta intorno a un tavolo e mi chiamerà, io verrò tra quella donna e quell'uomo e non saranno più due, ma uno solo!" Una sera vedemmo un Samaritano che effettuava un lungo viaggio portandosi dietro un agnello. Eravamo ai confini della Giudea, proprio nel luogo della dogana. Gesù ci disse: "Sapete perché quel viaggiatore porta con sé un agnello? Tra l'altro non lo può cavalcare e ad ogni dogana deve pagare un dazio. Lo porta, perché, quando sarà affamato, lo ucciderà e se lo mangerà". Gesù sorrise e aggiunse: "Certo non potrà mangiarlo quando è vivo. Prima lo ucciderà e poi lo mangerà. Anche voi potete essere come quell'agnello, che può essere mangiato soltanto quando è già cadavere. Vincete la paura per non diventare cadaveri. Finché sarete vivi, la morte non vi potrà toccare. Nessuno potrà mangiarvi. Se la morte vi trova vivi, non vi toccherà. Una sera Gesù era molto triste e i suoi occhi erano perduti in un lontano futuro. Disse: "Mi faranno apparire amante del dolore e della sofferenza. Sento dire dovunque che il mondo è una valle di lacrime e che l'uomo è nato per soffrire. Nulla di più falso. Solo per la sua stupidità e per la sua visione limitata l'uomo si circonda di sofferenza. Io sono venuto tra voi per indicarvi la strada della gioia. Il mio giogo è leggero come una ghirlanda di fiori e la mia autorità è dolce. Se seguirete la strada che vi indico, troverete una felicità che è come un albero sempre verde. La più cara discepola di Gesù, Salomè, gli disse: Sazzolòs, mio piccolo Maestro, facciamo anche oggi il gioco degli indovinelli? Non mi hai ancora fatto una delle tue domande. Ti accontento subito, Salomè: "Due amanti si abbracciano sul loro letto: chi dei due vivrà, chi invece morrà? Ho capito. Tu sei quello che resta, perché esci da Colui che è Eterno. Ma devo proprio essere io quella che muore? Non sono forse la tua discepola? Ascolta, Salomè. Se in te non vi saranno divisioni, sarai piena di Vita e non offrirai materiale ala morte. Allora, sul nostro letto, uno vivrà e l'altra vivrà... Sei in errore, Salomè. Se in te non vi è una divisione non sarai separata da Me. E allora, Maestro, sul letto resteranno i nostri corpi vuoti... Sei in errore. Non vi saranno corpi, perché ogni particella della nostra carne sarà trasformata in Spirito. Per me è presto, Maestro mio, solo tu dei capace di tanto. Quindi io sono quella che muore. Ma ti raggiungerò, Sazzolòs, e sarò unita a te... e torneremo ad abbracciarci, noi due. Sei ancora in errore, Salomè. Dovrai dire: noi "uno". Salomè sorrise e, accarezzando i capelli di Gesù, rispose facendolo sorridere a sua volta: "Si, Salomè!"

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