" Gesù disse: Nessun profeta è gradito nel suo villaggio
e nessun medico guarisce quelli che lo conoscono ". In altri
casi, le sentenze sono oscure e misteriose. Eccone due:
Dice Gesù: " Benedetto il leone che mangerà l'uomo, cosicché
il leone divenga uomo; maledetto invece l'uomo che sarà
mangiato dal leone, cosicché il leone divenga uomo. Il Regno
dei Cieli è simile a una donna che per un lungo cammino
porta un vaso pieno di farina. Ma, rottosi il manico, la
farina si spande sulla strada, senza che la donna s'accorga
e vi metta rimedio. Giunta a casa, posa il vaso e allora
si accorge che è vuoto ".
D'altro avviso sono ,invece, i cultori della materia, non
schierati, i quali affermano: Il Vangelo di Tommaso, presenta
una serie di oltre cento detti di Gesù, che in gran parte
hanno forma identica o molto simile a quella di versetti
contenuti nei quattro Vangeli canonici - soprattutto di
Matteo e di Luca - o che, pur differenti nella formulazione,
hanno uno stretto rapporto concettuale con passi de Nuovo
Testamento, ma molti di essi, per la loro collocazione e
per l'aggiunta di alcuni particolare, risultano differenti
nel significato. Altri, ancora, hanno una struttura e un
significato che ben si accorda con lo spirito dei testi
canonici, ma con un contenuto assolutamente nuovo. Infine,
un terzo circa dei paragrafi di cui è composto il Vangelo
non ha alcuna corrispondenza, né come forma né come contenuto,
con i testi canonici. Proprio questi paragrafi costituiscono
l'aspetto più interessante del Vangelo di Tommaso ed offrono
la chiave per una interpretazione diversa, non solo delle
parti che si differenziano dai testi noti, ma spesso anche
di versetti formalmente identici. Essi, infatti, sono tutti
chiaramente ispirati alla dottrina gnostica. Questa constatazione
propone agli studiosi un grave quesito: Se il Vangelo di
Tommaso, come è ormai accertato, pur presentando notevoli
legami con i canonici, non deriva da essi, si deve senz'altro
supporre una fonte comune (o una collezione scritta di detti
o una tradizione orale) da cui abbiano preso le mosse tanto
i Vangeli canonici quanto il Vangelo di Tommaso. A scagionarlo
dalla grave accusa di " eresia" dovrebbe bastare il fatto
che molte affermazioni contenute in esso, ispirate allo
gnosticismo, trovano esatta rispondenza in alcuni passi
di Giovanni ed in alcune letture di San Paolo. Al di fuori
di qualsiasi studio o enigma che il Vangelo di Matteo possa
rappresentare, occorre dire che: la scoperta più entusiasmante,
per chi legge questo Vangelo Apocrifo, ossia "segreto",
"tenuto nascosto" e che la Chiesa ha escluso dal suo canone,
è che l'immagine di Gesù, trasmessa, non trasfigurata dal
mito e dalle sovrastrutture dogmatiche, è proprio quella
che più sazia oggi la nostra sete di giustizia, di pace
e di amore. Gesù non è più la vittima espiatoria delle nostre
colpe ancestrali, né il Figlio di Dio, che vuole essere
adorato, ma l'uomo che si è proposto come esempio per insegnarci
a vivere con serenità, con la coscienza tranquilla che non
si lascia corrompere e contaminare dal male. Per dovere
di cronaca, occorre aggiungere, inoltre, che, prima del
Vangelo di Matteo, sono esistiti altri Apocrifi, appartenenti
a Comunità giudaiche, sparse fin dagli albori del cristianesimo,
in Palestina e in Siria. La voce di questi primi cristiani
è stata soffocata; dei loro Vangeli non rimane che qualche
citazione, talora distorta e malevolmente interpretata,
negli scritti posteriori dei Padri della Chiesa. Alcuni
studiosi hanno ricercato pazientemente quei frammenti, riordinandoli,
cercando nel contempo di penetrare nel loro significato
più profondo.
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