Cosa sappiamo dell'Astrologia egiziana? Poca cosa in effetti, tutto sembra risalire a quella che si chiama la notte dei tempi, il che equivale a dire che una datazione è impossibile. In quale epoca l'Egitto del Collegio dei Sacerdoti ebbe la consapevolezza del suo sapere che gli consentì di divenire una grande civiltà, verso la quale ancora oggi si rivolgono uomini bramosi di uscire dal buio dell'ignoranza, della dualità, e del flusso e riflusso fra gli aspetti essoterici ed esoterici delle cose? La Biblioteca Alessandrina conserva raccoglie tutto ciò che ha potuto essere conservato delle scienze matematiche, fisiche, filosofiche ed astrologiche e molti studiosi vengono ad attingere a tale materiale: tuttavia all'inizio del IV secolo della nostra era, un vescovo ortodosso di nome Eusebio, scriveva nella sua opera: " Preparazione evangelica": " sono gli egiziani ed i Caldei, che per primi inventarono l'Astrologia" Ma in quale epoca? La storia, purtroppo, non ci illumina così lontano. Molte civiltà si succedettero e lasciarono la loro impronta. Ne abbiamo la prova nelle Piramidi e nella Valle del Nilo, quella di Djeser a piani ( come una scala che si eleva verso il cielo) e tronca, quella di Giza, vicino al Cairo, le tre grandi Piramidi e la Sfinge. Tutti questi colossali monumenti di pietra non furono eretti a caso, ma testimoniano il sapere il sapere degli uomini di quell'epoca remota, come le sorelle gemelle, le Piramidi Maya e Azteche dell'America centrale. Soltanto due rappresentazioni zodiacali testimoniano le conoscenze astronomiche ed astrologiche degli Egiziani e sono inoltre di data recente e fortemente influenzate dalla immaginosità greca. Sono i soffitti del tempio di Esnech, che risale al regno di Tolomeo III, e quello di Denderah o Dandara, dell'inizio della nostra era: tutti e due nell'Alto Egitto, nella provincia di Keneh.
Vi si vedono, inframmezzati alle figure geroglifiche, che rappresentano 'interpretazione dei settori zodiacali, i simboli tradizionali del bestiario astrologico, imposti dall' 'Astrologia greco - caldea. Per quanto concerne i simboli, occorre dire che nella immaginosità egiziana il Sole è spesso rappresentato sulla barca del tempo, sotto forma di un leone, di cui egli è signore e padrone, generalmente accompagnato dalla scimmia cinocefala, che simboleggia gli Equinozi o Aurore e Tramonti dell'astro reale. L'Ibis era considerato rappresentante della Luna, il cui Dio era Thot; di qui la rappresentazione del Dio con la testa di Ibis. Così come i Caldei, gli Egiziani dividevano lo zodiaco in 360 gradi, di 12 segni, ogni segno era diviso in 3 settori di 10° ciascuno, il che faceva 36 settori di 10° gradi; ossia 36 decani, ed ogni decano era distinto dalla stella più brillante di quel settore. Il cielo limpido delle notti egiziane consentì loro di fare il completo censimento delle stelle ( Hor), che essi divisero in fisse ( Akhinu.- Sekhu) e in mobili ( i pianeti che chiamarono " astri che ignorano il riposo" o Akhinu- Urdu). Diedero ad ognuno un nome di consonanza simile a quella della Mesopotamia, della Persia, dell'India ed anche del Giappone. Hor: guida degli spazi misteriosi. La più brillante. Giovedì Hor: rigeneratore dall'alto Hor rosso. Martedì Fra la Terra ed il Sole furono collegati: Dudu e Bennu, Venere, la stella del mattino e della sera. Suvek o Mercurio. Centri di osservazione del Basso ed Alto Egitto segnalavano le loro fasi e tracciavano tavole del loro levare e tramontare, di cui non ci sono pervenuti documenti. Inoltre, gli Egiziani assimilavano la Terra ai Pianeti coll'attribuirle un movimento di traslazione analogo a quello di Marte e di Giove. Per essi lo spazio cosmico era costituito dall'Oceano celeste, il Nu, sul quale galleggiano i pianeti e gli astri con le stesse fisse. Per tradizione si attribuisce agli Egiziani l'invenzione del calendario di cui ci serviamo ancora.
Ogni giorno corrispondeva a circa 1° dello Zodiaco di 360°; poiché ogni anno era diviso in 360 giorni. L'anno era composto di 12 mesi di 30 giorni ciascuno, ogni mese di tre decadi di 10 giorni. Il loro anno era suddiviso in 3 stagioni di 4 mesi: la stagione dell'inizio o dell'inondazione; la stagione della semina o inverno; la stagione delle messi o estate. Un papiro conservato nel Museo Britannico riporta i frammenti di un calendario astrologico risalente alla XIX dinastia e contenente per ogni giorno l'indicazione delle azioni che vi si dovevano compiere o da cui ci si doveva astenere. Infatti, gli egiziani che credevano ciecamente ai segni divini, consultavano l'oracolo per tutti gli atti della vita quotidiana; ogni giorno dell'anno era funesto o benefico.