Dossier UFO · aggiornato al 6 novembre 2026

La disclosure americana

Dal 2026 il governo degli Stati Uniti sta rendendo pubblici, a ondate successive, i propri archivi su UFO e fenomeni anomali. Qui li seguiamo lotto per lotto, in italiano, con il link ai documenti originali.

Che cosa sta succedendo

Negli Stati Uniti i fenomeni che un tempo chiamavamo UFO oggi si chiamano UAP, «fenomeni anomali non identificati». Dal 2022 se ne occupa un ufficio del Pentagono, l’AARO (All-domain Anomaly Resolution Office), istituito con la legge sul bilancio della Difesa.

A febbraio 2026 la Casa Bianca ha chiesto al Segretario Pete Hegseth e agli altri responsabili delle agenzie federali di identificare e pubblicare i file governativi sugli UFO e sulla vita extraterrestre. In quei giorni il Pentagono ha comunicato che l’AARO stava esaminando oltre 2.000 casi.

L’8 maggio 2026 è arrivato il primo rilascio, insieme al nuovo sistema PURSUE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters): un archivio pubblico consultabile su war.gov/ufo, dove i documenti vengono aggiunti man mano.

7lotti di documenti pubblicati da maggio a ottobre 2026
2.000+casi all’esame dell’AARO secondo il Pentagono (febbraio 2026)
319nuove segnalazioni registrate dall’AARO nell’anno fiscale 2025

I lotti pubblicati

  1. 1
    8 maggio 2026Nasce il sistema PURSUE con il primo gruppo di documenti declassificati.
  2. 2
    22 maggio 2026Secondo lotto di documenti, video e immagini dagli archivi federali.
  3. 3
    12 giugno 2026Terzo lotto di file.
  4. 4
    10 luglio 2026Quarto lotto di file.
  5. 5
    7 agosto 2026Quinto lotto, con appunti della CIA, ricostruzioni grafiche e moduli compilati da testimoni per l’FBI.
  6. 6
    18 settembre 202672 file tra video, documenti e una registrazione audio: un video a infrarossi del 2025 con sei piccole sfere, l’intervento del capitano Edward Ruppelt del Progetto Blue Book (1952) e l’indagine sul filmato di Tremonton, nello Utah, attribuito con ogni probabilità a uccelli marini.
  7. 7
    23 ottobre 202628 documenti: un oggetto nero e triangolare osservato nel giugno 2026 vicino a un sito sensibile degli Stati Uniti occidentali, silenzioso anche ad alta velocità; casi storici da Svezia (1953) e Arabia Saudita (1957); i rapporti della società Bigelow Aerospace per la Defense Intelligence Agency.

Nei primi cinque lotti i documenti provengono da diverse amministrazioni: Difesa, Energia, intelligence nazionale, NASA, FBI e CIA. Tra i materiali più discussi ci sono fotografie e trascrizioni delle missioni Apollo, il video di un’agenzia di polizia con sfere luminose che sembrano «lanciare» altre sfere, segnalazioni di globi verdi vicino a un’installazione militare, rapporti dell’epoca di Roswell (1947) e una lettera della CIA del 1992.

Il Pentagono ha annunciato che altri file verranno pubblicati progressivamente. Aggiorneremo questa pagina a ogni nuovo lotto.

Che cosa dice l’AARO

A luglio 2026 l’AARO ha pubblicato il rapporto annuale relativo all’anno fiscale 2025, arrivato con mesi di ritardo rispetto alla scadenza di legge. Il documento conta 319 nuove segnalazioni e 370 indagini chiuse. Tutti i casi risolti sono stati attribuiti a cause convenzionali, e l’ufficio ribadisce di non aver trovato prove di tecnologie straniere avanzate né di materiali recuperati. Restano aperti alcuni casi che richiedono ulteriori analisi.

Come leggere questi file

Un caso «non risolto» non è un caso dimostrato: significa che i dati disponibili non bastano a spiegarlo. Il Pentagono stesso presenta molti di questi episodi come irrisolti e lascia al pubblico le proprie conclusioni. Per questo, come in tutto Popobawa, distinguiamo tre piani:

  • Il documento: che cosa dice davvero il file, chi lo ha prodotto e quando.
  • La testimonianza: che cosa hanno visto i testimoni, con i limiti di ogni osservazione.
  • L’interpretazione: le ipotesi, dalle più prosaiche alle più audaci, che restano tali finché non sono verificate.

Dall’archivio di Popobawa

Molti dei temi che oggi tornano nei file ufficiali erano già nelle pagine del portale vent’anni fa:

Fonti