Parmenide affermava" Niente può essere pensato che non esista o che non possa esistere" e nel rivisitare la storia del Castel del Monte ho avuto la certezza che le sue non fossero state solo parole gettate al vento!
È incredibile le sensazioni che si provano solo nel leggere alcuni testi che trattano tale argomento; è come se il mistero e le leggende che circondano il Castello entrino a far parte integrante della propria personalità!; non è difficile immaginarlo al tempo del suo massimo splendore, illuminato all'interno da piccole torce nelle buie notti invernali e pian piano vederlo trasformare, con il suo perfetto disegno geometrico, in un labirinto oscuro e misterioso del XIII secolo.
Queste sono in parte le sensazioni provate al cospetto di questa costruzione che si erge nell'assolata e selvaggia cornice della Murgia a circa 16 chilometri da Andria ed a circa 50 dalla città di Bari in un posto lontano dai centri abitati.
Gli abitanti del posto narrano una leggenda molto suggestiva a proposito del luogo in questione: sembra che antecedentemente un tempio molto antico occupasse quello spazio! Un tempio adornato al suo vertice da una statua sul cui capo era impressa una scritta: " il mio capo è di bronzo ma a levar del sole a calendi di maggio sarà d'oro"! Tale scritta rimase indecifrabile per molti anni fino a quando un saraceno risolse l'enigma mettendosi a scavare nel punto in cui era proiettata l'ombra della statua; dopo molti giorni di duro lavoro riuscì a ritrovare un tesoro nascosto che servì per la costruzione del Castello.
Non è facile addentrarmi nella descrizione del luogo che ha così colpito la mia immaginazione senza soffermarmi sulla figura di Federico II di Hohenstaufen, ideatore e costruttore del Castello in questione!
Uno dei più grandi principi della terra, uomo dotato di un fortissimo carisma oltre che rappresentare una delle figure più misteriose che abbiano attraversato i secoli lasciando un'impronta indelebile! Castel del Monte è inscindibile dalla sua immagine poiché rappresenta la sua vera essenza!
Federico amava quei luoghi dove: " ogni terrena dolcezza è superata dall'amabilità della sua terra…..ricca di fiumi, di laghi, boschi, caprioli, cervi ed orsi"; non è difficile immaginarlo mentre passeggia in mezzo a tanta selvaggia natura; mentre si guarda intorno con la consapevolezza di riuscire a liberarsi da ogni legame terreno nell'attimo stesso cui riesce a fondersi con l'ambiente che lo circonda!
Lo vedo mentre sorride estasiato davanti al panorama che gli si offre in tutto il suo splendore; mentre sorride alla sua donna; mentre ama e soffre nel contempo!
Quale luogo migliore, dunque, per edificarvi una delle costruzioni più esoteriche che mai uomo riuscì a portare a termine!
Una domanda sorge spontanea: cosa rappresentava Castel del Monte per l'imperatore stesso? Quale motivazioni lo hanno spinto ad edificarlo? Molti studiosi hanno provato ad indagare, a cercare…..con scarsi risultati; credo, comunque, che accanto alle analisi, ai ragionamenti, ai calcoli, ai segreti si potrebbe aggiungere la fantasia, il sogno!
Castel del Monte è il nido dell'aquila, di colui che guarda lontano, che precorre i tempi; di colui che ha come simbolo l'aquila sveva e che staccandosi dal Medioevo raggiunge le vette del Moderno!
Ma perché quel nido a Castel del Monte? Per custodire forse qualcosa? E cosa? Dal sogno nasce una possibile risposta…….Il Santo Graal!
Conosciamo tutti la versione più nota e diffusa della leggenda della coppa, quella utilizzata da Gesù e poi usata da Giuseppe d'Arimatea per raccogliere il sangue di Cristo crocefisso!
Il Santo Graal è al centro di una misteriosa ed avvincente vicenda che partendo da innesti celtici e bretoni, trova poi il massimo sviluppo, nelle storie cavalleresche di Re Artù, Parsifal e Lancillotto!
Sappiamo che il Graal giunse in Europa e venne affidato ad un custode: il Re Pescatore ma con il passare dei secoli si perdono le tracce sia del custode come della coppa in questione.
Nasce quindi l'esigenza di ritrovare il Graal e naturalmente dovrà essere un cavaliere a superare prove tremende per giungere al suo ritrovamento.
Ma il mistero si infittisce sempre di più poiché nessuno conosce dove venga custodita la sacra coppa: varie sono le possibilità, Francia, Inghilterra, Spagna….e perché no in Italia?
Non va dimenticato che l'Imperatore é il protagonista di una delle crociate, precisamente la sesta!
Federico, infatti, nel giugno del 1228 salpa dalla Puglia e raggiunge la Terra Santa dove nel febbraio successivo incontra il soltanto Malik al-kamil siglando, con lo stesso, un trattato: Gerusalemme e il Santo Sepolcro vengono ceduti all'imperatore e i maomettani rimangono liberi e padroni delle moschee. Non solo: vengono acquisiti anche i territori di Betlemme e Nazareth con la possibilità di fortificare una strada di accesso al mare, in pratica una via sicura per i pellegrini. La non violenza e la tolleranza di Federico II avevano raggiunto quello che le armi non avevano saputo fare. E proprio durante le crociate il Graal potrebbe essere stato ritrovato e condotto in Europa! Ipotesi questa che non manca di fascino nel suo invito ad andare oltre ed oltre ancora!
Che fine ha fatto il Graal? Dove è stato portato? Chi l'ha preso in consegna? Quale nuova sede gli fu apprestata? Da chi?
A questo punto mi viene spontaneo pormi delle domande in merito ai motivi che hanno spinto Federico II a volere che le pietre del Castello fossero disposte secondo lo stesso ordine con il quale Dio ha disposto le cose da Lui create.
Solo per un capriccio imperiale? Il mistero è talmente fitto che si deve andare avanti per gradi e con molta difficoltà.
Esiste un'altra ipotesi molto suggestiva legata alla vicenda del Graal che riguarda i Cavalieri Teutonici, fondati nel 1190 che erano in contatto sia con i mistici Sufi - una setta islamica che adorava il Dio delle tre religioni: ebraica, islamica e cristiana - sia con l'Illuminato Federico II di Hohenstaufen, che era a sua volta seguace di quella dottrina.
Tramite i Cavalieri Teutonici, i Sufi avrebbero affidato il Graal all'Imperatore affinché lo preservasse dalle distruzioni scatenate dalle Crociate.
In tal caso, il Graal si troverebbe proprio a Castel del Monte, edificato apposta per custodirlo! Non dimentichiamo che fra le tante dottrine che appassionarono l'Imperatore vi fu anche l'esoterismo e proprio per tale ragione nel 1240 si affiliò alla " Pactio Secreta " che si era costituita all'insegna della liberazione del Santo Sepolcro, di cui facevano parte anche i Templari, che oltre alle dichiarate finalità ne coltivavano altre di carattere occulto ed esoterico.
Scopo dei Templari era di ritrovare a Gerusalemme le Tavole della Legge di Mosè e l'Arca dell'Alleanza; la leggenda narra che i Cavalieri riuscirono ad impossessarsi di tali tavole e del Santo Graal, il vaso " ottagonale" di smeraldo contenente appunto il sangue di Gesù nella speranza di disegnare, per superiore " trasmutazione" l'ascesa dell'uomo alla Sapienza Unica.
I Templari avrebbero potuto trovare il Graal e deciso di affidarne la custodia agli Ordini che ne hanno ereditato la tradizione! Vero o non Vero? Provo ad interrogare le pietre del Castello che pur hanno scoperto fin qui tanti dei loro misteri…..ma a tale mia domanda ritornano mute e silenziose! Non mi resta che lasciarmi avvolgere dalla magia di Castel del Monte e provare a trovare qualche risposta che possa portare sollievo ai miei dubbi ed aiutarmi a percorrere il mio cammino! Malgrado siano state effettuate molte ricerche, non esistono documenti che attestino lo stato originale delle mappe! Credo che sia cosa voluta dallo stesso ideatore per rendere ancora più enigmatico il misterioso legame che lo univa a quella che altro non sarebbe stata che la proiezione di sé stesso attraverso delle Mura! Si dice, ancora, che all'interno esistano dei luoghi segreti mai inviolati, resi tali per renderli inaccessibili ai più! Sembra che le ombre del Castello pugliese indichino misure riguardanti - con palmare precisione- la Grande Piramide di Giza, dalla circonferenza che origina in pianta il simbolico Graal dell'Architettura di Federico ( 232, 434 metri pari al lato di base della piramide), all'altezza in cui vanno ad incrociarsi altre ombre ( 74 metri appunto quella relativa all'inesplorata camera di Cheope); un'indicazione, quest'ultima, che, espressa nell'antica misura egiziana in uso attorno alla IV dinastia, equivale a 117 cubi sacri.
Lo stesso valore ritorna poi nelle 117 feritoie di Castel del Monte.
Il fatto ancor più strano è che nel Castello, spogliato e depredato dei suoi meravigliosi arredi nel corso dei secoli, non vi è nessuna traccia dell'Imperatore…..tuttavia, se proviamo a fare un'attenta ricerca, riusciremo a rinvenire un'impronta, lasciata dallo stesso a riprova del legame esistente con la costruzione.
È proprio nella VI sala, infatti, dove - quasi nascosto da un gioco di luce - nel lato interno della bifora, nella sezione circolare è scolpito un giglio composto da tre foglie con stelo.
Un giglio che è il suo fiore preferito e che lo accompagnerà sempre con il suo forte profumo nel corso della sua vita!
Un giglio che mi ricorda uno dei suoi scritti più celebri: " ars venandi cum avibus" dove si presenta davanti a noi mentre con la mano destra impugna verso l'alto proprio questo magnifico fiore che soleva regalare ad una delle donne che ha più amato!
Inoltre, se ci poniamo di fronte al portale del Castello e proviamo ad immaginarlo diviso in due parti uguali da una linea verticale, apparirà sul lato sinistro una grande "F" che indica appunto l'iniziale di Federico di Svevia.
Personalmente, guardando delle foto del Castello, mi sono meravigliata da quanto lo stesso contraddica ad ogni elementare regola sull'edificazione: non esiste un fossato, né un ponte levatoio; mancano i sotterranei nei quali rinchiudere i prigionieri e, cosa ancora più particolare, manca totalmente lo spazio dove fare sostare le guarnigioni del sovrano; quindi, a cosa era adibito Castel del Monte? Cosa avveniva al suo interno? In quali occasioni?
Le ampie finestre al piano superiore costituiscono un facile bersaglio per chiunque decidesse di attaccare la fortezza mentre all'interno si mostrano in tutto il loro splendore delle ampie sale lussuosamente arredate: servizi igienici singolari per l'epoca, degli alti camini che abbracciano, per così dire, le stanze più riservate dove non è difficile immaginare due amanti, colti da un momento di passione, mentre si abbracciano consapevoli solo l'uno dell'altra!
Ma l'aspetto più inquietante e magico nel contempo è rappresentato senza dubbio dalla pianta ottagonale del Castello in argomento.
Di fronte a tale costruzione non posso che non provare un attimo di smarrimento: Otto numero magico per eccellenza, che cerca di avvicinarsi sempre di più alla quadratura del cerchio per fondere le due figure geometriche simboli del cielo e della terra!
Il cerchio che rappresenta la perfezione, il divino!
Nel guardare questo ottagono, mi sento come trasportata dalla terra fino al cielo….via via fino ad avvicinarmi alla divinità che altro non è che la forma che più di tutte può canalizzare le energie nascoste!
Immersa in una marea di sensazioni, non posso evitare di pensare che il cerchio è ritenuto una figura sacra anche in Oriente: il Mandala che in sanscrito vuol dire appunto cerchio e che indica sia nel culto solare dei primitivi come nelle religioni moderne; nei miti, nei sogni, nei motivi mandala dei monaci tibetani o dei mistici islamici; nei rosoni delle cattedrali, la nostra ricerca dell'eternità, del divino, di noi stessi proiettati in un'unica energia di sentimenti, sensazioni, pensieri! Noi finalmente liberi di volare!
Mi chiedo se Federico abbia voluto costruire un Mandala di pietra atto a riassumere il suo pensiero per tramandarci la sua energia ai giorni nostri! Per invitarci ad entrare nel mondo della conoscenza! Sinceramente non conosco ancora risposte e l'ottagono rimane per me un enigma veramente insolito che mi affascina come non mai!
Ma non basta, quest'uomo dotato di un carisma senza pari continua a comunicare con noi attraverso una simbologia nota ai pochi iniziati ma che tuttavia è percepibile da chiunque si soffermi un attimo a meditare! Basti notare che nel Castello regna sovrano un numero d'oro: 1, 618! Stranamente questo stesso rapporto lo troviamo nel corpo umano: la distanza dal gomito sino alla mano con le dita tese moltiplicato per 1, 618 dà la lunghezza del braccio; la distanza esterna degli occhi diviso 1, 618 da la larghezza della bocca: la larghezza della bocca diviso 1, 618 dà la larghezza del naso
Singolare vero? Queste non sono altro che le misure della bellezza canonica utilizzate dai grandi scultori dell'Antichità! Federico II era un esteta, dotato di una fortissima sensualità ed amava il corpo femminile come pochi uomini sanno fare!
Fermiamoci ancora un secondo ad ammirare le due colonne d'ingresso al Castello dove poggiano due leoni di cui uno guarda esattamente nella direzione in cui sorge il sole; l'altro guarda esattamente nella direzione in cui sorge il sole al solstizio d'estate.
Nel cortile interno del Castello medesimo, fanno bella mostra tre rosoni, di cui uno spostato sulla verticale e tre bifore.
Il numero tre che si rinnova e che rappresenta la perfezione, quella meta alla quale deve aspirare l'adepto per raggiungere la fine del percorso a lui assegnato!
Un tempo al centro del cortile si trovava un vasca ottagonale monolitica dove, all'interno della stessa c'era un sedile…….a luglio l'ombra prodotta dalla parete del castello coincideva esattamente con il sole…….da quel momento si dava inizio al rito, sacro ai Templari, denominato Baphomet! o anche detto della " lacrima di Dio"! Esso rappresenta " il rituale della purificazione finale"; rituale adottato dallo stesso Federico II poiché ritenuto adatto al raggiungimento della Verità.
Prima di introdursi all'interno, occorre soffermarsi a guardare il " Triangolo Pitagorico" che raffigura ermeticamente la conoscenza che l'adepto deve possedere prima di iniziare il viaggio!
Nella prima sala di entrata al Castello, Federico ci appare attraverso un avvertimento dato: una faccia con le orecchie d'asino che rappresenta re Mida e che sta a significare che " nessuna verità può essere svelata" almeno in modo superficiale; attraverso questa figura grottesca, lui ci parla senza essere presente per indurci a non sperare molto in questa visita……a meno che non si abbia voglia di ascoltare con delle "orecchie" particolari e sensibili!
Un'altra meraviglia è rappresentata dalla " Camera Araba", dove un doppio cerchio include quattro cerchi! Sono cerchi magici- fate attenzione- che rappresentano i 4 elementi: aria, fuoco, terra e acqua.
Il disegno rappresenta un circuito magico il classico mandala orientale ed è molto facile che alcuni turisti possano sentirsi male all'interno di questa stanza poiché i cerchi amplificano le correnti terrestri e telluriche.
È una sala che parla con voce propria inviandoci dei messaggi cabalistici non indifferenti…..Federico è sempre presente con noi, questo non dimenticatelo durante la vostra visita!
A guardia della Camera Araba esiste un epigrafe " C -L-P- DIE bb>bs IS, tradotta dal Dottor Dell'Aere, studioso dell'argomento, come " entrate nella stanza dei cerchi( C) durante il giorno( DIE) per scoprire la pietra ( bb) custodita ( bs) nel luogo sacro (IS)".
" P D P" significherebbe " Periculum Decede Peritis" " Dato il pericolo cedi il passo a chi sa"
...Tutte le otto stanze del secondo piano hanno una forma particolare; attorno al perimetro di queste grandi stanze corrono dei sedili in marmo; non è facile immaginare come potessero essere usate, sicuramente no per banchettare poiché non esistono tavoli e l'ambiente è molto freddo grazie all'assenza di camini. Possiamo solo azzardare nuove ipotesi; immaginarle come luoghi per incontri esoterici; un posto dove meditare prima di passare alle grandi sale del secondo piano, dove si veniva introdotti allo studio della matematica, astronomia, alchimia per concludere con l'apprendimento dei principi della nuova religione: il Culto Isideo e l'utilizzo dell'energie telluriche.
Non a caso, Castello del Monte potrebbe rappresentare Il Santuario eretto alla nuova Religione in contrapposizione a quella del Papa.
Al punto in cui siamo non è possibile evitare la forte eccitazione che prende prima di entrare nella famosa Camera del Re, davanti alla quale si legge l'epigrafe "IERO"! Che tradotta ha il seguente significato: per giungere al Divino è necessario essere affamati ( Eurulum) di sapienza prima di ricevere il battesimo del fuoco ( Rogus) Parole colme di pathos contenenti un grido di avvertimento! Siamo nella Camera del
Re, così denominata anche se Federico non vi soggiornò mai! Al suo interno si trovavano gli argani atti a sollevare il portone centrale.
Tuttavia anche se chiamata dai posteri in modo erroneo, rappresenta il luogo più ricco di simboli esoterici di tutto il Castello.
La sua magia è talmente forte da provocare una miriade di sensazioni fortissime al punto quasi di sentire le braccia dell'Imperatore intorno al proprio corpo….Non è facile rimanere razionali in questo luogo come rimane molto difficile tornare alla realtà che ci circonda!
Il mistero che si percepisce è profondo; accessibile solo ai grandi iniziati e come in un sogno viene il desiderio di avvicinarsi alla finestra per guardare fissamente " lo spazio " al di là dei vetri…uno spazio vuoto all'apparenza ma dove, potrebbe essere possibile trovare la Verità!
In questa stanza, Federico fece montare una statua che rappresenta Alessandro Magno durante la sua campagna in Oriente e che simbolicamente raffigura la ricerca del mitico Regno di Avalon!
Magia, Esoterismo, Rituali in una danza che volendo ci accompagna lontano….verso una Ricerca che potrebbe donarci sollievo a molti dei nostri problemi…dovremmo solo toglierci " gli occhiali da sole" che ci impediscono di vedere quanto sono splenditi i colori che ci circondano! Ci vuole determinazione, fiducia per addentrarci in universi sconosciuti ma solo così riusciremo a ritrovarci.
Un cammino lungo ed irto di ostacoli che, alcune volte, ci riporta indietro facendoci perdere la volontà di fare!
Federico aveva a cuore la Verità, l'aveva raggiunta e non a caso, nella camera vicina ci invia un messaggio per stimolare la nostra mente attraverso una bellissima volta decorata con serpenti!
Sappiamo bene quanto questo rettile sia stato demonizzato dalla Chiesa; erroneamente lo associamo al peccato! Al male! Ma i grandi iniziati conoscevano il suo simbolismo: il serpente rappresenta la Vita Eterna! Quel dono che fu dato alla dona per aiutare l'uomo nella sua ricerca della conoscenza!
A questo punto, anche se con un certo timore reverenziale, non si può fare a meno di leggere questo crittogramma rivelatore" In Deo in Deo Edictis Aeterna Diabolo Edo Die MalefitloIsbb" cioè " nel nome di Dio, nel nome di Dio lo costruì per l'eternità per mezzo dell'ottava conoscenza fino al giorno del giudizio questo luogo sarà sacro"!
Federico allora ci appare in tutto il suo splendore e magnificenza al punto tale di essere totalmente ammaliati da quanto rappresenta!
Altro capolavoro di architettura è la Torre Astronomica che conserva una cisterna d'acqua che non cede tale elemento in nessun ambiente!
Dunque per riepilogare, il Castello è basato su quattro elementi: 1 è la Torre dell'acqua; 5 sono i camini del fuoco; 8 le Torri che mettono in comunicazione il cielo" aria" con il suolo " terra" e 6 sono le figure umane che stanno a rappresentare il cosmo con una rosa in mezzo, rosa che troviamo anche sul portone d'ingresso ed in altre camere e che rappresenta Sirio, cioè la conoscenza!
Il Castello del Monte potrebbe essere una Nuova Camelot? Non è facile rispondere a tale domanda; quello che invece viene spontaneo dire che rappresenta una delle Tappe fondamentali per il raggiungimento della nostra perfezione…….basta lasciarsi avvolgere dall'atmosfera e sognare ad occhi aperti di aver vissuto insieme a Federico una parte di una precedente vita, magari all'interno di queste Mura e di aver diviso con lui alcuni segreti esoterici!
Tutto è possibile non dimenticate le parole di Parmenide!LAURA SCAFATI
Parmenide
affermava" Niente può essere pensato che non
esista o che non possa esistere" e nel rivisitare
la storia del Castel del Monte ho avuto la certezza che
le sue non fossero state solo parole gettate al vento!
In
tal caso, il Graal si troverebbe proprio a Castel del
Monte, edificato apposta per custodirlo! Non dimentichiamo
che fra le tante dottrine che appassionarono l'Imperatore
vi fu anche l'esoterismo e proprio per tale ragione nel
1240 si affiliò alla " Pactio Secreta "
che si era costituita all'insegna della liberazione del
Santo Sepolcro, di cui facevano parte anche i Templari,
che oltre alle dichiarate finalità ne coltivavano
altre di carattere occulto ed esoterico.
Inoltre,
se ci poniamo di fronte al portale del Castello e proviamo
ad immaginarlo diviso in due parti uguali da una linea
verticale, apparirà sul lato sinistro una grande
"F" che indica appunto l'iniziale di Federico
di Svevia.