Misteri e storia · Curiosità

Impronte celtiche in Eurasia (IX-X secolo a.C.)

Come abbiamo già detto il mistero dell'origine e della diramazione della Civiltà celtica è ancora vivo e moltissimi studiosi nel corso degli anni hanno cercato di risolvere almeno una parte dell'enigma.
Una delle tante teorie azzardate afferma che la provenienza di questo popolo potrebbe essere l'Asia Centrale.
E quando nel Febbraio 1988 a Palazzo Ducale a Venezia si allestì una mostra, sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica, nell'ambito del scambi culturali con l'ex Unione Sovietica; mostra intitolata "I Tesori d'Eurasia" duemila anni di Storia nella Russia pagana, chi ebbe la fortuna di visitarla, fu colpito dalla grande affinità che si riscontrava tra i vari reperti provenienti da civiltà rimaste sconosciute.
Attraverso la visione di questi oggetti si rimaneva soprattutto colpiti dalle profonde analogie, che si riscontravano nelle forme degli animali stilizzati, nella simbologia incisa sul vasellame, nella rappresentazione di riti ancestrali comune a molte popolazioni eurasiatiche a.C.
Oggetti, di culto, urne funerarie, ciondoli, punte di lance, bronzetti; ornamentali, e molto materiale archeologico, tutto Il ricco patrimonio culturale della grande Russia, che fu raccolto da Pietro I durante gli scavi archeologici effettuati lungo la Via della Seta caucasica ed attraverso un'altra Via, a noi rimasta sconosciuta: quella del Nord Eurasiatico, che abbraccia un vastissimo territorio che va dal Europa settentrionale orientale fino alla penisola siberiana.
Questo secondo itinerario archeologico sembra sia esistito fino dal III Secolo a.C.e nella descrizione del contesto proto - celtico sembra coincida, come datazione cronologica, con la comparsa della popolazione celtica sulle Alpi.
Sono passati degli anni da questa Mostra e molti di noi non sono stati presenti per ammirare con i propri occhi la bellezza del materiale presentato per questo pensiamo possa essere utile fornirne una descrizione di alcuni fra i pezzi più importanti, che possa dare modo: non di vedere ma almeno immaginare la bellezza straordinaria di tali reperti:
Maschera funeraria: Gesso dipinto h cm. 20 proveniente dalla tomba sulle montagna di Ogianchty regione di Krasnojarsk; scavi di L.R. Kyzlasov 1969 I Secolo a.C. (Siberia meridionale). La maschera copre il viso del uomo ed ha un taglio quadrangolare attraverso il quale passano i lunghi capelli castani. Sulla testa del defunto fu posto un sottile strato di gesso che venne modellato accuratamente per ricavarne il ritratto. La maschera è dipinta di colore rosso, con ornamenti in nero: dalla tempia destra scendono sulla fronte e sul naso delle bande appuntite all'estremità e dalla tempia sinistra all'occhio è dipinta una banda che si divide in due raggi, uno dei quali con tre dentelli.
Fibbia di cintura: Oro turchese e smalto cm. 8, 5x14 peso g. 91, 3. Collezione siberiana di Pietro I, III II secolo a.C. - fibbia sbalzata con margini ripiegati, che in origine era fissata a qualche supporto. Un'altra fibbia, che formava coppia con questa fu inviata dalla Siberia al borgomastro olandese N. Vitzen nel 1714 e, purtroppo non si è conservata. Sono raffigurati un lupo e un serpente; il serpente è avvolto ad anello e con il lungo corpo circonda il collo e affonda i denti nella zampa anteriore del lupo, che è rappresentato in maniera dinamica ed espressiva. La testa e il corpo del lupo hanno incavi dove sono inseriti i turchesi. Sul corpo del serpente, sul margine della fibbia è posto un cavicchio, con inserti in smalto azzurro, che serviva da gancio. La tecnica dell'esecuzione e soprattutto la policromia e la particolarità dello stile distinguono questa fibbia dalle altre due coppie della collezione di Pietro I, che hanno analogo soggetto di lotta tra lupo e serpente e che sono più antiche.corna di capro intrecciati.
Vaso con raffigurazioni: Altezza cm 13 attribuito alla cultura greca del del II secolo d.C. ritrovato nella zona di Crimea. In effetti, se si osserva bene rappresenta due guerrieri del tipo nordico europeo con barba e capelli lunghi. Le vesti dei guerrieri sono caratterizzati da pantaloni lunghi con imbottiture portano corti stivaletti di pelle le vesti sono decorate con motivi tondeggianti uno alla cintola porta un portafrecce o una specie di arpa, sono in posizione inginocchiata di fronte l'uno all'altro il guerriero di sinistra ha un cappello a cono con paraorecchi. Altri vasi analoghi mostrano scene di guerrieri atti nel prestarsi soccorso, forse per curarsi entrambi dalle ferite leggere riportati negli scontri. Una decorazione ad intreccio semplice fa da base alla parte figurativa, tipica delle rappresentazioni toreutica.

Rython Bronzo

Prima di stendere il gesso, gli occhi e la bocca furono coperti con pezzetti di seta e fu eseguita la trapanazione del cranio praticando un foro nell'osso temporale per estrarre il cervello. Sulla testa dell'uomo fu posto un berretto con paraorecchi e sulla parte frontale della maschera una pelle di zibellino con il pelo rivolto verso l'interno. La maschera mostra un tipo di viso europeo.
Rython Bronzo: cm 56 proveniente dalla radura di Bambor, vicino a Gudauta (Abkhazia) risalente al VIII-VII secolo a. C. Il rython è decorato lungo l'orlo da figure di serpenti. Sul corpo del vaso sono cesellate otto figure di cavalli in corsa (tre dei quali hanno teste di cavallo alla fine della coda) e due uccelli in volo. Il rython termina con una testa scolpita di montone con le corna attorcigliate. Il rython era destinato ad uso rituale. Versare un liquido e berlo dal rython costituiva probabilmente un momento importante di qualche cerimonia a carattere religioso. (n.d.r. gli animali incisi e i due uccelli fanno pensare al culto di Odino, i due corvi e i cavalli potrebbero essere il cavallo sacro Liepnir a che aveva otto zampe, il rython poteva servire all'iniziazione dei giovani guerrieri o Asi con la bevanda magica di nome mètt, che dava vigore e saggezza).
Recipiente d'argilla: Materiale argilla altezza 23 cm Rinvenuto nel villaggio di Enokavan nella regione Idzevan Armenia: scavi del sepolcro di Astchi Blur IX-VII secolo a.C. Museo storico statale armeno. Recipiente d'argilla destinato al culto. Il recipiente ha un orlatura piatta con due aperture. Il collo è decorato all'incisione da una tripla ornamentazione a foglie d'abete a cuneo. La parte superiore del fusto è decorato da svastiche (il simbolo dell'eternità) e da triangoli accoppiati, (trilogia del culto celtico). Sulla parte inferiore sono rappresentati in posizione capovolta dei capri dalle corna ritorte. Sullo sfondo è rappresentata una stella a sei punte inscritta in una complessa ornamentazione a giro doppio..
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