Misteri e storia · Curiosità

Gli indiani bianchi del Missouri: fantasia o realtà?


indianiamericaniQuando il gallese John Evans attraversò il Mississippi ghiacciato per raggiungere St. Luis, il giorno di Natale del 1794, venne catturato e spedito in prigione con l'accusa di essere una spia britannica.
Dopotutto, la ragione per la quale voleva entrare nel territorio spagnolo della Luisiana appariva inventata di sana pianta!
Evans affermò di essere in cerca di una tribù di indiani bianchi che vivevano lungo il Missouri, discendenti di una colonia gallese, approdata sulle coste del Golfo del Messico sei secoli addietro, ancor prima di Colombo.
La Spagna aveva una buona ragione per diffidare degli stranieri indipendentemente dalla loro innocenza e dall'assurdità della loro missione.
L'ovest nordamericano attraversava, in quel tempo, un periodo di tensione politica acuta: la nuova Repubblica Americana, il Canadà Britannico e l'impero spagnolo si stavano contendendo la supremazia delle pianure con lo scopo di scoprire e rivendicare una pista, che, attraverso le Montagne Rocciose, giungesse al Pacifico.
Erano stati fatti molti programmi ed erano stati mandati in avanscoperta gruppi di commercianti armati, che vennero poi bloccati dalle tribù di nativi americani; una di queste era proprio quella che Evans cercava disperatamente di contattare.
Solo quando alcuni gallesi della parte americana del confine convinsero il governatore della veridicità della missione di Evans, questi venne rilasciato.
Nell'agosto del 1795, l'aspirante esploratore diede inizio alla sua ricerca, stavolta in rappresentanza del governo spagnolo.
Perché Evans avrebbe pensato di trovare dei suoi connazionali tra gli indigeni americani della pianure? Per quanto possa sembrare strano, già da due secoli veniva segnalata la presenza di individui gallesi nell'Americhe.
Il primo racconto di un incontro venne fornito da un certo David Ingram, sbarcato sulle coste del golfo nel 1568!
Egli affermò di aver camminato per 300 chilometri attraverso il Nord America prima di essere recuperato da una nave francese e durante la sua marcia asserì di aver incontrato colonne d'oro, elefanti, pecore rosse e pinguini e di essere stato trattato gentilmente da una tribù amica che parlavano con una specie di dialetto molto simile al gallese.
Nonostante gli elementi fantastici, il racconto di Ingram suscitò l'interesse del pubblico influente.
Nel 1580, il dottor John Dee, brillante e contestato scienziato gallese, nonché mago e grande stratega, aveva avvicinato confidenzialmente la Regina Elisabetta e le aveva mostrato una mappa delle Americhe; sul retro del documento, che esiste ancora oggi, Dee aveva descritto a grandi linee una serie di diritti che gli inglesi potevano avanzare sui territori spagnoli del Nordamerica.
In cima alla lista era ricordata un'impresa gallese risalente al Medioevo: " Lord Madoc, figlio di Owen Gwynedd, principe del Galles del nord, capitanò una colonia ed abitò in Terra Florida e dintorni".
La rivendicazione inglese sulle Americhe venne pubblicata nel 1583 nel testo " The Reporte" di sir George Peckham, il quale affascinato da Ingram, gli presentò il racconto del gallese quale prova del viaggio di Madoc.
Al libro di Peckham seguì una serie di incontri con tribù di lingua gallese.
Una generazione più tardi la credenza sugli indiani gallesi fu oggetto di nuovo interesse! Da allora la storia della colonizzazione gallese del Nordamerica ha avuto sorti alternanti.
La possibilità di una spedizione gallese in America rimane però aperta…..ma che è stato degli indiani gallesi? Molti studiosi ritengono che la tribù si sia estinta nel 1838 a causa di un'epidemia di vaiolo.
L'origine e la sorte di questi indiani gallesi rimangono, tuttavia, avvolte nel mistero!!!!!

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