Probabilmente la più alta espressione intellettuale mai raggiunta dai Maya si esplica nella loro sofisticata tecnica di misurazione del tempo.
Essi utilizzavano due calendari contemporaneamente: uno di 260 giorni( ciclo divinatorio) e l'altro di 360 ( calendario astronomico).
I Maya avevano ereditato quello più corto dagli Zapotechi, i quali l'avevano adottato a loro volta sin dal 600 a.C.
Questo calendario era costituito da 13 mesi di 20 giorni ciascuno fino a formare un anno " corto"di 260 giorni chiamato Tzolkin.
Nelle alture del Guatemala, ancora oggi sopravvivono sacerdoti che conoscono il nome esatto del giorno seguendo il calendario di 260 giorni.
Come faceva questo anno breve a coincidere con l'anno reale? Al termine di 73 periodi di 260 giorni ( pari a 18.980 giorni) erano trascorsi 52 anni reali e a quel punto i due calendari tornavano in sincrono. Ogni 52 anni il Giro del calendario ricominciava.
Questo ciclo calendaristico che si ripeteva solo dopo una cinquantina d'anni sembrava molto breve ad un popolo che conosceva la matematica così bene come i Maya, da qui probabilmente nel primo secolo d.C. nacque la necessità di creare un Calendario chiamato " Lungo Computo".
Il calendario ad uso quotidiano dei Maya era costituito da 18 mesi di 20 giorni ciascuno, alla fine dell'anno a questi si aggiungevano i tanto temuti cinque giorni ferali, in modo da arrivare a 365 giorni che contraddistinguono l'anno solare.
Forse perché mal si adattavano alla loro numerazione a base di 20, i Maya finirono con l'ignorare questi giorni aggiuntivi e fissarono l'anno di 360 giorni ( cioè un Tun).
Il Lungo Computo è costituito da una serie incredibile di unità di tempo, a partire dal giorno fino a unità più grandi:20 kin= 1 uinal ( 20 giorni);
18 Uinal= 1 Tun ( 360 giorni9,
20 Tun= 1 Katun ( 7.200 giorni) e cioè 19, 7 anni moderni
20 Katun= 1 Baktun ( 144.000 giorni) e cioè 394, 3 anni moderniTredici Bakatun costituivano il Grande Ciclo formato da 1.872.000 giorni ( circa 5.130 anni).
Tutte le date erano espresse a partire dalla data iniziale dell'attuale Grande Ciclo che nel nostro calendario corrisponde ad un certo giorno dell'agosto 3114 a.C.
Si dice che questa data rappresenti la creazione del mondo, o degli dei, ma più probabilmente si riferisce alla mitica nascita della Civiltà Maya, poiché sono state ritrovate iscrizioni che fanno riferimento ad eventi accaduti agli dei antecedentemente a quella data.
La fine dell'attuale Grande Ciclo è prevista per il 23 dicembre 2012 quando, secondo la profezia Maya, il mondo così come noi lo conosciamo andrà incontro a un catastrofico cataclisma.
Il Calendario Maya
21 dicembre 2012: la fine del mondo che non c’è stata
Il calendario Maya è stato al centro della più famosa profezia di fine millennio. Ecco com’è andata.
Il 21 dicembre 2012 si è concluso il tredicesimo b’ak’tun, un ciclo di circa 394 anni del Lungo Computo Maya. Libri, film e siti internet avevano annunciato catastrofi, allineamenti planetari e pianeti in rotta di collisione con la Terra. Non è successo nulla.
Gli archeologi lo avevano spiegato per tempo: nessuna iscrizione Maya prevede la fine del mondo. Per gli studiosi la fine del ciclo era una ricorrenza importante, come per noi il cambio di millennio, ma non un evento distruttivo. La NASA aveva persino preparato in anticipo un video intitolato «Perché il mondo non è finito ieri».
In sintesi: il calendario Maya resta una delle più alte conquiste scientifiche dell’antichità, come racconta questo articolo. La profezia del 2012, invece, era un’invenzione moderna.