Misteri e storia · Curiosità

Il planetario preistorico dei pittori di Lascaux

" Il luogo è la Dordogna, in quella che è oggi la Francia; l'epoca è quindicimila anni prima della nascita di Cristo.
Nella profondità di una grotta un gruppo di uomini sono inginocchiati per terra; con cura meticolosa preparano i pigmenti minerali che hanno appena raccolto in una zona vicina e lisciano pennelli fatti di peli.
Poi uno di loro si alza con pochi e precisi colpi di pennello dà vita ad un magnifico cavallo baio…..poco più in là, sulla parete rocciosa viene alla luce un bisonte rossastro, presto seguito da un toro nero, là da un cervo color ocra."
Bellissima ricostruzione fatta dal giornalista Pedro Lima; infatti, quando nei primi anni quaranta il mondo posò lo sguardo sulle centinaia di pitture di Lascaux, tutti gli esperti contemplarono quella che sarebbe stata considerata come una " Cappella Sistina preistorica"!
Molto recentemente ha fatto la sua comparsa una nuova e rivoluzionaria teoria che ha dato un diverso indirizzo alle opinioni degli studiosi in materia in merito alle conoscenze tecniche di questi cavernicoli.
Che fossero pittori nessuno ha dubbi ma sembra che dovessero essere esperti osservatori dei cieli, come suggerito dal fatto che parecchi animali dipinti sulle pareti della caverna corrispondono realmente a costellazioni esistenti.
Chantal Jegues - Wolkiewiez, un'astronoma francese, durante la Conferenza sull'Arte rupestre del 2000 tenuta a Milano il 10 novembre 2000, osservando i numerosi dipinti di Lascaux e soprattutto la " prima caverna" denominata la " Sala dei Tori" è riuscita a scorgervi le costellazioni della fascia dello Zodiaco.
Opinione difficile da credere, dal momento che le prime testimonianze accertate di una scienza astronomica vera e propria sembrano risalire all'epoca babilonese, vale a dire a circa 5 mila anni or sono.
L'astronoma francese, per dimostrare la sua tesi, ha dovuto far ricorso ad un avanzato programma informatico di astronomia e ricostruire la carta del cielo magdaleniano, cioè una carta che mostrasse l'aspetto del cielo di circa 17 mila anni fa, età delle pitture di Lascaux accertata attraverso il metodo del carbonio 14.
Il resto del mondo scientifico è riluttante a riconoscere come vere queste scoperte, che anticiperebbero di 10mila anni buoni l'epoca delle conoscenze astronomiche dell'uomo.
Una teoria che va a sconvolgere decenni e decenni di ricerca archeologica è destinata a incontrare forti resistenze.
Chantal Jegues Wolkiewiez non si sottrae alle critiche, sottolineando che la sua ipotesi non esclude tutte le altre ed arrivando ad ammettere che molti interrogativi sono senza risposta.
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