Misteri e storia · Curiosità

Gli Sciti: riti legati alla morte

Indole guerresca e gusto artistico sono il biglietto da visita del popolo scita; questo popolo, infatti, amava particolarmente gli animali e li raffigurava dando ad essi sembianze immaginarie. Gli storici ci dicono che gli Sciti non avevano una dimora stabile e si erano organizzati in tribù nomadi, che si spostavano mediante carri trainati dai buoi e le occupazioni principali degli uomini consistevano nell'allevamento degli animali ed in continue esercitazioni belliche. Molto attenti all'igiene, facevano il bagno di vapore e non di acqua e le ragazze si profumavano abbondantemente e si lucidavano la pelle. Gli Sciti ebbero una gran passione per l'oro e la loro professionalità in materia non è stata ancora superata. È inspiegabile, infatti, come questo popolo potesse conoscere la volumetria della materia per ottenere i migliori effetti dalla lavorazione dell'oro e neppure è comprensibile come loro, che non avevano città dove vivere in quanto nomadi, tenessero in grande considerazione la segretissima " città dei morti" nella quale venivano sepolti i defunti di rango. Quando il re si ammalava - si legge nelle Storie di Erotodo - venivano mandati a chiamare tre indovini per stabilire le cause della malattia per poterle combattere, generalmente attribuivano la colpa a qualcuno che aveva giurato il falso in nome del monarca" Costui veniva arrestato immediatamente e processato e se negava o non confessava, venivano chiamati altri sei indovini, che emettevano la sentenza di morte per il malcapitato. Nello stesso modo, gli indovini incapaci di fare profezie veritiere, venivano eliminati. Siccome lo strangolamento era riservato agli animali durante i sacrifici, per eliminare gli indovini si usava un'altra prassi: un carro trainato dai buoi veniva riempito di sterpi secchi, in mezzo ai quali venivano poste le vittime; acceso il fuoco, gli buoi si spaventavano e cominciavano a correre portando i morituri lontano. Quando era invece il re a morire, si assisteva all'esecuzione delle sue concubine, che volontariamente rifiutavano di sopravvivergli. Analoga sorte toccava ai servi ed agli animali che potevano essere utili al sovrano nell'al di là; venivano infatti strangolati e sepolti accanto al cadavere del monarca, già circondato d'oro. Ma tanto oro costituiva una manifestazione sfarzosa di ricchezza, o invece una testimonianza dell'esistenza laboriosa del defunto sovrano? È questo un interrogativo affascinante al quale è forse impossibile dare risposte certe, ma vale la pena di ricordare che gli Sciti si distinsero almeno per una cosa: invece di rubarlo l'oro lo lavoravano.


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