Siamo nel nuovo millennio, ma - ancora oggi - la superstizione ed il timore di venire colpiti dalla sfortuna sono parte integrante del nostro patrimonio culturale. Secondo alcuni archeologi fu l'uomo di Neanderthal a creare la prima credenza superstiziosa: la sopravvivenza nell'al di là! Infatti, i neanderthaliani, furono i primi a seppellire i loro morti ed a porre vicino ai loro corpi: vettovaglie, vestiario, armi; insomma, tutto quanto poteva servire per la sopravvivenza nell'altra dimensione. Malgrado, attualmente molti fenomeni sono stati spiegati scientificamente; la vita odierna presenta ancora molte incognite e l'essere umano, nei momenti nei quali si sente più perseguitato dalla mala sorte, ricorre puntualmente alla superstizione o meglio ai riti insiti in essa. Ve ne elenchiamo alcuni:
Zampa di coniglio: anticamente, si pensava che la lepre avesse dei poteri magici; tuttavia la maggior parte degli europei, un tempo, confondeva il coniglio con la lepre, conseguentemente ben presto la zampa di tutti e due questi animali venne tenuta in grande considerazione. Un antico totemismo riteneva che gli esseri umani discendessero dagli animali. L'abitudine del coniglio di vivere dentro ad una tana gli conferiva un'aura di mistero; gli antichi Celti, per esempio, credevano che questo animale trascorresse tanto tempo sotto terra perché era in segreto contatto con l'inferno e le divinità infernali. Tuttavia era la fecondità del coniglio che contribuiva a conferire alle sue parti del corpo la massima associazione con la fortuna e la prosperità. Viene spontaneo chiedersi: perché proprio la zampa? Gli studiosi di folklore sostengono che l'uomo primitivo, nei dipinti parietali delle caverne e nelle sculture di pietra, inseriva la zampa come simbolo fallico; era quindi un totem per favorire la fertilità della donna ed un abbondante raccolto nei campi.
Ferro di cavallo: Durante il Medioevo, quando il timore della stregoneria raggiunse i suoi massimi livelli, questo amuleto assunse un grande potere poiché si credeva che le streghe volassero sulle scope in quanto temevano i cavalli. Pertanto, qualsiasi elemento che si riferiva a questo animale veniva considerato come un mezzo sacro per salvarsi contro qualsiasi attacco satanico. L'amuleto in questione non poteva essere appeso come capitava, ma doveva venire posizionato con le estremità verso l'alto, affinché la fortuna che conteneva non si scaricasse verso il basso.
Osso del desiderio: Due persone esprimono un desiderio e tirano l'estremità opposte della clavicola essiccata di un volatile, a forma di V. L'usanza risale almeno a 2.400 anni fa, ed ebbe origine con gli etruschi, i quali consideravano, sia la gallina come il gallo, animali divinatori. L'oracolo della gallina, per mezzo di una pratica divinatoria, veniva consultato per rispondere ai problemi più pressanti dell'esistenza.
Toccare legno: Nei paesi di lingua inglese, all'espressione " toccare ferro" corrisponde quella di " toccare il legno"! Si tratta di una usanza che ebbe inizio quattromila anni fa fra gli indiani nordamericani.
Specchio frantumato
Specchio frantumato: la rottura di uno specchio è una delle più diffuse superstizioni riguardo alla cattiva sorte; la credenza ebbe origine da una serie di fattori religiosi ed economici combinati. I primi specchi, usati dagli antichi egizi, dagli ebrei e dai greci, erano fatti di metalli lucidati, come l'ottone, il bronzo, l'argento e l'oro. La superstizione assunse un'applicazione pratica ed economica nell'Italia del quindicesimo secolo. I primi specchi a lastre di vetro, fragili, con il fondo argentato, venivano prodotti a Venezia e, pertanto, essendo molto costosi venivano maneggiati con estrema cautela e i domestici che li pulivano venivano avvisati dai padroni che la rottura di uno di questi implicava sette anni di un destino peggiore della morte.
Numero tredici: Alcune indagini hanno dimostrato che la superstizione che influenza la maggior parte della gente, è proprio legata a questo fatale numero. In Francia, per esempio, non esiste il numero tredici come numero civico; in Italia, la lotteria nazionale omette questo numero; sugli aerei delle linee nazionali e internazionali manca la tredicesima fila di posti. Ma come ebbe origine la tanto diffusa paura del numero tredici? Occorre risalire alla mitologia norvegese, all'epoca che precede la nascita di Cristo: a Valhalla venne allestito un banchetto al quale furono invitati dodici divinità. Loki, lo spirito dei conflitti e del male, si infiltrò tra gli altri, portando il numero degli invitati a tredici.
Gatto nero: come spesso accade per molte superstizioni, la paura che un gatto nero ci attraversi la strada ha un'origine relativamente recente ed è completamente in antitesi con la posizione di rispetto di cui il gatto ha sempre goduto da quando è stato addomesticato per la prima volta, in Egitto, intorno al 3000 a.C. La paura dei gatti neri, iniziò a diffondersi per la prima volta in Europa durante il Medioevo, e in particolare in Inghilterra. La caratteristica indipendenza del gatto, la sua caparbietà e segretezza, insieme alla sua improvvisa diffusione nelle grandi città, contribuirono a farlo cadere in disgrazia. Molte società, nel Medioevo, cercarono di portare i gatti all'estinzione; man mano che la paura delle streghe raggiungeva livelli paranoici, molte donne innocenti furono bruciate sul rogo insieme ad i loro innocui animali domestici.
Rovesciare il sale: il sale fu il primo condimento per il cibo che l'uomo trovò a propria disposizione quindi non dobbiamo sorprenderci se l'atto di versare questo prezioso ingrediente sia diventato sinonimo di sfortuna.
Aprire l'ombrello all'interno di una abitazione: le superstizioni negative riguardanti l'ombrello ebbero inizio all'epoca degli egiziani i quali conferivano significati religiosi ai loro ombrelli di papiro e di piume di pavone.
Passare sotto una scala: ecco una superstizione le cui origini sembrano derivare da un consiglio pratico e ovvio: infatti, si dovrebbe evitare di passare sotto una scala soprattutto quando ci si trova un operaio al lavoro il quale potrebbe far cadere un arnese e questo trasformarsi in un'arma letale. Tuttavia, l'autentica origine di detta superstizione deriva dal fatto che una scala posata contro una parete forma un triangolo, simbolo che per molto tempo, da alcune civiltà è stato considerato come l'espressione di una sacra trinità divina.