Misteri e storia · Curiosità

Tutti insieme in "Nero" appassionatamente


Essere ( in Nero ) o non essere? Amleto, almeno su questo, non ha alcun dubbio e indossa l'abito Nero per esprimere angosce laceranti. Il Nero, grazie al tormentato principe shakespeariano, si impone una volta per sempre come simbolo degli interrogativi e delle malattie dell'anima. La figura di Amleto diventa la personificazione della " melancholia che in greco voleva dire "bile nera", sentimento che verrà rilanciato da Baudelaire con il termine " spleen" e da Sartre con il concetto di " nausée". Quale colore se non il nero, che si associa all'oscurità, potrebbe meglio rappresentare l'inestinguibile inquietudine dell'Io e la sofferenza della condizione umana? Nell'Europa, ferita dalle tragedie della seconda guerra mondiale, sono, invece, gli esistenzialisti a fare dell'abito nero una vera e propria divisa.
Al di là dell'Atlantico, sarà imitato dai protagonisti della " beat generation" ( Kerouac in testa ) e, poi, da tutti coloro che si proclamano anche oggi degni figli di Amleto. Il colore Nero, nella storia del costume della moda e delle anti - mode, nessun colore è stato più usato, camaleontico e trasversale in una girandola senza fine di significati e di evocazioni, buono per tutte le stagioni e per tutte le occasioni.
Il Nero è magico e luttuoso, arcaico e moderno, pratico e sensuale, luminescente ed opaco; lo hanno indossato come una divisa i guerrieri preistorici e i punk, gli sciamani e i nazisti, i rocker e le dark ladies, i sacerdoti e i criminali, i giovani ribelli e gli anziani indistruttibili. Si è proprio il colore Nero un trade - mark infallibile di eleganza! Inoltre, chi può dimenticare Marlon Brando, che suscita brividi di inquietudine con il suo giubbotto di pelle nera nel film di Lazlo Benedek " il Selvaggio"? Siamo nel 1953, data di nascita della " gioventù bruciata" che intende distinguersi nettamente e, con violenza, dalle classe medie impiegatizie e perbene dell'epoca.
La trasgressione accompagna uomini e donne in nero per tutto il XX secolo! Marlene Dietrich, ambigua vamp androgina degli anni 30, si trova a suo agio con il nero come un pesce nell'acqua ed, ovviamente, per le dark ladies è di rigore l'abito scuro. E c'è di più, sul fronte sado-maso, il fotografo americano Robert Mapplethorpe riunisce in un sol colpo i simboli della cultura punk e di quella omosessuale dando una grande eleganza formale all'abbigliamento di una " generazione maledetta; così, spesso, il nero assume più che mai il ruolo di colore - feticcio delle trasgressioni nelle sue molteplici varianti.

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