Illustrazione generata con IA per Popobawa.it
Le origini del popolo tibetano rimangono ancora oggi misteriose. Secondo la tradizione mitologica i remoti antenati degli abitanti del Tibet sarebbero stati uno scimmione - reincarnazione della deità Chenrezig - e una specie di orchessa venerata come nume tutelare della montagna. La loro unione avrebbe dato vita alla razza tibetana.
Le antiche tradizioni parlano di un’età mitica in cui governava una dinastia di re celesti; di giorno questi monarchi divini vivevano nel mondo degli uomini e di notte salivano in cielo tramite una corda magica, che viene descritta come un arcobaleno. Il primo di questi re,
Nyatri Isempo, contribuì in modo decisivo all’evoluzione della cultura tibetana. Con il passare del tempo, la corda magica, in grado di assicurare ai sovrani la soprannaturale ascensione, venne tagliata ed i loro cadaveri ebbero bisogno di una tomba. Il monumento funerario di Drigum Tsempo, divenne “ la prima nel suo genere.
L’adozione di una scrittura di derivazione indiana sottolinea con forza il legame che, al di là delle differenze etniche, collega il Tibet all’India. Legame che venne ancor più rinsaldato con la diffusione del Buddhismo nel mondo tibetano. Due furono le figure di maggior rilievo che dall’India giunsero in Tibet nell’ottavo secolo, Santarakshita e Padmasambhava: il primo, un raffinato erudito dell’Univeristà indiana di Nalanda introdusse l’ordinamento monastico mentre il secondo, grazie alla forza di un incredibile carisma personale, riuscì a superare le numerose resistenze che gli ambienti Bon opponevano alla diffusione della nuova fede. I buddismo mise salde radici in Tibet durante il regno di Trisong Deutsen che edificò Samye, il primo monastero buddhista.
Il Dailai Lama, guida spirituale e temporale del Tibet è considerato la manifestazione terrestre di Chenresi “ la preziosa protettrice” e prende anche il nome di “ Grande Oceano”. I Dalai Lama sono stati in tutto quattordici; l’attuale Dalai Lama è stato costretto, nel 1959, all’esilio dai comunisti cinesi.Laura Scafati
Le
origini del popolo tibetano rimangono ancora oggi misteriose.
Secondo la tradizione mitologica i remoti antenati degli
abitanti del Tibet sarebbero stati uno scimmione - reincarnazione
della deità Chenrezig - e una specie di orchessa
venerata come nume tutelare della montagna. La loro unione
avrebbe dato vita alla razza tibetana.
L’adozione di una scrittura di derivazione indiana
sottolinea con forza il legame che, al di là delle
differenze etniche, collega il Tibet all’India.
Legame che venne ancor più rinsaldato con la diffusione
del Buddhismo nel mondo tibetano. Due furono le figure
di maggior rilievo che dall’India giunsero in Tibet
nell’ottavo secolo, Santarakshita e Padmasambhava:
il primo, un raffinato erudito dell’Univeristà
indiana di Nalanda introdusse l’ordinamento monastico
mentre il secondo, grazie alla forza di un incredibile
carisma personale, riuscì a superare le numerose
resistenze che gli ambienti Bon opponevano alla diffusione
della nuova fede. I buddismo mise salde radici in Tibet
durante il regno di Trisong Deutsen che edificò
Samye, il primo monastero buddhista.