Esoterismo e tradizioni · Esoterismo

Divagazioni storiche in merito all'esoterismo


Le sue Scuole di Misteri, infatti, le Università e allo stesso tempo i Monasteri, custodiscono gelosamente le conoscenze acquisite nel tempo.
Tali scuole si diffondono soprattutto sotto l'egida di Akhenaton allorché vi introduce il concetto di monoteismo.
Con i suoi culti misteriosi, la Religione egiziana incuriosisce ed intriga come non mai!
Nel Pantheon egiziano, Thot, il dio con la testa di ibis, gode di un'aura particolare; Scriba del Tribunale divino, è considerato l'inventore della scrittura e impersona la medicina, l'astronomia e la magia.
Egli è la Luce di Rê nel suo aspetto notturno e questo fa di Tho l'iniziatore ai Misteri, inoltre viene visto come lo sposo di Maât, la dea della Giustizia e della Verità; pertanto tutte queste qualità fanno di questo dio l'emblema dei Misteri d'Egitto.

I Greci e l`Egitto

Secondo Erodoto, i culti misteriosi della Grecia derivano dalla cultura egiziana in quanto gli antichi saggi greci sono venuti a cercare la conoscenza delle fonti esoteriche presso i saggi egiziani.
Molti fra loro sono stati iniziati ai Misteri ed hanno assicurato così la trasmissione della conoscenza egiziana verso il mondo ellenico.
Il primo dei sette saggi; Talete di Mileto, frequenta i loro sacerdoti e misura le piramidi insieme a Solone.
Plutarco, dal canto suo, dichiara che è stato Talete a portare in Grecia la geometria egiziana, mentre Solone, che si reca diverse volte in Egitto disserta intorno alla filosofia con i sacerdoti al fine di trasmette i racconti su Atlantide ai Greci, che Platone riprenderà presto nel "Timeo" e nel "Crizia".

Secondo Giamblico, Pitagora ha studiato nei templi egiziani per ventidue anni. Dopo si stabilisce a Crotone, in Italia, dove fonda una scuola per insegnare- secondo la tradizione- i Misteri dell'antico Egitto.
Secondo Apollo di Rodi, Ermete, tramite suo figlio Aithalides è il diretto antenato di Pitagora.
Diodoro Siculo riferisce che Orfeo ha viaggiato in Egitto ed è stato iniziato ai Misteri di Osiride; al ritorno in patria, istituisce nuovi riti: i Misteri orfici.
Plutarco precisa che i Misteri orfici e Bacchici sono in realtà d'origine egiziana e pitagorica e Diodoro Siculo riporta che gli Ateniesi osservano ad Eleusi dei riti simili a quelli degli Egiziani.
Nel V secolo a. C. Erodoto visita l'Egitto, assiste ai riti e parla con i sacerdoti; Nei suoi racconti evoca i Misteri di Osiride che si celebrano a Saïs.

Thot-Ermete

Thot-Ermete

In beve tempo, i Greci si appropriano degli eroi e degli dèi più celebri d'Egitto ed, a partire dal II secolo a.C., Ermete, figlio di Zeus e della ninfa Maia, è considerato un discendente di Thot. Il Dio egiziano, secondo la mitologia, avrebbe avuto per figlio Agathodemon, che avrebbe generato a sua volta un figlio di nome Ermete.
Quest'ultimo, considerato il secondo Ermete, gode del titolo di Trismegisto, cioè "tre volte grande"; egli è la Guida dei viaggiatori verso l'altro mondo; Zeus l'ha dotato dei sandali alati che gli permettono di spostarsi alla velocità del vento.
Ben presto Thot ed Ermete saranno considerati come un solo ed unico personaggio.

Alessandria

Con la conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno, il mondo greco assimila maggiormente la cultura egiziana. Nel 331 a. C., dove le acque del Nilo si mescolano al Mediterraneo, nasce la città di Alessandria; luogo di incontro tra le culture: egiziana, ebraica, greca e cristiana, divenendo così il centro intellettuale dell'Oriente.
Terapeuti, Gnostici, e molti altri movimenti mistici si sviluppano intorno a questa città; la sua ricca biblioteca dotata di più di 50.000 volumi, raccoglie tutte le conoscenze dell'epoca.
Alessandria è il crogiolo dove fiorisce l'alchimia greco - egiziana; una alchimia che appare come la continuazione dell'eredità egiziana riformulata e ripresa dal pensiero greco.
La sua originalità consiste nel proporre una disciplina concreta e universale, svincolata da ogni influsso religioso.
Ermete Trismegisto diviene il fondatore di quest'arte.

Il Corpus Hermeticum

Tre secoli prima dell'Era cristiana inizia l'elaborazione della cosiddetta "Ermetica".
Un testo importante, che, a buona ragione, entra a far parte di questa letteratura è l'"Asclepio", che descrive la religione degli Egiziani e i riti magici che praticavano per attirare le potenze cosmiche con lo scopo di animare le statue degli dei. Infine, i "Frammenti di Stobeo" costituiscono il terzo gruppo dell'Ermetica; si compongono di 39 testi e comprendono alcuni dialoghi fra Iside e Horus in merito alla creazione del mondo ed all'origine delle anime.
Questi testi, generalmente attribuiti a Ermete Trismegisto, si presentano come traduzioni dall'egiziano, ma contengono pochi elementi egiziani autentici. Sono caratterizzati essenzialmente dalla filosofia greca, ma anche dall'ebraismo e dalla religione persiana. Non compongono un tutto coerente e presentano numerose contraddizioni dottrinali.

Pax Romana

Pax Romana

Nel II secolo la "Pax Romana" instaura la pace nel mondo mediterraneo. In quest'epoca si prova una vera passione per le civiltà passate: gli Indù, i Persiani, i Caldei e soprattutto gli Egiziani, per il fascino dei loro templi ancora operanti.
I ricchi romani accorrono per visitare la terra dei faraoni e vi giunge anche Apuleio, scrittore latino incuriosito dai misteri. Egli ci descrive a modo suo i Misteri egiziani nell'opera "L'Asino d'Oro".
Assieme all'alchimia assumono un ruolo di primo piano la magia e l'astrologia.
Claudio Tolomeo, un greco vissuto ad Alessandria, scrive il "Tetrabiblos", un trattato che codifica tutti i principi dell'astrologia greca (d'influenza egiziana e caldea): segni, case, aspetti, quattro elementi.
Tolomeo non è un semplice astrologo, è anche un astronomo al quale si deve il geocentrismo e la teoria degli epicicli; teorie, che dettarono legge in materia di astronomia fino al XVII secolo, : grazie a lui le conoscenze astronomiche furono trasmesse in tutto l'Occidente.
Olimpiodoro (V e VI secolo) presenta l'alchimia come un'arte sacerdotale praticata dagli egiziani; I papiri di Leida e di Stoccolma (II secolo), mostrano effettivamente dei processi metallurgici legati a delle formule magiche.
Nel III secolo Zozimo di Panapolis si stabilisce ad Alessandria per dedicarsi all'alchimia. Gli scritti alchemici di Zozimo non sono unicamente rivolti al lavoro di laboratorio, evocano anche le trasformazioni dell'anima e inseriscono una ricerca mistica. Egli è il primo grande autore alchemico conosciuto, colui che darà a questa scienza i suoi concetti e la sua simbologia

Neoplatonismo

I neoplatonici si sono molto interessati all'Egitto. Giamblico iniziato ai riti caldei, egiziani e siriani, è un personaggio enigmatico.
Al "divino Giamblico", infatti, capo di una scuola neoplatonica, si attribuiscono poteri straordinari. Quando pregava, il suo corpo si elevava dal suolo a più di dieci cubiti, con la pelle e i vestiti immersi in una luce dorata.
L'Egitto mantiene nei suoi scritti un posto di prim'ordine. Nei "Misteri Egiziani", nelle vesti di Abamon, si presenta come un Maestro della gerarchia sacerdotale egiziana e come un interprete della saggezza di Ermete. Egli promuove la teurgia e le pratiche divinatorie egiziane.
Più tardi un altro neoplatonico, Proclo (412-485) si considererà appartenente alla "catena di Ermete" ed avrà un'influenza preponderante sul sufismo e sui pensatori cristiani.
Quest'epoca è quindi quella che vede l'Egitto affacciarsi al cristianesimo nascente.
Alessandria svolge un ruolo importante nelle differenti controversie che seguono l'avvento di questa religione, imposta da Costantino.
Nel III secolo gli Egiziani abbandonano la scrittura geroglifica e adottano la scrittura copta per trascrivere la loro lingua.
I copti adattano le scienze segrete dei faraoni al cristianesimo. Ben presto l'imperatore Teodosio promulgherà un editto contro i culti non cristiani, che segnerà la fine del clero egiziano e delle sue cerimonie.

I Sabei

I Sabei

I Sabei erano degli astrologi rinomati e Maimonide dimostra che questa scienza svolgeva un ruolo predominante. La tradizione vuole che i magi venuti a salutare il Cristo provenissero da questo paese leggendario. I Sabei conoscevano a fondo gli scritti di Ermete sull'alchimia e il "Corpus Hermeticum". Erano molto saggi e avevano introdotto le scienze nell'Islam anche se vivevano ai margini di questa religione.

L'alchimia araba

Sappiamo bene quale sia stato il ruolo degli arabi nella diffusione dell'alchimia nell'Occidente medievale. È una loro eredità il vocabolario tipico di quest'arte: (al kemia, la chimica, al tanur, l'athanor).
La loro alchimia non è solo un'arte di laboratorio, si propone anche di svelare le leggi nascoste della creazione e comporta una dimensione mistica e filosofica. Se l'alchimia araba rivendica un'origine egiziana, la sua pratica è anteriore alla conquista dell'Egitto da parte degli arabi nel 639. È grazie ai Siriani che gli arabi hanno ricevuto l'alchimia greca, ma i loro primi maestri in quest'arte furono gli iraniani, che avevano ereditato tradizioni esoteriche mesopotamiche.
La figura più illustre dell'alchimia araba è Jâbir ibn Hayyân, conosciuto in occidente con il nome di Geber. Egli sottolinea i concetti fondamentali della Grande Opera. Le sue riflessioni sfociano in un'alchimia spirituale di vasta portata.
Anche la magia occupa un aspetto centrale nella spiritualità araba. L'Islam metterà in opera, infatti, una magia di lettere simile alla cabala ebraica per penetrare i segreti del Corano. Del resto la magia araba copriva larghi campi: la medicina, l'astrologia, la talismanica.
L'astrologia è molto presente nel mondo islamico. Anche se sospetta per le sue origini pagane, si sviluppa moltissimo a partire dall'ottavo secolo quando il "Tetrabiblos" di Tolomeo è tradotto in arabo.

L'Islam in Spagna

Nel 711 gli Arabi invadono la Spagna. Cordova diviene presto il cuore della Spagna mussulmana sotto l'autorità del principe 'Abd al-Rahmân. Ciononostante i Cristiani, come gli Ebrei, che sono molto numerosi in Spagna, conservano la loro libertà di culto. Questa situazione ha ripercussioni positive, poiché permette degli scambi culturali. La Spagna contribuisce a diffondere in Occidente tutto un patrimonio culturale proveniente dalla civiltà araba, che a quel tempo è più avanzata di quella europea in numerosi campi. Le traduzioni latine degli Spagnoli rendono accessibile una quantità considerevole di testi greci, conservati dagli Arabi e ancora sconosciuti in Europa.
Le scienze dell'esoterismo penetrano in Occidente attraverso la Spagna. A Toledo vengono tradotti numerosi testi d'alchimia, di magia e di astrologia e questa città acquisisce presto la reputazione di "cattedra delle scienze occulte".

L'espulsione degli Ebrei

L'espulsione degli Ebrei

Dopo la riconquista cristiana del XIII secolo, la Spagna perde la tolleranza religiosa instaurata dai Musulmani. Sono tempi difficili per gli ebrei: possono scegliere fra l'esilio, la morte o la conversione. Nel 1391 molti di loro domandano il battesimo per sfuggire al massacro. I "Marannes" si convertono solo apparentemente e continuano a praticare la loro religione in segreto. Ben presto vengono espulsi, dapprima nel 1483 in Andalusia, poi nel 1492 quando si assiste all'evacuazione totale degli ebrei. Alcuni si stabiliscono in Italia dove apportano conoscenze segrete che avranno un nuovo splendore. Questa eredità si aggiunge a quella che l'Italia aveva appena raccolto. Infatti, nel 1439 i Cristiani d'Oriente, minacciati dall'espansione dell'Islam, cercano di avvicinarsi ai loro fratelli Occidentali. A questo scopo numerosi letterati d'Oriente come il neoplatonico Gémiste Péton, vengono a Firenze per partecipare ad un concilio di riconciliazione, portando in Italia i testi dei filosofi greci. Gli sforzi di avvicinamento intrapresi troppo tardi non impediscono una catastrofe per la Chiesa bizantina, poiché nel 1453 i Turchi invadono Costantinopoli.

L'Accademia di Firenze

La conquista di Costantinopoli nel 1453 permette alla cultura greca, in particolare alle opere di Platone, di cui a quel tempo si conoscevano solo alcuni stralci, di penetrare in Italia. Cosimo de' Medici, consapevole dell'importanza dell'avvenimento, crea l'Accademia platonica di Firenze e chiede a Marsilio Ficino (1433-1499) di tradurre Platone. Lavoratore infaticabile, Marsilio Ficino donerà all'Occidente la sua prima traduzione di Platone, come quelle di Plotino, Proclo, Giamblico, Denys l'Areopagita e molti altri. Poco dopo accadde un fatto importantissimo: Il "Corpus Hermeticum", spesso citato nel Medio Evo, era scomparso e non se ne conosceva che l' "Asclepio".
Nel 1460 un monaco al servizio dei Medici riporta un manoscritto del "Corpus Hermeticum". Cosimo I considera la cosa così importante che chiede a Marsilio Ficino di interrompere le sue traduzioni di Platone per lavorare su quelle di Ermete Trismegisto. Nel 1471, M. Ficino redige la prima traduzione del "Corpus Hermeticum". Questa edizione conosce allora una considerevole diffusione al punto che sarà ripubblicata sedici volte fino al XVI secolo.

La Voarchadumia

La Voarchadumia

l'Italia diviene, bene presto, un centro molto attivo dell'esoterismo: Venezia svolge un ruolo importante nella diffusione della cabala, dell'astrologia, della scienza dei numeri e dell'alchimia
. Dopo il XIII secolo il corpus alchemico trasmesso dagli arabi era stato totalmente tradotto e aveva dato origine ad una fioritura di scritti (Alberto il Grande, Tommaso d'Aquino, Ruggero Bacone, Arnaldo di Villanova, Raimondo Lullo, Nicola Flamel…). Nei secoli XIV e XV si assiste ad un rinnovamento dell'alchimia che adotta l'allegoria cristiana ed acquisisce una connotazione mistica sulla quale alcuni s'interrogano. Si tratta di una "pratica espressa in termini religiosi o [di] un'esperienza mistica espressa in termini alchemici"?

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