La vita spirituale non è un'astrazione, essa è una realtà concreta di cui si può - attraverso il linguaggio dei simboli- provare il contenuto e sperimentarne le leggi, sia con i mezzi millenari che vengono dalla Tradizione che con quelli contemporanei ed ultra moderni che vengono dalla Scienza. Poiché se si può parlare di vita spirituale, si può e si deve mettere anche in evidenza la realtà di una scienza spirituale, nota a tutti i fondatori di religioni, il cui scopo essenziale è stato sempre quello di rendere accessibile a tutti la vita spirituale, attraverso la dimostrazione dei mezzi e la spiegazione delle leggi. Esiste una opposizione complementare o per meglio dire un equilibrio fra l'interiore e l'esteriore, lo spirito e la lettera, la sostanza e la forma, la fede ed il rito ecc. ecc. Nel linguaggio spirituale, segreto significa " sacro" e " mistero" significa "ministero!. I Miti, i simboli ed i riti non sono altro che le chiavi intellettuali, intellettuali o sensibili, che permettono di penetrare nell'universo spirituale. Un punto comune a tutte le dottrine esoteriche è la necessità di un'ascesa spirituale per mezzo della quale l'iniziato tende verso un suo obiettivo, che è in un primo tempo: la visione del divino e, in un secondo tempo, la fusione con il divino. La religione tradizionale presenta un Dio esterno all'uomo, un Dio creatore e buono, certamente, ma inaccessibile e giustiziere, al quale non ci si può rivolgere che in termini di supplica..La religione esoterica conosce un Dio interiore, Dio d'amore che è "di più noi stessi che noi stessi" e che agisce, crea ed ama realizzando tutto attraverso la scorza esterna del nostro modesto essere terrestre. Un altro punto comune degli insegnamenti esoterici è che sono trasmessi oralmente, vale a dire in maniera vivente ed ispirata. Il segreto esteriore che circonda questo insegnamento orale è ugualmente una protezione contro la vana curiosità e l'incomprensione ostile. Ma è anche una protezione per il profano, per l'essere non preparato, per il quale la rivelazione prematura di certi aspetti della verità potrebbero tradursi in un grave trauma, analogo sul piano psichico a ciò che è uno choc elettrico sul piano fisico.
E per questo che vi sono vari gradi di iniziazione che permettono di progredire senza pericolo. Se è relativamente facile afferrare la parentela fra l'esoterismo e la religione, e più difficile per gli spiriti occidentali, abituati alle paratie intellettuali ed analitiche, vedere in che cosa l'esoterismo sia una scienza. L'esoterismo, in pratica, appare contemporaneamente come la sorgente e la sintesi della religione e della scienza. La scienza studia i fenomeni dell'universo ignorando, deliberatamente, la loro sorgente unica mentre la religione parla della sorgente. Si può dire, inoltre, che la scienza è il dominio delle leggi formulate, la religione quello delle leggi esistenziali non formulate e l'esoterismo quello delle leggi non scritte. Man mano che la scienza umana estende le sue conquiste teoriche, la religione e l'esoterismo perdono apparentemente di contenuto a profitto della tecnica; ma resta comunque un ordine cosmico al quale, volente o nolente, lo scienziato deve sottomettersi. Ora, il principio di causalità è espresso da tutte le cosmogonie degli insegnamenti esoterici, i quali, anche se si interessano al mistero ed alle dimensioni sconosciute dell'universo, non sono comunque razionali. Ogni manifestazione materiale ha una causa spirituale e tutte le manifestazioni materiali si collegano attraverso una relazione di causa ed effetto che risale alla causa originale; questa affermazione è alla base di ogni religione autentica. La religione nel suo aspetto esoterico è caratterizzata dal bisogno dell'uomo di credere senza la necessità di comprendere, l'esoterismo, invece, si caratterizza soprattutto come l'esplorazione scientifica del contenuto della religione. La creazione fu, dunque, nello stesso tempo un'involuzione dello spirito ed è rappresentata dalla caduta di Lucifero e poiché tutti gli esseri non l'hanno seguito nella caduta ne deriva, così, che si è potuta costituire una gerarchia dell'invisibile, dell'Assoluto. La Tradizione si inscrive nei grandi cicli della storia attraverso forme diverse che riconducono sempre all'essenziale cioè a sapere che l'essere umano porta in sé la sua divinità e che dipende da lui stesso di svegliare e di resuscitare questa realtà. L'uomo primitivo ha sempre cercato, attraverso procedimenti magici, di mettersi in contatto con le forze della natura, da lui considerate come le divinità tutelari della vita e della morte.
I grandi focolai culturali della più profonda Antichità furono le scomparse civiltà della Terra di Mu e di Atlantide; i civilizzatori venuti dallo spazio che sono considerati i fondatori di tali civiltà sembrano aver avuto conoscenza di un Dio unico, fonte di ogni manifestazione e di ogni vita, raffigurato con un Sole. La molteplicità di Dei nel mondo greco-romano, egiziano, precolombiano ecc ecc. non è che la trasposizione simbolica e mitica di una semplice constatazione: l'universo è molteplice nelle sue manifestazioni. Le religioni dell'Antichità, malgrado il loro carattere panteista ed antropomorfico, appaiono essenzialmente come scuole di una psicologia delle dimensioni e ripercussioni cosmiche, ma accessibili in chiave umana. Sui resti del Tempio di Delfi si può ancora distinguere questa lettera incisa: E, iniziale di Ei, parola greca che significa " Egli è", affermazione dell'essere, della divinità come essenza dell'essere presente nel santuario. Il Dio di Delfi non è altro che Apollo, il Sole ma il culto che gli rende Socrate è precisamente il polo esoterico, iniziatico della religione greca. L'essenziale di questo Esoterismo, rivelato nei santuari di Delfi, di Eleusi, di Delo, può riassumersi in una sola frase: " Scire te impsum" cioè conosci te stesso e conoscerai l'Universo e gli Dei.