Esoterismo e tradizioni · Esoterismo

Un processo di stregoneria Urbano Grandier ed il Convento delle Orsoline

Illustrazione generata con IA per Popobawa.it
L'anno è il 1630, un'epoca nella quale la morbosità, il misticismo e la suggestione formavano una pericolosissima miscela che alimentava l'odio e la sete di vendetta.
Il protagonista della vicenda è solo una vittima di una assurda e crudele "caccia alle streghe" che lo ha condotto agli strazi della tortura e alla tremenda e disumana morte sul rogo sotto l'accusa di eresia e patto con il diavolo!
Urbano Grandier era curato del villaggio di Loudun; uomo di bellissimo aspetto dotato di un carattere passionale, che lo rendeva inquieto sia nella carne come nello spirito; molte donne del paese si invaghirono di lui rendendo gli uomini gelosi, invidiosi e vendicativi.
Tuttavia, una buona parte del popolo lo apprezzava poiché la sua bontà lo portava ad essere sempre caritatevole e generoso con i bisognosi.
Nel 1926, era stato costruito, a Louden, un piccolo convento che ospitava le suore Orsoline dirette dalla superiora Suor Maria Giovanna degli Angeli, al secolo baronessa Belciel di Coze; donna molto affascinante e passionale, costretta dalla famiglia a rivestire dei panni con non le erano consoni, la quale soffriva moltissimo nel rinunciare ai piaceri della vita.
Suor Maria Giovanna, si interessò ben presto al giovane curato del paese ma ogni suo espediente fu vano; Urbano non ne era innamorato e la rifiutò più volte.
Questa indifferenza portò la giovane donna ad odiarlo, iniziando nel contempo una vera e propria persecuzione ai danni di Maddalena de Brau che, secondo voci che circolavano, aveva sposato segretamente il Grandier.
Nessun tentativo, comunque, convinse il giovane curato ad interessarsi della superiora delle Orsoline ma l'unico sentimento che accrebbe fu un profondo disprezzo verso questa donna che l'ossessionava con la sua passione sfrenata.
Suor Maria Giovanna andò in depressione e soggetta ad attacchi di vero e proprio isterismo: faceva dei veri e propri incubi il cui protagonista era sempre Urbano Grandier in veste di peccaminoso tentatore.
Le Orsoline vennero contagiate dall'isteria della loro superiora ed iniziarono a provare gli stessi sintomi al punto tale che il Convento venne considerato come " invasato dal Demonio".
Uomini di scienza e di fede arrivarono sul posto per tentare di esorcizzare il luogo infestato e per molti di loro il Diavolo assunse le sembianze del curato di Loudun malgrado un medico di chiara fama si fosse dichiarato contro l'ossessione demoniaca a favore, invece, di una sindrome di Isteria collettiva.
Le suore continuarono a peggiorare ed i nemici di Urbano sfruttarono a dovere tale circostanza facendolo imprigionare nel carcere del Castello di Angers.
Il processo, come è facile immaginare, fu solamente inquisitorio senza nessuna difesa di fronte a così gravi accuse.
Per avvalorare maggiormente l'aspetto demoniaco dell'uomo, si presentò a testimoniare una delle suore ossesse, che - interrogata a proposito - dichiarò di conoscere il punto esatto sul corpo del curato dove il Maligno aveva impresso il suo marchio!
A nulla valsero le affermazioni di altri medici che negarono l'esistenza di qualsiasi possessione demoniaca; loro stessi furono messi a tacere sotto la minaccia di un'accusa per stregoneria!
Urbano Grandier fu, dunque, ritenuto indemoniato, mago, stregone ed eretico e condannato al rogo senza pietà.
Il giovane, a cui il silenzio della cella e la fede avevano fatto ritrovare la serenità, affrontò la pena capitale con molta dignità e coraggio!
Correva l'anno 1634, la vendetta, la superstizione e l'isteria ebbero così la loro vendetta: un uomo affascinante ed amato era stato marchiato da una grandissima infamia!

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