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La civiltà Khmer La capitale – tempio di Angkor

angkor6gFino a qualche anno fa non era possibile visitare le rovine di Ankor nel territorio della Cambogia poiché il regime dei khmer rossi ne impediva l’accesso; tuttavia la fascinazione cresciuta nei secoli per l’antichissima civiltà dei Khmer ha avuto la meglio fra tutti coloro che non hanno dimenticato l’importanza di questa civiltà maturata dopo un processo culturale ed artistico durato cinquemila anni.
Le rovine di Khmer sono sparse lungo un ampio tratto di foresta, che, all’inizio della civiltà classica, era stata trasformata in risaie ed orti grazie ad una complicata rete di bacini artificiali in grado di nutrire una popolazione immensa, che estendeva la sua egemonia fino alle coste del Vietnam, alla Birmania centrale, dal Laos alla penisola malese.
Sul monte Mahendrapura venne edificato il Tempio- montagna di Prah Ko, che rappresenta il primo tempio dell’architettura classica Khmer nella regione di Angkor.
Il tempio in questione è stato oggetto di restauro conservativo da parte della missione archeologica francese, che ha liberato dalla vegetazione quasi tutti i reperti khmer, consentendo loro di giungere fino a noi.
Il Tempio Prah Ko, dedicato al dio Shiva, ha sei alte torri a basi quadrate costruite su più file: la prima, composta da tre torri, è dedicata agli antenati maschi ed ogni porta è custodita da guardiani; la seconda è dedicata alle antenate e le porte di accesso sono custodite da guardiane.
A meridione del Prah Ko, si trova il Bankong, sempre dedicato a Shiva, con i suoi cinque piani di terrazze concentriche.
Le prime tre terrazze sono ornate ai vertici con elefanti di pietra; la quarta con dodici torrette contenenti un Lingam, il simbolo di Shiva; la quinta reca formelle istoriate.
Alla base delle terrazze, emergono nel loro splendore otto santuari quadrati ai quali si accede da una scala ai piedi della quale riposa accucciato un leone.
Sulla terrazza più alta sorge il santuario principale coronato da cinque tetti sormontati da un fiore di loto.
angkor2gRiflettendo il concetto cosmogonico dell’Universo Khmer, il complesso di Angkor ha base quadrata; i tre muri di cinta sono in realtà gallerie colonnate intarsiate con bassorilievi rappresentati scene tratte dai romanzi epici induisti e dalla agiografia di divinità.
Tutti i templi di Angkor andrebbero visitati poiché ognuno differisce dagli altri per le decorazioni, planimetria ed ambientazioni.
Fra tutti spicca l’immensa città monastica di Ta Prom, dedicata all’inizio del XIII secolo da Jayavarman VII a sua madre.
Attorno al Ta Prom gravitavano 3.140 villaggi abitati da 80.000 persone addette alla sua manutenzione ed a custodirne i tesori.
Attualmente il Ta Prom è minacciato dalla giungla incombente, che con le sue radici tenta di nascondere quello che è stato uno dei più grandi disegni architettonici di tutti i tempi; tenta di nascondere ma non riesce poiché neppure
questi enormi tentacoli verdi riescono ad uccidere il fascino del mistero e la magia che è racchiusa in questi luoghi, dove, basta chiudere gli occhi per sentire un’aria profumata del sottobosco e di liquirizia mentre intorno incombe il silenzio strappato dal richiamo di uccelli esotici e dal volo di meravigliose farfalle colorate.

Laura Scafati

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