Illustrazione generata con IA per Popobawa.itIn ogni cultura e rappresentazione religiosa, la morte è sempre presente ma sono esistiti ed esistono ancora popoli, che ci vivono in intimità considerando la morte addirittura un essere vivente. Nell'America del Sud, " El dia de muerte" diventa un giorno speciale per fare una grande festa popolare; basti pensare al Messico, la morte viene mangiata sotto forma di zucchero d'orzo: è un modo per esorcizzarla, per scongiurare, insomma la paura, Fra questi abitanti, soltanto gli Indiani Chamulas, diretti discendenti dei Maya, onorano il Giorno dei morti con particolare gravità. I Chamulas, infatti, quel giorno - che corrisponde come nella nostra civiltà, al due novembre - non piangono i morti ma si disperano per la loro stessa vita: la vita e la morte per loro sono confuse insieme e nella miseria splendente, loro ricordano gli splendori magici di un passato molto lontano che fugge come il tempo. Per noi moderni, sempre più assoggettati ad una civiltà quasi esclusivamente consumistica, il vecchio totemismo delle bestie, delle pietre, degli oggetti colpiti dal fulmine, degli abiti impregnati con l'odore degli animali, in una parola tutto quanto serve a captare, a dirigere e a derivare queste forze, è cosa ormai completamente sconosciuta; dimentichiamo spesso che ogni cultura si appoggia sugli strumenti barbari e primitivi del totemismo. Queste forze vengono usate in riti e cerimonie primitive, sono forze selvagge, energie allo stato puro ma che si cerca di personalizzare, si presta loro un viso ( una maschera: persona) e si dà loro un nome( ogni potenza è prima di tutto un suono, un soffio. Grazie all'incantesimo popolare, queste forze diventano vere e proprie entità, autonome, suscettibili di incorporarsi in uno spettatore particolarmente recettivo, che diventa così capace di compiere prodigi. Si può assistere a manifestazioni simili nelle cerimonie del Vudù delle Antille e del suo equivalente brasiliano, la Macumba, che rappresenta, forse, la forma di religione più antica esistente sul nostro pianeta Queste cerimonie, grazie all'aiuto del ritmo, hanno lo scopo di esaltare l'energia vitale, che viene captata allo stesso tempo dalle forze sotterranee e nel mondo fisico dell'astrale. Questi riti che esaltano la vita sono persino anteriori alla venuta sulla terra degli Dei iniziatori della civiltà
La crudeltà di alcuni riti è significativa di una iniziazione che preparava gli esseri ad una crudeltà della vita stessa, così come essa viene espressa nella legge della giungla, unica legge conosciuta dalle società primitive, le cui diverse regole di organizzazione tribale sono concepite per permettere una più adeguata sopravvivenza dell'anima del gruppo nelle condizioni più pericolose.