I numeri hanno una storia che aiuta a comprendere cosa essi siano in realtà, una storia logica e analogica che è loro propria ed una storia delle dottrine e delle teorie che li riguardano. Inizialmente gli uomini si sono interessati al loro aspetto qualitativo e non quantitativo. I numeri erano, infatti, delle essenze degli archetipi a partire dai quali si è ordinato l'universo nel suo complesso. Il numero ha in se un potere che è stato deviato dall'uomo, come d'altronde molte altre cose in natura. Il numero è naturale, ha una vita propria, dà vita, forma ed esistenza ad altri esseri ed ogni essere di conseguenza è il riflesso naturale di un numero o di insieme di numeri e la scienza contemporanea ha ereditato queste verità elementari. Così se la scienza dà al suo studio dell'universo un orientamento sempre più matematico, non fa altro che tornare alle antiche concezioni sull'origine e l'armonia del mondo. Per gli antichi, infatti, tutti i numeri erano incommensurabili e trascendenti ed è per questo che attribuivano loro un carattere divino. Le più antiche fonti alle quali possiamo riferirci storicamente a proposito delle dottrine tradizionali dei numeri sono, da un lato, la rivelazione della Cabala e dall'altro la visione pitagorica della struttura numerica dell'universo Pitagora chiamava i suoi discepoli " matematici" poiché il suo insegnamento superiore cominciava con la dottrina dei numeri. Ma questa matematica sacra, o scienza dei principi, era nello stesso tempo più trascendente e più reale della matematica profana. Fra le nozioni che si devono attribuire a Pitagora, la più grandiosa è quella della musica delle sfere: tutti gli astri emettono, con i loro movimenti dei suoni e l'insieme dei movimenti dell'universo costituisce una sinfonia cosmica. Sorprendentemente questa teoria non costituisce solamente una visione poetica, infatti Keplero (1571/1630) dopo aver formulato nel corso dei suoi studi numerose leggi astronomiche, che non aveva ricercato in modo specifico, finì per scoprire che le velocità angolari dei pianeti sono al perielio e all'afelio ( distanze più vicina e più lontana dall'orbita della Terra rispetto al Sole) esattamente in un rapporto di numeri semplici e interi. Keplero non vedeva altra finalità per questa armonia se non che fosse " l'ornamento del mondo" Da secoli si constatano e studiano numerose concordanze fra leggi matematiche, leggi cosmiche e leggi del comportamento biologico e psicologico dell'umanità; risiede in questa constatazione uno dei fondamenti dell'astrologia e dell'ermetismo, più spesso confermato da studiosi e pensatori di paesi, tendenze ed orientamenti molto differenti. Lo zero cioè il vuoto assoluto è la condizione essenziale di ogni esistenza infatti quando i fisici si immergono nello studio delle particelle elementari della materia per cercare di capirne gli ultimi segreti, scoprono in definitiva il vuoto che essi si affrettano a riempire di formule matematiche." Non c'è più materia, ci sono solo singolarità matematiche che dominano lo spazio" secondo un'espressione di Walter Heitler.
È la scoperta più fantastica di tutti i tempi, siamo formati solamente di vuoto, più di un qualcosa, che è l'idea di ciò che siamo. Il vuoto sul piano fisico non vuol dire il nulla. C'è lo spirito, infinito, informale, indeterminato mentre la sua manifestazione sarà formatrice, creatrice, determinante. I cabalisti chiamavano questo vuoto Ain Soph, il divino inconoscibile; Plotino lo chiamava " nulla super - essenziale, ; gli Indù, ai quali la nozione di vuoto era familiare, hanno inventato lo zero, che è la cifra rappresentativa di un insieme nullo. Lo zero è in ogni caso il punto di partenza e di arrivo di tutto il ciclo. Tradizionalmente si attribuisce il numero cinque all'uomo, forse perché lo stesso è inscrivibile in una stella a cinque punte, o forse perché attraverso i suoi cinque sensi egli è lo strumento della percezione della materia per mezzo della mente. Il nome ebraico di Cristo incarnato è costituito da cinque lettere mentre nella cosmogonia cinese tutti gli elementi, i suoni, i colori, i sentimenti sono raggruppamenti di cinque elementi. Il numero 5 ha proprietà notevoli negli ambiti matematico, fisico, astro - fisico e biologico. Il numero 7 è senza dubbio quello più citato nella Bibbia ed in ogni letteratura sacra inoltre è il numero delle note della scala musicale, materializzate, sul piano siderale, nei sette pianeti tradizionali ed esprime tutto quello che è reso manifesto dalla vibrazione. La creazione è in contatto con il Creatore tramite questa vibrazione settupla, che è una delle chiavi essenziali di tutta la dottrina esoterica. Il ciclo di sette giorni che ritma lo scorrere umano del tempo, ne è l'immagine microcosmica, mentre lo spazio, definito da sei direzioni trova la sua unità in una settima direzione: il centro. Riconciliazione della materia e dello spirito, del tempo e dell'eternità, il 7 simbolizza la reintegrazione di ogni manifestazione nella fonte unica. Ecco perché il Santuario è illuminato da un candeliere a sette bracci presso gli Ebrei, da sette lampade presso gli Ortodossi, da sette ceri presso i Cattolici. 7 è infatti il numero mistico per eccellenza ecco perché il settimo giorno della settimana è dedicato al riposo, alla concentrazione, alla meditazione. In conclusione questo numero è contemporaneamente manifestazione della luce e ritorno all'armonia nell'unità divina