Nella tradizione magica di ogni popolo si fa spesso riferimento ai mitici tesori nascosti, occultati ai profani da mani misteriose e sorvegliati attentamente da implacabili guardiani eterni, ora presenti sotto le apparenze di terrificanti demoni alati, ora con l'aspetto di animali fiabeschi o geni favolosi da Mille e una Notte.
Innumerevoli sono nel mondo i luoghi nei quali si presume o si dà per certa la presenza di un tesoro; dai celebri galeoni affondati con i loro preziosi carichi destinati alle corti d'Europa ai bottini di sanguinosi pirati, all'oro degli antichi collegi sacerdotali, di regni ed imperi perduti, di ordini religiosi e cavallereschi, di condottieri, generali, alchimisti……
In Italia, uno dei più conosciuti tesori nascosti, occultato, a quanto pare, assai efficacemente, si troverebbe presso Cosenza.
Narra, infatti, la leggenda che dopo aver saccheggiato Roma, Alarico I Re dei Visigoti, nel 410 scendeva verso sud portando con sé oltre il favoloso bottino, la bellissima sorella dell'Imperatore Onorio, Galla Placidia.
Progettava probabilmente di passare in Africa quando improvvisamente fu sorpreso dalla morte nei pressi di Reggio Calabria, a soli quaranta anni.
Sembra, quindi, che i suoi guerrieri deviassero il corso del Busento, scavando nel letto del fiume una buca per seppellire il re armato a cavallo con tutto il prezioso frutto del saccheggio e, poi, facendo tornare le acque nel vecchio alveo.
Il tesoro di Alarico è stato, da sempre, oggetto di laboriose indagini ma senza nessun risultato.
Alcuni abitanti del posto dicono che sia custodito da invisibili e ferocissimi demoni che appaiono nottetempo sotto le forme più varie, da animali giganti, ad orribili dragoni, per spaventare gli incauti che si avvicinano a disturbare il riposo del re; fenomeno che sembra si sia ripetuto in altre simili circostanze in paesi molto distanti tra loro.
Numerosi sono i casi di medium e sensitivi che in stato di trance o nel sonno ipnotico hanno cercato di individuare il nascondiglio del tesoro; trovandosi di fronte " in sottile" ad esseri mostruosi che cercavano di spaventarli.
IL Kremmerz osserva a questo proposito che i tesori custoditi dai demoni o da elementari molto vitalizzati o da spiriti elementari, sono suggellati dai maghi dei passati tempi. Gli spiriti elementari che serbano il segreto sono ingannatori per eccellenza, perché vitalizzati per lo scopo determinato di custodia e hanno la loro ragione di esistere nella custodia stessa del tesoro.
Per quanto concerne i nomi di queste terribili entità guardiane, il Dictionnaire de Theologie de l'Abbè Migne elenca nei due volumi dell'intera opera dedicata all'occultismo una serie completa di demoni incaricati di controllare i tesori.
Un'antica tradizione attribuisce, invece, alla leggendaria radice di Mandragora la proprietà di attrarre ricchezze favolose e di rivelare in sogno al suo possessore i luoghi segreti dei tesori; unica condizione richiesta per la piena riuscita del prodigio, ammesso che la ricerca stessa della Mandragora, già di per se molto difficoltosa, fosse stata coronata da successo, era che venisse strappata alla terra e consacrata in una domenica di luna piena.
Pare che questa radice misteriosa conservasse al suo interno uno spirito intelligente che oltre ad animarla, avrebbe determinato la fortuna di colui che fosse riuscito a renderla eloquente….
Un altro episodio celebre nella ricerca dei Tesori vede tra gli interpreti principali Benvenuto Cellini il quale nella sua autobiografia descrive una impressionante e per certi aspetti assai divertente evocazione diabolica compiuta nel 1534 all'interno del Colosseo, con alcuni amici ed un noto negromante, aiutato dagli incantesimi di un misterioso libro magico.
Si deve ricordare, infatti, che i Grimoires, favolose testimonianze di una interessantissima quanto pittoresca concezione popolare della Magia, comprendevano immancabilmente un intero capitolo o alcuni dei vari " segreti meravigliosi" dedicati alla ricerca dei tesori e ricchezze.
Esoterismo e tradizioni · Esoterismo
Nella
tradizione magica di ogni popolo si fa spesso riferimento
ai mitici tesori nascosti, occultati ai profani da mani
misteriose e sorvegliati attentamente da implacabili guardiani
eterni, ora presenti sotto le apparenze di terrificanti
demoni alati, ora con l'aspetto di animali fiabeschi o geni
favolosi da Mille e una Notte.