Esoterismo e tradizioni · Esoterismo

Scienza non magia

scienzanomagiaSe si riuscisse a scorrere opere di antichi studiosi con attenzione particolare al di fuori di quello che la scuola ci ha presentato in una visione molto e troppo limitata, riusciremmo senz'altro a creare un collegamento con le altre civiltà che ci hanno precedute ed addirittura riusciremmo a trovare, in certe sbalorditive realizzazioni, lo zampino di esseri piovuti dallo spazio. Parecchi studiosi delle civiltà mesopotamiche, tra cui Rawlinson - ci dice Kolosimo- rimasero sorpresi scoprendo lo sbalorditivo bagaglio astronomico dei babilonesi i quali, secondo Rawlinson, osservarono i quattro principali satelliti di Giove ( sono quelli poi riscoperti da Gallileo): Io, Europa, Ganimede, Callisto., e sembra che fossero addirittura al corrente dell'esistenza dei satelliti di Saturno. Il prestigio della scienza astronomica dei Babilonesi vive ancora dopo tremila anni, basti pensare che più di 24 secoli or sono Kidinnu calcolava il valore del moto annuo del Sole e della Luna con una precisione che venne poi superata con molta difficoltà nei secoli seguenti. Ed è impressionante pensare che tale esattezza possa essere stata raggiunta senza telescopio, senza insomma l'apparato meccanico dei nostri studiosi moderni. Andrew Tomas nella sua opera " Les Secrets de l'Atlantide" ci parla di Archimede che nel 3° secolo costruisce addirittura un planetario, lo stesso che oggi è esposto nel museo di Archeologia di Atene. È un modello assai preciso, un ingranaggio complicato posto in movimento da una piccola manovella e muove tutti i corpi celesti. Cicerone accenna ad una sfera celeste analoga, che si poteva vedere a Roma nel tempio della Virtù ed egli ne attribuisce la creazione a Talete di Mileto. La scienza, quindi, si era evoluta in maniera sorprendente già da moltissimi secoli fa; si può quasi affermare che gli antichi avevano raggiunto livelli che per noi ancora sono sconosciuti: a questo punto è naturale chiedersi: come è nata la scienza? Si possono fare ipotesi fantastiche, certo, ma chi potrebbe tratteggiare un'ipotesi veritiera senza cadere in quell' esoterismo che pretende di spiegare tutto e non riesce a spiegare nulla se non la sete di magia degli uomini? Ivar Lissner ci ammonisce a non misurare lo sviluppo di una civiltà con il nostro metro, parecchi altri scienziati ci dicono come le nostre attuali conquiste possono essere state effettuate in passato su vie del tutto differenti da quelle che conosciamo.

È il caso a questo punto di citare un appassionante particolare citato da Andrew Tomas a proposito del manoscritto di Voynich risalente a circa 450 anni fa e posto in vendita a New York nel 1962 per 160 mila dollari. Questa reliquia - scriva Tomas- venne scoperta nel 1912 in un castello nei pressi di Roma da Wilford W. Voynich, un antiquario nuovayorkese. A giudicare dalla scrittura, dallo stile dei disegni, dal tipo di pergamena e d'inchiostro, il manoscritto dovrebbe essere redatto verso il 1500. Il testo cifrato, corredato da illustrazioni di piante, simboli e figure simili a quelle degli antichi diagrammi alchimisti ed ermetici. Comprende 272 pagine, di cui 26 mancano; sull'ultima è scritto in latino:
" Tu mi hai aperto numerose porte"
Tra i disegni colpiscono quelli che sembrano raffigurare intrecci di foglie e radici. Sedici di essi sono stati identificati come appartenenti a specie europee. Ma questi disegni non avrebbero potuto essere effettuati senza l'ausilio di un microscopio, uno strumento inesistente nel 1500! Esperti studiosi di Washington, che erano riusciti in tempo di guerra a leggere i complessi codici nipponici e tedeschi, non sono giunti a fare altrettanto con il manoscritto di Voynich!!!

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