Esoterismo e tradizioni · Esoterismo

La "droga" danzante

Illustrazione generata con IA per Popobawa.it


Il tarantolismo, è un fenomeno socio-culturale che interessa una parte del nostro bel Paese il quale oltre ad essere conosciuto ed apprezzato per il suo popolo di poeti, santi e navigatori, gode di fama anche nelle sue innumerevoli credenze popolari.
Protagonista indiscussa di questa tradizione è l'Italia meridionale, oggi con minore impatto rispetto al passato.
Per tarantolismo o tarantismo si intende una sorta di rito purificatorio a cui devono sottoporsi i c.d. tarantolati, coloro che vengono morsicati dalla tarantola, ragno che vive nelle regioni del sud Italia.
Sotto l'aspetto prettamente medico per i soggetti che accidentalmente vengono morsicati dalla lycosa tarantola l'unico effetto che si riscontra è un gonfiore ed un forte prurito doloroso; un aspetto differente, invece, è possibile riscontrarlo nelle credenze popolari laddove si ritiene che i morsicati subiscano delle crisi psico-motorie e per tale motivo al fine di demonizzarne il morso si sottopongono a questa affascinante danza popolare.
Il tarantismo visto, dunque, come una sorta di malattia che potremmo definire "immaginaria" dalla quale si poteva guarire con la danza, il linguaggio del corpo.
Questa danza conosciuta nel salentino come il ballo di San Vito, vedeva come unico protagonista il tarantolato, il quale si trovava all'interno di un cerchio umano e qui iniziava la sua danza scandita dal battere delle mani, dal risuonare dei tamburelli, dalle nenie ripetitive del circolo che lo stringeva ed incitava; danza che assumeva via via un crescendo quasi spasmodico e ossessivo, in sintonia con il progressivo aumento dei battiti cardiaci, fino a quando il tarantolato ricadeva stremato al suolo.
Se volessimo fare un paragone volgendo lo sguardo al passato potremmo parlare di monadismo, caribantismo, ditirambo.
Si trattava di danze praticate nell'antica Grecia che servivano come riti di purificazione.
Nel monadismo, nome che deriva da menadi sinonimo di baccanti, le seguaci di bacco: le invasate correvano svestite per i campi urlando in maniera spaventosa tenendo tra le mani il tirso, un bastone avvolto di edera, pampini e nastri.
Che sia il tarantismo il retaggio di queste antiche tradizioni è sicuramente indubbio ma è interessante notare l'utilizzo della musica associato alla danza per scopi terapeutici:
il ritmo ripetitivo e crescente scatenava l'adrenalina stremando il fisico fino all'esaurimento dei sensi ed all'oblio di tutto, di tutti e di se stessi, per trascendere in una dimensione spirituale al di fuori del tempo e del luogo, come per effetto di una droga prodotta dal danzatore stesso.
Anche questa interessante tradizione popolare, raccoglie la ricchezza ed il folklore del Bel Paese.
Flores

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