Un altro affascinante mistero circonda il disco d'argilla ritrovato negli scavi del palazzo cretese di Festo dalla missione italiana guidata da Luigi Pernier nel 1908, oggi conservato al Museo archeologico di Iraklion.
Il disco che sembra risalire al 1500 - 1200 a.C. è ricoperto sulle due facce da una spirale di scritte che fanno uso di un " alfabeto" di 45 segni.
I tentativi di decifrazione sono stati centinaia ma, dice Louis Godart, docente di Filologia micenea dell'Università Federico II di Napoli: " dobbiamo riconoscere che non abbiamo alcuna idea del contenuto del testo".
Inno religioso? Profezia? Il rebus rimane.
La provenienza stessa dell'oggetto è discussa: è cretese o d'importazione? Non vi è un solo testo nelle scritture cretesi conosciute finora che consenta di stabilire un qualsiasi rapporto con il disco di Festo.
Anche altri elementi fanno propendere per un'origine straniera: l'argilla non sembra cretese ed alcuni segni, come quello di una figura maschile con un ciuffo di capelli, di uno scudo e della pagoda, sono tipici di popoli del " mare" forse provenienti dalla Licia ( attuale sud -ovest della Turchia).
"C'è un'altra peculiarità - dice Godart - i caratteri sono impressi con una serie di punzoni: probabilmente il primo caso nella storia di un'iscrizione realizzata con l'aiuto di caratteri mobili "
Voi cosa ne pensate?
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