Il 25 agosto 1845, nasce, a Monaco di Baviera, Ludwig, primogenito del principe ereditario Maximilian e di Maria di Prussia. Ludwig, che regnerà sulla Baviera per ventidue anni, è un principe sveglio, attento, intelligente, votato alla cultura, all'arte e soprattutto appassionato di storia. Fin da ragazzo mostra di non sopportare le restrizioni previste dal rigoroso programma educativo impostogli dal padre e non perde occasione per reagire in modo cruento, a volte dispotico, ai rimproveri dei severi precettori mentre con i suoi coetanei si dimostra aperto e cordiale ma non sopporta che si ignori il proprio rango, neanche per gioco. Ludwig vive la propria adolescenza in completa solitudine; passa ore e ore in una stanza buia a fissare il vuoto e a chi gli chiede se non si annoia risponde semplicemente: "Affatto! Immagino cose stupende e mi diverto tantissimo". La tranquilla vita del giovane principe ereditario subisce una brusca svolta nel 1864, quando il 10 marzo il buon re Max si spegne lasciandogli in eredità la corona di Baviera. Possiamo solo immaginare la sorpresa stampata sul viso del segretario di corte quando il giovane re gli comunica che l'unico provvedimento urgente da prendere è condurre Richard Wagner a Monaco!Ludwig aveva ascoltato per la prima volta la musica di Wagner durante una rappresentazione del Lohengrin a Monaco, quando aveva solo sedici anni. In quella musica soave, in quelle storie di cavalleria e di eroi senza macchia, il giovane principe trovò la risposta alle proprie irrequietezze romantiche, assorbite dalla lettura di libri e racconti fiabeschi. Salito al trono, Ludwig vede proprio in Richard Wagner il dono più prezioso da fare ai propri sudditi e soprattutto a se stesso. Wagner arriva a Monaco il 4 maggio 1864, ed è subito adorazione: il re gli corre incontro ringraziandolo per aver accettato l'invito e gli garantisce la sua protezione. Una pensione di 8000 fiorini, una grande casa a Monaco e un generosissimo contratto per portare a termine Tristano e Isotta e la maestosa Tetralogia garantiscono al Maestro - al "Divino mio unico Tutto" come lo chiama il re nella sua corrispondenza - la tranquillità necessaria per comporre in pace. Purtroppo la tempesta, lo scandalo e la rovina sono in agguato: Wagner costa troppo alle casse dello Stato e la sua scandalosa relazione con Cosima Liszt, sposata con il direttore d'orchestra Hans von Bulow, costringono il re ad allontanare il caro amico dalla Baviera. Un re costretto a fare quello che vogliono i suoi vassalli! Un padrone costretto ad assecondare i propri servi!
Non può essere, è inaudito. Ed è subito fuga, isolamento, estraniamento dalle cose meschine del mondo. Intanto il Governo, silenzioso, si muove nell'ombra e lascia che il Sovrano si allontani dagli affari di Stato. L'Isola delle Rose è il rifugio di Ludwig, sul lago di Starnberg, abbastanza distante da Monaco perché l'inquinamento morale della detestata capitale non lo raggiunga. Il re non riceve più i ministri, non prende più decisioni: sta solo sulla sua isola con i suoi scudieri preferiti e di notte fa sparare stupendi fuochi d'artificio che colorano le buie acque del lago. Ma la tanto desiderata solitudine del re viene bruscamente interrotta nell'estate del 1866, allo scoppio della guerra che vede la Baviera schierata con l'Austria contro la Prussia.
Ludwig odia la guerra; è costretto a firmare la mobilitazione dell'esercito ma non legge i dispacci che gli arrivano dal fronte. "Non l'ho voluta io la guerra. Dite ai generali che il re non sa che c'è la guerra!". Sconfitti e umiliati, i bavaresi reclamano il loro re, lo vogliono vedere sfilare per le città e vogliono che sia lui il loro rappresentante durante i lunghi trattati di pace che costeranno alla Baviera 54 milioni di marchi oro. Ludwig accetta di farsi vedere e intraprende così l'unico viaggio ufficiale della sua carriera di re; al ritorno, deciso a mettere ordine nella propria vita, annuncia alla corte di volersi sposare con la principessa Sophie, figlia del duca Max in Baviera e sorella della tanto amata cugina Elisabeth, imperatrice d'Austria. I bavaresi, i cortigiani, gli appartenenti alla famiglia reale esultano. Da tempo si mormorava che il re fosse insensibile al fascino femminile, ma ora finalmente le chiacchiere dovranno terminare. Viva il re, viva la regina! Il rapporto di Ludwig con il sesso femminile non fu mai particolarmente acceso, nemmeno quando appena salito al trono le giovani fanciulle dell'aristocrazia bavarese gli si scioglievano di fronte tra complimenti e sguardi languidi. "Il più bel re d'Europa", come era stato soprannominato, sembrava invaghito di ideali più elevati, votati al raggiungimento dell'appagamento morale piuttosto che carnale. Solo per la cugina Elisabeth (detta Sissi) Ludwig dimostra un certo attaccamento affettivo: non si tratta di un innamoramento vero e proprio ma piuttosto di un trasporto poetico. Praticamente identici, non solo nell'aspetto fisico ma soprattutto in quello caratteriale, Ludwig e Sissi si comprendono alla perfezione, grazie al loro amore per la poesia, la musica e soprattutto i viaggi. Anche Elisabeth, come il cugino, è solita fuggire lontano dai propri doveri, ma a differenza di Ludwig non perde mai completamente il contatto con la realtà e riesce sempre a mediare i propri istinti con le necessità della vita quotidiana.
Per Ludwig l'amata cugina diventa presto un pretesto per accettare la propria omosessualità: se non può amare la sua Elisabeth, sposata all'imperatore Franz Joseph, non amerà nessun'altra donna! E così sarà. Dopo mesi di continui rinvii Ludwig decide di non sposarsi più. La sconsolata Sophie viene liquidata con una lettera e un mazzo di fiori, si può immaginare la portata dello scandalo, che avvenne in seguito a tela decisione! Ludwig è in crisi, con gli altri e soprattutto con se stesso. Vuole fuggire, più lontano di prima, magari in un castello dalle spesse mura, dove non possa passare quel chiacchiericcio odioso che da Monaco lo insegue senza sosta. Iniziano così le dispendiose costruzioni di castelli da fiaba: Neuschwanstein nel 1869, Linderhof nel 1874 e infine Herrenchiemsee.Nel 1871, persa nuovamente la guerra contro la Prussia, la Baviera è costretta a chiedere ufficialmente all'imperatore Guglielmo di entrare a far parte del nuovo grande impero tedesco. Per Sua Maestà Ludwig II di Baviera è un duro colpo: pregare Guglielmo, quel soldato ignorante, di accettare la sua Baviera in regalo gli costa fatica; non sopporta vedere la sua dignità di re sempre più ridotta. Ed è di nuovo rabbia, indignazione. Ed è di nuovo isolamento e fuga. Tra il castello di Neuschwanstein e il ritiro di Linderhof, il re vive sempre più isolato. Se gli piace un attore sentito a teatro lo chiama presso di sé, in modo che possa recitare per lui solo. Se si sente attratto da un cameriere di bell'aspetto lo riempie di doni. Anche se pranza da solo, pretende che la tavola sia sempre apparecchiata per due, può darsi che Sua Maestà Maria Antonietta di Francia decida di fermarsi a cena. Le opere di Wagner, portate a temine tra scandali, liti, delusioni e munifici esborsi, vengono rappresentate per lui.
Intanto la snella figura del giovane "principe di cuori" si trasforma in appesantita figura di uomo di mezza età. Lo sguardo distaccato e fiero di una volta diventa carico di follia ed è reso opaco dai vizi del fumo e dell'alcol. Tutto si conclude tragicamente e velocemente durante il giugno del 1886. I debiti del re sono lievitati fortemente, le voci sulle sue stramberie hanno ormai invaso le corti europee gettando fango sulla Casa dei Wittelsbach e il Governo bavarese non riesce più a controllare quella sua strana creatura. Nella notte tra l'11 e il 12 giugno 1886 Ludwig II viene arrestato e, in seguito ad una perizia psichiatrica, dichiarato infermo di mente. Deportato nel castello di Berg, Ludwig vive la sua ultima giornata guardato a vista da numerosi infermieri: è terrorizzato, non vuole fare la fine di suo fratello Ottone, internato in un manicomio da molti anni! La sera del 13 giugno chiede di fare una passeggiata in riva al lago e, accompagnato dal professor von Gudden, si inoltra nel bosco. Non tornerà più. I cadaveri di Ludwig e di Gudden vengono ritrovati in un canneto, in riva al lago. Cosa sia successo è impossibile stabilirlo con certezza. Anche se gli storici sono fermamente convinti che Ludwig si sia suicidato cercando la morte nelle gelide acque del lago di Starnberg, la fine dell'ultimo vero re di Baviera rimane avvolta nel mistero. Ancora oggi, durante le calde sere dell'estate bavarese, se si fa silenzio, sulle rive del lago di Starnberg si odono in lontananza i barcaioli cantare la Canzone di Ludwig: "E assassini misteriosi, il cui nome non si sa, lo gettarono nel lago, assalendolo alle spalle".