Misteri e storia · Fatti misteriosi

Il computer......... di pietra

Molti studiosi di archeologia ritengono che l'India sia stata la culla dell'umanità, ma per la vastità del suo territorio e per l'impossibilità di conoscere certi avvenimenti del passato, ancor oggi si tramanda quasi tutto a voce. In un paese di così vetuste tradizioni, non è raro trovare templi e monumenti che testimoniano la grandezza del paese. Nella regione di Rajastan sorge, tra i rigogliosi palmizi, la città di Jaipur. Arrivando dalla poco lontana Delhi, poco prima dell'abitato, si nota una strana costruzione la cui linea architettonica non può passare inosservata. Ma le sorprese, per chi ci si avvicina, non sono finite: lunghe scalinate s'innalzano verso il cielo e terminano bruscamente senza condurre in nessun posto: bizzarri pavimenti hanno scacchiere e scanalature, ma non pareti e soffitti; cisterne scure, piene d'acqua sono delimitate da gradinate: colonnati ad andamento vario formano veri labirinti di scale e feritoie. " Si tratta del lavoro di un architetto pazzo" - dicono gli indù -; niente di più inesatto, la costruzione non è molto antica, risale a circa tre secoli fa.. Vediamo di tornare a quei giorni, testi dell'epoca alla mano: nel XVII secolo, il capoluogo della regione era Amber, ma allorché nel 1698, fu proclamato maharajah Sawa Jai Singh II, la zona cambiò aspetto. Progettò la completa costruzione di una nuova capitale, tutta dipinta di bianco e rosa, che in suo onore chiamò Jaipur, e ove fece costruire quell'insolito monumento in pietra, che dava la risposta esatta a qualsiasi domanda rivolta agli astri. Il luogo diventò ben presto meta di pellegrini, in quanto in India si crede che le stelle possono determinare il destino, e, quindi, prima di intraprendere qualcosa che sta particolarmente a cuore, ognuno voleva sapere il parere del cielo. Il funzionamento era relativamente semplice: ogni particolare del luogo era riferito a determinati astri, la cui posizione dava al computer di pietra un preciso significato secondo il punto ove si manifestava. Ma il tutto era anche un grande Osservatorio astronomico, ove per tutto l'anno veniva seguito il corso degli astri, compresi solstizi ed equinozi, mentre due scure cisterne d'acqua a forma di mezzaluna servivano a studiare le eclissi. Anche soltanto astronomicamente parlando, è evidente che realizzare una costruzione del genere non deve essere stata una cosa semplice, tantomeno in India. Comunque stupisce di più che una persona di così grandi vedute abbia egoisticamente portato con se nella tomba il segreto di Jaipur, infatti alla morte del maharajah anche i sacerdoti preposti all'Osservatorio furono uccisi e più nessuno è stato in grado di decifrare il significato del grande complesso di pietra, che è così caduto in disuso.
Altri contenuti della sezione → Tutto l’archivio