Misteri e storia · Fatti misteriosi

Un ossario nella Chiesa di s.Francesco a Pisa Ritrovati i resti del Conte Ugolino!


conteugolino

Si conoscerà la verità sul conte Ugolino, il personaggio immortalato dai versi di Dante in uno degli episodi più famosi dell'Inferno!
Il " fiero pasto" nasconde anche un episodio di cannibalismo, Ugolino si cibò davvero delle carni dei suoi parenti più prossimi per sopravvivere nella terribile prigionia?
Le ricerche sulla tomba, iniziate un mese fa, hanno dato un primo risultato: è stato individuato, nella Chiesa di S. Francesco a Pisa, un ossario che con molta probabilità contiene i resti mortali di Ugolino della Gherardesca, dei suoi figli Gaddo e Uguiccione e dei nipoti Anselmuccio e Nino detto il Brigata.
Ovvero tutti i componenti della famiglia pisana di cui parla l'Alighieri nel penultimo canto della prima Cantica, quello in cui " Ugolino solleva la bocca dal fiero pasto" mentre si trova imprigionato con i congiunti, nella Torre dei Gualardi a Pisa.
Il ritrovamento è stato annunciato dal professor Francesco Mallegni, antropologo dell'Università pisana, noto per le sue ricognizioni su cadaveri eccellenti come quello di Giotto e Federico II.
Gli scavi sono stati effettuati sotto una lapide in marmo sul pavimento della Chiesa vicino alla quale compare l'iscrizione " Tumba Comitis Ugolinii".
All'interno dell'ossario è stato ritrovato un tubo di piombo, aperto dal professor Mallegni alla presenza degli amministratori comunali pisani.
Contiene una pergamena con un lungo scritto che avrà bisogno di essere decifrato, in quanto non immediatamente leggibile.
Le ossa dei cinque individui adulti riposavano in un ripostiglio sotterraneo nel quale furono trasferite nel 1902; in precedenza erano conservate in un Chiostro attiguo alla Chiesa.
Ora inizia la fase della ricognizione scientifica vera e propria: tra gli esami previsti anche quelli del Dna, grazie alla disponibilità dei discendenti dei conti della Gherardesca.
Grazie alla collaborazione con un'Università americana, sarà eseguito il test sulle ossa per rintracciare anche la " mioglobina" una particolare proteina, che potrebbe contribuire a svelare il mistero relativo al presunto cannibalismo di Ugolino.
Una cosa è comunque certa, che quando Dante scriveva l'episodio in questione era ancora vivo nella memoria un'eco di leggenda oscura e quasi innominabile che le terzine riproducono in tutta la loro tremenda e spettacolare energia!
Ugolino assiste alla morte dei figli che ad uno ad uno periscono singhiozzando ed invocando aiuto! Poi torna a rodere il cranio del suo implacabile avversario: " con gli occhi torti riprese il teschio misero co' denti che furo all'osso, come d'un can, forti!"

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