Il grande archeologo Howard Carter ha dedicato tutta la vita per ritrovare la tomba del faraone Tutankhamen, finalmente il 30 novembre del 1922, giunge vittorioso al termine di quella che fu poi definita la più grande avventura dell'Archeologia. Carter si era rivolto a tutti gli esperti disponibili: ad Harry Burton, .eccellente fotografo; ai disegnatori Hall e Hauser; ad Arthur C, Mace, scienziato del Metropolitan Museum di Neve York e direttore degli scavi presso le piramidi di Lisht. Vennero inoltre, lo studioso di iscrizioni antiche professore. Alan Gardiner, l'esperto di sigilli professor Breasted e Alfred Lucas, direttore della sezione di chimica al Museo Nazionale del Cairo. Varcata la seconda porta sigillata della tomba, ogni singolo reperto anti camerale fu fotografato nella sua plurimillenaria immobilità, disegnato e predisposto alla conservazione. Tra gli addetti agli scavi si era però andato diffondendo un nervosismo crescente, che era stato causato da un coccio insignificante, una tavoletta di terracotta rinvenuta da Carter nell'anticamera. L'iscrizione su tale tavoletta diceva: la morte colpirà con le sue ali chiunque disturberà il sonno del Faraone. A questo punto gli esperti ebbero paura che gli sterratori e le squadre di manovali egiziani non sapessero resistere a una storia di fantasmi quindi decisero di far scomparire la terracotta dai protocolli e dal corredo. Nello stesso tempo, la maledizione affiorò di nuovo sotto un'altra forma e cioè sulla parte posteriore di una figura magica dove vi era scritto: " sono io che respingo con la fiamma del deserto i predoni delle tombe. Io proteggo il sepolcro di Tut-enchAmun". I preparativi per recuperare la salma dell'antico monarca presenteranno complicazioni; l'accesso alla sepoltura dovette essere più volte occluso con il materiale sterrato. Lord Carnarvon, che era stato il finanziatore di tale impresa titanica e che si trovava presente insieme a Carter all'apertura della tomba, si ammalò improvvisamente mentre si trovava al Cairo.
Il malessere si era manifestato in modo strano, con una febbre altissima, che durò per dodici giorni. I medici stabilirono che il cinquantasettenne studioso doveva essersi tagliato mentre si radeva, ma furono del parere che il graffio della lama non potesse aver causato uno stato febbrile così persistente. Lord Carnarvon, morì improvvisamente e la sorella, che lo assistette durante il percorso della sua malattia, riferisce che il fratello, nel delirio parlava con Tutench-Amun e che le sue ultime parole furono: " Sento che mi chiama, vado con lui". Fu, allora, che per la prima volta gli scienziati e presto anche i giornali parlarono della maledizione dei Faraoni, della terracotta con la formula rinvenuta e poi sparita. Si diffuse così il panico, quando, in quello stesso anno, altri due uomini che avevano partecipato agli scavi di Tut cessarono di vivere. Uno di essi era l'archeologo americano Arthur C.Mace, chiamato da Carter a dare una mano al momento dell'apertura della tomba. Era stato lui ad abbattere l'ultimo pezzo di muro. Scomparso Carnarvon, accusò uno stato di esaurimento che si fece via via più acuto fino a sfociare in un coma profondo. Per i medici fu impossibile qualsiasi diagnosi. La morte di Carnarvon, aveva fatto accorrere un suo amico di vecchia data, il miliardario statunitense George Jay-Gould che, dal Cairo era andato a Luxor e poi nella Valle dei Re, per farsi mostrare da Carter la sensazionale scoperta. Il mattino successivo, l'americano fu colto da forte febbre. A sera spirò. I medici che inizialmente non avevano saputo formulare nessuna diagnosi, dopo l'improvviso decesso furono dell'avviso che si trattasse di febbre bubbonica. I decessi misteriosi continuarono, Mentre Carter proseguiva i lavori di ricerca nel sepolcro, l'industriale inglese Joel Woolf perse la vita nelle medesime circostanze di Jay-Gould. Dopo aver visitato il monumento funerario, fu colpito da attacchi febbrili sulla nave che lo riportava in Inghilterra. Nel 1924, trovò la morte il radiologo Archibald Douglas Reed il quale fu il primo che aveva tagliato le bende alla mummia di Tut e ne aveva radiografato il cadavere.
In pochi anni morirono ventidue persone venute a contatto con la sepoltura o che se ne erano interessate dal punto di vista scientifico: tutti decessi prematuri ed inspiegabili. Tredici di esse erano state presenti all'apertura della tomba. Nel 1929, muore la moglie di Carnarvon, lady Almina, presumibilmente in seguito ad una puntura di un insetto. In quel medesimo anno scompare anche il segretario di Carter, Richard Bethell la cui fine è una delle più impressionanti della macabra serie: lo trovarono al mattino, irrigidito nel suo letto per un collasso cardiocircolatorio. Suo padre, lord Westbury, avuta notizia della morte del figlio, si getta dal settimo piano della sua casa di Londra. Il carro funebre con i resti mortali investe un giovanetto sulla strada del cimitero.
" La morte colpirà con le sue ali chiunque disturberà il sonno del Faraone", cosa c'entra questa maledizione? Può un uomo o un essere divinizzato influire sulla sua volontà sul ritmo vitale di altri uomini, causandone perfino la paralisi, con metodi scoperti da mistici profondamente religiosi o da scienziati di valore e poi dimenticati dall'umanità?
Sono stati i veleni che hanno mantenuto attiva la loro tossicità per millenni, veleni con i quali i Faraoni hanno voluto proteggere dal contatto umano i loro corpi?
Sono state le radiazioni di elementi chimici o di metalli rari?
Oppure tutti questi decessi, della cui autenticità nessuno dubita, sono soltanto puramente causali?
Ancor oggi nessuno è riuscito a fornire una spiegazione razionale a tali eventi, ed il Faraone Tutankhamen rimarrà sempre associato alla maledizione che è derivata dalla profanazione della sua tomba.