Nessuno tra i grandi imperatori romani ebbe un oroscopo più bello di quello che accompagnò fin dalla nascita: Lucio Domizio Nerone.
Come racconta Svetonio, egli nacque mentre l'aurora aveva appena dissipato le tenebre, " in modo che venne colpito dai raggi del sole quasi prima" della superficie ancora fredda, pallida ed ombrosa della terra.
Tutto ciò, secondo gli astrologhi di corte, non avvenne per caso.
Se il sole l'aveva benedetto in modo così visibile, era perché il vero palazzo di Nerone era la reggia celeste; il suo cocchio era il carro fiammeggiante di Apollo: ed il suo compito era quello di percorrere con luce errante la terra, che l'avrebbe contemplato, lieta e senza timore.
Molti segni ci lasciano credere che il giovane principe dagli occhi bluastri e dalla barba rossiccia abbia provato da principio una specie di riluttanza ad accettare questa luminosa immagine di sé stesso.
Il suo sangue non discendeva solo da Augusto che aveva venerato l'Apollo romano; tra gli avi egli contava il suo grande rivale, Marco Antonio che aveva consacrato la sua esistenza alla religione di Dionisio soave e selvaggio.
Anche Nerone prese la vita come un gran divertimento, la notte usciva, insieme agli amici letterati, ad una folla di attori, di cavallari e lestofanti per la città addormentata.
Mascherato da schiavo percorreva le taverne ed i lupanari di Roma, dove si abbandonava ad ogni tipo di orgia, rissa, insolenza e dissipazione.
Tuttavia, bene presto dovette iniziare a prendere sul serio il proprio oroscopo; infatti, neppure ventenne, Nerone fissò lo sguardo nell'immagine abbagliante di sé stesso che gli era stata proposta.
Se i primi raggi del sole avevano sfiorato il suo corpo infantile, la luce piena del giorno avrebbe illuminato la sua vita, il suo Impero e l'età che stava per prendere il nome di lui.
Intorno a lui, stava Roma festante: la città immensa dove si consumava tutto quello che cresce sulla terra, la città tortuosa percorsa da un torrente rapido di persone; la città adorna di ghirlande dove la gente acclamava" il nuovo Apollo", " il nuovo Sole", il " Salvatore del mondo"!
Dal suo palazzo, simile al mondo, dalla sala rotante che imitava la rotazione dell'universo, egli regnava sul tempo, gli eventi, le occasioni, la vita e la morte, i sogni e le parole degli uomini, tutto quanto avviene o sembra avvenire nella sfera sotto la luna.
L'oroscopo degli astrologhi di corte si era dunque compiuto!
Il giovane emulo di Apollo era diventato - tra le mura del suo palazzo- il sovrano dio del destino, il legislatore solare dell'Universo.
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