Misteri e storia · Fatti misteriosi

Stonehenge


stonenge_foto3Le Isole britanniche e la Francia settentrionale sono punteggiate da alcuni dei monumenti più enigmatici del mondo: si tratta di Siti architettonici di una bellezza sbalorditiva e di una vetustà misteriosa.

L’imponente complesso megalitico di Stonehenge, che si erge sull’erbosa piana di Salsbury, nell’Inghilterra meridionale – rimasto immutato da quasi cinquemila anni – non si sottrae a questa regola.

La prima testimonianza scritta, relativa al Complesso, risale ad Enrico da Huntington, autore di una Storia d’Inghilterra del 1130 d.C.; tuttavia il suo nome ( da Ston “ pietra” e Hencg “ cardine”) derivante dall’antico inglese -il linguaggio dei conquistatori sassoni di centinaia di anni prima – ci porta ad ipotizzare che il luogo doveva aver suscitato interesse anche in tempi precedenti.

Goffredo di Monmouth, qualche anno più tardi, attribuì la costruzione di Stonehenge al Mago Merlino in persona, su comando di Aurelio Ambrosio ( il leggendario zio di Re Artù); fatto interessante, Goffredo sosteneva che il cerchio di pietre in origine si ergeva in Irlanda e che era stato trasportato per “ magia” in Gran Bretagna dallo stesso Merlino.

La storia narrata dal Monmouth abbonda di dettagli convincenti pertanto ottenne un enorme successo tra il pubblico inglese, che amava molto ascoltare avventure cariche di suspense, aventi come soggetto la Cavalleria con i suoi valori patriottici. Tale versione influenzò le nozioni correnti su Stonehenge per tutto il Medio Evo.

I primi scavi, effettuati nel 1620, furono commissionati da Giacomo I; di tale operazione non ci rimane nessuna testimonianza scritta.

Il Re, in seguito, chiese al grande architetto Inigo Jones di stendere una relazione riguardo al Complesso architettonico; il Jones si dichiarò convinto che Stonehenge fosse stato edificato secondo i dettami dell’architettura romana e che erano state adottate colonne toscane, ma morì prima ancora di scrivere la conclusione della sua Teoria.

stonenge_foto2Sulla scorta delle annotazioni lasciate da Jones, il suo discepolo John Webb pubblicò il volume: ” The Most Notable Antiquity of Great Britain Vulgarrly Called Stone-Heng, on Salisbury, Restored” nel quale affermò che la qualità della costruzione faceva escludere gli antichi britanni, considerati “ genti barbare e selvagge” mentre permetteva di identificare Stonehenge come un’opera risalente al quinto o al quarto secolo a.C., un’epoca di pace e di abbondanza, quando l’Inghilterra faceva parte dell’Impero Romano.

I critici si dichiararono, da subito, contrari a tali deduzioni poiché trovavano difficile credere che i romani avessero condotto a termine un’opera colossale di quella sorta senza coprirla di iscrizioni.

Non bisogna dimenticare, infatti, che questo enorme complesso megalitico è composto da blocchi massicci di pietra sarsen grigia ( una varietà di dura arenaria), tagliati in pietre verticali, alti quasi 4 metri e sormontati da lastroni orizzontali a creare un cerchio ininterrotto con strette aperture.

Una volta superata la Heel Stone ( una pietra sarsen verticale) si attraversa la linea di demarcazione segnata da un piccolo fossato che va a formare la recinzione circolare che racchiude il cerchio megalitico.

All’interno del cerchio, si trovano delle pietre più piccole, deposte a forma di anello, denominate bluestones ( pietre azzurre) all’interno delle quali vi è una struttura di pietre messe a forma di ferro di cavallo: i triliti di sarsen ( coppie di pietre verticali sormontate da una terza pietra a mò di architrave) che torreggiano sui visitatori dai loro 6 metri di altezza.

A riprova di quanto asserivano i critici di John Webb, nel 1666, John Aubrey fu il primo ad azzardare che i costruttori di Stonehenge fossero gli abitanti preistorici delle isole britanniche poiché dalle sue scoperte era emerso che né i romani, né i sassoni, né i danesi avevano mai edificato monumenti di una tale portata architettonica.

William Stukeley, nel 1740, pubblicò l’opera: ” Stonehenge: a Temple Restor’d to the Britsh Druids” divulgando l’origine preistorica di Stonehenge come un Tempio dei Druidi. Purtroppo, gli scavi eseguiti al centro della struttura a ferro di cavallo non produssero nessuna conferma per le sue tesi.

Nel 1918, il sito archeologico divenne proprietà del demanio, che intensificò in larga misura gli scavi nell’area medesima per tentare di scoprirne le origini ed arrivare ad una possibilità datazione del monumento.

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Il colonnello William Hawley, divenne responsabile di alcuni progetti per effettuare rilievi archeologici nell’area in questione ma – a detta dei più - egli si rivelò incapace di gestire tale possibilità; fu soltanto nel 1995 – grazie ad un equipe di studiosi guidata dal professor Ros Cleal del Museo di Averbury – che si riuscì a fissare – intorno al 3000 ed al 2500 a.C. –una cronologia attendibile dello sviluppo di Stonehenge.

Come, d’altra parte, furono fondamentali gli studi effettuati dall’astronomo e scienziato Sir Norman Lockyer che portarono alle seguenti conclusioni:
i megaliti furono eretti attorno al 2800 a.C., parzialmente distrutti e risistemati nel 1560 a.C. e successivamente di nuovo abbattuti.

Stonehenge, il luogo più misterioso d’Europa, doveva rappresentare “ qualcosa” di importante per coloro che lo costruirono ma, ancora oggi, non si riesce a togliere il velo a questo enigma!

Rappresentava un Tempio di Satana, come affermarono gli antichi sacerdoti cristiani?
Oppure una sorta di Cattedrale elevata dai Druidi su un terreno ritenuto magico e pertanto destinato a sacrifici umani?
E se fosse stato un Tempio sacro, atto a custodire le più antiche verità esoteriche?
Forse….un computer di pietra?….Questa è, senza dubbio, l’ipotesi più attendibile secondo l’astronomo americano Gerald Hawkins, che ne dimostrò la validità attraverso la sua opera, del 1965, “ Stonehenge Decoded”.

Egli, infatti, affermò che il Complesso megalitico consente di effettuare complicati calcoli sul sorgere e tramontare del Sole, sui movimenti della Luna e sulle eclissi.

Ma da dove sarebbero derivate le conoscenze, così approfondite, che permisero la costruzione di questo Tempio del Sole?
Secondo Euan Mac Kie, Direttore del Museo di Glasgow, esisteva una sorta di scuola nei dintorni di Durington Walls ove i novizi venivano iniziati alle discipline più antiche e segrete del Mondo.

A questo punto sembra lecito chiedersi chi fossero i Maestri? …Ma ancora una volta la risposta è avvolta nel Mistero!!!!

Stonehenge, come molte altre Testimonianze di antiche Civiltà, resiste nei secoli custodendo i segreti ancestrali appartenenti a popoli più evoluti di noi in campo paranormale ma nulla ci vieta di soccombere alla magia ed alla suggestione di questi luoghi Misteriosi!

Laura Scafati
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Aggiornamento integrato · 2026

Stonehenge: la Pietra dell’Altare viene dalla Scozia

Una delle scoperte archeologiche più clamorose degli ultimi anni riguarda proprio il cuore del monumento.

Per decenni si è creduto che la Pietra dell’Altare, il grande blocco di arenaria al centro del cerchio, provenisse dal Galles come le altre «pietre blu». Nell’agosto 2024 uno studio pubblicato su Nature ha dimostrato il contrario.

Analizzando l’età dei minuscoli cristalli contenuti nella roccia, i ricercatori l’hanno collegata alle arenarie del Bacino Orcadiano, nel nord-est della Scozia: un blocco di circa sei tonnellate trasportato per oltre 650 chilometri fino alla piana di Salisbury.

Un secondo studio, nel settembre 2024, ha escluso l’isola principale delle Orcadi: la ricerca del punto esatto di provenienza continua.

Come sia stato possibile un trasporto del genere nel Neolitico, via terra o via mare, è oggi una delle domande più affascinanti dell’archeologia britannica.

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