Illustrazione generata con IA per Popobawa.it
Uno dei più grandi enigmi ancora irrisolti è decisamente quello che riguarda il misterioso essere antropomorfo, che venne avvistato, fin dal 1830, nelle regioni nord occidentali degli Stati Uniti e in numerose altre località.
Alcuni avvistamenti risalgono al 1851 quando alcuni cacciatori dell’Arkansas incrociarono una mandria di bufali inseguita da uno strano animale con tratti somatici simili a quelli dell’uomo, il cui corpo era ricoperto di peli mentre grandi ciuffi di capelli gli cadevano sulle spalle come una criniera.
L’anno decisivo fu in ogni caso il 1924 quando due testimonianze misero in luce l’importanza del problema.
La prima ebbe come protagonista Albert Ostman, un contadino del luogo, il quale asserì di essere stato addirittura rapito da questi esseri misteriosi; durante la sua prigionia divenne amico del capo branco al punto tale da conquistarne la completa fiducia.
Questo rapporto amichevole diede la possibilità ad Ostman di fuggire indisturbato dal nascondiglio nel quale si trovava.
La seconda testimonianza ha come protagonista un minatore, Fred Beck, il quale dichiarò di essere stato assalito, nei pressi dell’Ape Canyon, da un gorilla gigantesco.
Mentre tentava di sfuggire alla cattura da parte del gorilla in questione, fu circondato da esseri mostruosi, con caratteristiche somatiche simili all’uomo.
Beck ed i suoi compagni riuscirono a salvarsi, nascondendosi all’interno di una grotta, che si trovava nelle vicinanze.
Tali testimonianze rimasero le uniche ufficiali fino al 20 ottobre 1967 quando Roger Platterson e Bob Gilmin, nei pressi del Bluff Creeking Valley, sulle montagne rocciose settentrionali, mentre erano alla ricerca di tracce del Bigfoot, videro apparire davanti a loro un essere dalle sembianze umane, totalmente ricoperto di peli.
Patterson, imbracciando la videocamera, riuscì a fare un filmato della durata di circa 20 secondi.
Questo filmato venne visionato dagli studiosi del fenomeno sparsi in tutto il mondo, suscitando elogi ed anche moltissimi dubbi, malgrado Patterson sostenne fino alla morte l’autenticità del filmato medesimo.
L’essere nei fotogrammi apparve con delle mammelle molto pronunciate, simile ad una femmina, mentre per tutti gli altri caratteri del corpo, era simile ad un maschio; particolare interessante, lo strano essere aveva dei movimenti molto lenti.
Tale lentezza di movimenti fece discutere gli studiosi in genere, poiché molti si chiesero se tale ripresa era stata effettuata a 16/18 fotogrammi o a 24 fotogrammi al secondo ( come si usava per i documentari scientifici).
Nel caso dei 24 fotogrammi al secondo, i movimenti sarebbero stati identici a quelli di un uomo; pertanto il Bigfoot poteva essere un uomo travestito da scimmia.
Nel 1968, avvenne un fatto che fece pensare di essere molto vicini alla soluzione del problema: al nord degli Stati Uniti, infatti, in un luna park, pagando un dollaro, si poteva ammirare una orrenda creatura, racchiusa in un cubo di ghiaccio, alto quasi due metri, ricoperto da una folta pelliccia bruna.
Il corpo a forma di barile, braccia lunghissime ed estremità inferiori arrotondate.
Sul posto arrivarono i criptozoologi Heulvenmans e Sanderson che tentarono di studiare la creatura attraverso la barriera di ghiaccio ma il proprietario dello strano essere si dileguò improvvisamente per non rispondere alle numerose domande che gli venivano poste.
Sono trascorsi molti anni senza che nessuna prova certa dell’esistenza dei Bigfoot sia emersa.Quello che conosciamo è solo frutto di ipotesi effettuate durante il corso di alcuni rilevamenti-
Questo strano essere dovrebbe somigliare, per caratteri somatici, all’uomo; sembra che il suo corpo sia totalmente ricoperto da peluria, la sua altezza di circa due metri e mezzo con estremità inferiori della lunghezza di circa 50 centimetri,
È probabilmente una creatura timida ma, se provocato, aggredisce con forza sorprendente.
Molte sono le ipotesi circa la sua provenienza ma più accreditata risulta essere quella che vede i Bigfoot come esseri provenienti dallo spazio; addirittura c’è chi giura di averli visti scendere e salire da un UFO.
Uno degli ultimi avvistamenti risale a luglio del 2000 da parte di una famiglia, residente in Alaska, in gita nelle foreste dell’Oregon meridionale.
Il dottor Kenneth Johnson, sua moglie Rochelle e i loro tre figli Levi, Hannah e Micah, stavano arrampicandosi nella zona collinare e contrassegnata da numerose caverne delle National Monument Caves quando - stando alla criptozoologa Loren Coleman - hanno sentito un acre odore, simile a quello di una puzzola, anche se non si trattava di un animale. Proseguendo sul sentiero, hanno sentito un suono ritmico e costante, e il dottor Johnson ha detto alla sua famiglia di restare indietro mentre lui continuava ad arrampicarsi. Dopo qualche metro ha visto uno strano essere sbucare da dietro un albero. La visione lo ha spaventato tanto da correre a valle. Johnson lo ha descritto come "molto alto, mezzo uomo e mezzo gorilla, con un pelo castano molto scuro, quasi nero". Al ritorno al villaggio il dottor Johnson ha riferito la sua esperienza ad uno dei ranger responsabili del parco.
Il Mistero si infittisce sempre di più!
Personalmente non sono in grado di risolvere questo enigma al quale si stanno dedicando da anni studiosi di ogni parte del mondo; posso solo augurarmi che con il tempo si possano acquisire dati certi, atti a dimostrare che il nostro Pianeta è abitato da Esseri definiti, erroneamente, “ mostruosi” ma che in realtà rappresentano dei “ bio - enigmi” che dimostrano che esiste un’altra” faccia” del Pianeta Terra ancora sconosciuta!Laura Scafati
Photograph: Patterson/Gimlin;
Copyright: Rene Dahinden,
1968. For further information on copyright provisions or for information on Bigfoot
products and literature please visit the
Progressive Research/Dahinden site
Bigfoot: dove ci sono avvistamenti, ci sono orsi
Uno studio statistico ha confrontato le segnalazioni con la presenza di orsi neri in Nord America.
Uno studio pubblicato sul Journal of Zoology dal ricercatore Floe Foxon ha messo a confronto le segnalazioni raccolte dalla Bigfoot Field Researchers Organization con le stime della popolazione di orsi neri, degli abitanti e delle aree boschive negli Stati Uniti e in Canada.
Il risultato: dove ci sono più orsi neri ci sono più avvistamenti di Bigfoot, circa il 4% in più ogni mille orsi. Un orso nero adulto in piedi sulle zampe posteriori raggiunge altezze compatibili con quelle riferite dai testimoni.
L’autore precisa che lo studio non dimostra l’inesistenza di Bigfoot, ma indica che molte segnalazioni sono con ogni probabilità orsi visti male. Ad oggi non esistono resti, DNA o reperti che confermino l’esistenza della creatura.
Uno dei più grandi enigmi ancora irrisolti è
decisamente quello che riguarda il misterioso essere antropomorfo,
che venne avvistato, fin dal 1830, nelle regioni nord
occidentali degli Stati Uniti e in numerose altre località.