Ritratto di Vlad III, XVI secolo, Castello di Ambras · pubblico dominioVlad III di Valacchia, ha sempre attratto scrittori e lettori. Il suo sinistro soprannome era "l'impalatore", che aveva ereditato dal padre Vlad II.
Personaggio incredibile, eroe romantico e leggendario, grandissimo stratega, uomo coltissimo, nella vita fu crudele e al tempo stesso giusto.
Dracul ovvero Demone in rumeno, conosciuto anche come il Voivoda, fu ammirato e incoraggiato da Pio II, quale condottiero contro i Turchi. Come spesso avviene nella storia, fu condannato e osteggiato proprio dai suo iniziali alleati, così Pio II schiacciò Dracula nei suoi Commentarii, (XI, 12), attraverso una condanna che però non riuscì a nascondere l'iniziale attrazione e ammirazione.
Umanista per natura, uomo di grandissima cultura, poliglotta e filosofo, fu catapultato nell'azione da un destino più subito che voluto, continuamente e lucidamente vittima di trame politiche, congiure dinastiche, ma sopra ogni cosa, egli, fu il protagonista dello scontro tra Cristianità e Islam.
Messo sul trono da Giovanni Corvino, re d'Ungheria, per tutta la vita si dovette difendere dal fratello Radu (detto il Bello) e da Dan, che tentò di detronizzarlo con l'aiuto dei Sassoni di Transilvania e che egli ucciderà.
In battaglia emulava la crudeltà dei Turchi e si narra che poi banchettasse con le carni dei nemici, per rubarne la forza.
Dal 1463 al 1476, fu tenuto prigioniero nel Castello di Visigrad, nei pressi di Budapest, in fondo ad una prigione, scavata sotto il Danubio, da Mattia Corvino. Storicamente è importantissima la prigionia di Dracula, infatti proprio durante quel lunghissimo periodo, iniziò a diffondersi la leggenda sul suo personaggio.
Vlad III, bisogna ricordare che amava leggere Aristotele, citare i classici e gli autori medievali, nei rapporti epistolari e inoltre era amico di Gemistone Pletone, Niccolò Cusano e Marsilio Ficino, e come loro, attratto dall'ermetismo neoplatonico di Poimandres.
Nel suo essere intellettuale, come nella vita, egli dilatò e amplificò la sua persona, cercando la grandezza e scegliendo, o meglio fu costretto a scegliere il male, quale risorsa per il bene.Rilevante da un punto di vista storico, è il primo libro su Dracula pubblicato nel 1463 (data nel quale egli era tenuto prigioniero…) dal titolo "Storia del Voivode Dracula". Il libro conteneva una serie di dissertazioni tese a criticare la politica attuata da Vlad nei confronti dei tedeschi, soprattutto in merito ai metodi crudeli da lui usati. Il libro circolò in l'Europa, specialmente nella comunità tedesca. Tale libro, sicuramente, contribuì ad accrescere la leggenda di Dracula, sia come demone, sia come condottiero sanguinario. Dal 1468, il libro iniziò a circolare, anche, fra la borghesia Russa. La storia di Dracula appassionò molte persone, e ben presto dai salotti colti e borghesi, si trasferì alle campagne, creando come un vasto folclore.
Dracula, principe di Valacchia, duca di Amlas e Fagaras, cavaliere del Sacro Ordine del Drago giurò fedeltà al re d'Ungheria e signore della Transilvania, Mattia Corvino. Uno dei primi provvedimenti presi dal nuovo principe fu lo sterminio dei nobili fedeli a Vladislav II; la morte di questi nobili fu atroce: impalati nel cortile del palazzo reale di Tirgoviste.
Nel 1457 Dracula, forte di un esercito fedele e per la maggior parte composto da zingari, invade la Transilvania saccheggiando la regione di Sibiu, probabilmente per scovare il fratello anch'egli pretendente al trono valacco, e per vendicare la morte del padre.
Nonostante le buone relazioni tra Vlad e Mattia, (quest'ultimo aveva dato sostegno finanziario e politico alla guerra contro i Turchi, intrapresa da Vlad), c'erano però dei punti di conflitto, che come vedremo, portarono al tradimento di Mattia e la conseguente prigionia di Dracula nel castello di Visigrad.PRIMO PUNTO
Dracula era il legittimo possessore della corona di Valacchia con Fagaras ed Almas che erano però sotto il controllo di Mattia. Dopo un accordo Fagaras ritornò sotto l'autorità di Vlad mentre Almas rimase fedele a Mattia.SECONDO PUNTO
Mattia Corvino aumentò le sanzioni imposte ai mercanti e ai nobili valacchi; ciò fece aumentare l'odio di Dracula nei confronti della Transilvania, che già si era macchiata dell'assassinio del padre.Nell'aprile del 1459 Dracula, stanco di sopportare l'arroganza di Mattia, invase la città transilvana di Brasov profanandone la chiesa e impalando gran parte dei cittadini e dei nobili. La guerriglia di Dracula in Transilvania proseguì nel successivo anno. Da ricordare il massacro avvenuto il 24 agosto 1460 (notte di San Bartolomeo) ad Amlas, dove furono impalate più di 20.000 persone.
Nell'inverno del 1461 la Valacchia dichiara guerra alla Turchia che continua la sua avanzata inarrestabile in occidente. Dracula chiede rinforzi, ma né il re ungherese Mattia e né suo cugino Stephan gli fornirono appoggio, così il potente sultano Mehemed II detto il Conquistatore, riuscì ad entrare in Valacchia.
Stephan di Moldavia, allora decise di entrare in guerra, ma dalla parte dei turchi. Venne ferito gravemente e si ritirò col suo esercito tornando in Moldavia.
Radu, fratello di Dracula, fu nominato principe di Valacchia e gli venne affidato il compito di trovare il fratello e ucciderlo, trasformando così la guerra in una faida famigliare tra Radu, principe legittimato dal sultano, ed il fuggiasco Dracula accompagnato da pochi boiari fedeli.
Dracula si rifugiò nel suo castello di Arges insieme alla moglie, che per la paura di cadere nelle mani dei turchi, una notte si uccise gettandosi nelle acque del fiume Arges, che prenderà in seguito il nome di "Fiume della principessa".
Scappato dal castello e tornato in Transilvania, Dracula fu arrestato dai soldati di re Mattia. Rinchiuso nella Torre di Salomone del castello ungherese di Visegrad, dove fu costretto ad una prigionia lunghissima (13 anni) a causa di una falsa accusa di alto tradimento. Mattia infatti, fece circolare delle lettere false, nelle quali Dracula scriveva al sultano turco affinché lo aiutasse a liberarsi dell'unico testimone che lo poteva accusare di aver preso i fondi della crociata senza però prenderne parte.
Negli anni di prigionia Dracula ottiene il consenso di sposarsi con Ilona Szilagy, parente del re ungherese, a patto di convertirsi al cristianesimo.
Nella primavera del 1473 Stephan di Moldavia, venuto a conoscenza dell'intenzione di Mattia di condurre una nuova Crociata contro i turchi, attacca Radu scacciandolo dal trono di Valacchia, che passerà nella mani del potente voivoda valacco Basarab III.
Nell'estate del 1473 Dracula venne liberato dalla sua prigionia. Nominato comandante della Crociata, insieme al cugino Stephan e al principe di Valacchia Basarab III, sconfigge i turchi scacciandoli definitivamente dal suolo valacco. L'anno successivo i tre firmarono un patto di alleanza e non belligeranza tra Valacchia, Moldavia ed Ungheria.
Nel 1476 Dracula decide di intraprendere insieme a Stephan di Moldavia, Vuc Brancovic ed il comandante ungherese Stephan Bathory, una guerra contro Basarab III per spodestarlo dal trono.
Dracula prima conquisterò la capitale Tirgoviste, poi entrerò a Bucarest, e successivamente riprese il controllo delle sue terre. A quel punto fu nominato principe di Valacchia dal Consiglio dei Boiari e consacrato dal metropolita di Arges.
Nel dicembre dello stesso anno Dracula morì nella battaglia con Basarab III, tornato con un esercito di turchi, dopo un periodo in cui si era rifugiato prima a Bucarest e poi in Turchia. Vinta la battaglia Basarab III, inviò la testa di Dracula al sultano turco presso la corte di Costantinopoli.
Il corpo di Dracula fu sepolto nel monastero di Snagov ma i suoi resti non furono mai ritrovati.Il mito di Dracula si perde nei secoli, ed è sicuramente una delle figure più complesse e romantiche della storia…
Io stesso nelle notti di luna piena, ricordo ciò che accadde… i giorni di battaglia, quando il sangue era prezioso… Dal magmatico scorrere del tempo, in una spirale senza senso, in concentriche allucinazioni orrorifiche… credo, anzi sono certo, nella mia follia di scrittore, di essere la reincarnazione di Dracula.
A cura di Mike Valli e John Efrem.
Dracula, le lettere e le lacrime di sangue
La scienza ha cercato tracce del vero Vlad III direttamente sulle lettere che firmò.
Nel 2023 un gruppo di ricercatori italiani e rumeni, guidato dall’Università di Catania, ha pubblicato su Analytical Chemistry l’analisi di tre lettere di Vlad III conservate negli archivi di Sibiu.
Con speciali pellicole applicate alla carta, senza danneggiarla, hanno prelevato le proteine lasciate dalle mani di chi le aveva toccate. Tra oltre 500 frammenti ne hanno isolati un centinaio di origine umana.
Alcune proteine fanno pensare a disturbi respiratori e della pelle e a una rara condizione, l’emolacria, che fa lacrimare sangue. Gli stessi autori invitano alla prudenza: nei secoli le lettere sono state maneggiate da molte persone.
Il risultato non dice nulla sul vampirismo, ma mostra come la leggenda letteraria nata con Bram Stoker nel 1897 continui a stimolare la ricerca storica.
