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L’Ebreo errante, stampa popolare del XIX secolo · pubblico dominioSi
dice ormai da molti anni che quando la situazione nel
Medio Oriente tra Israele e gli arabi sembra - come ora
- complicarsi pericolosamente ed un incerto futuro minaccia
la già inquieta esistenza del popolo palestinese,
torna di attualità la leggenda dell'ebreo errante.
In fondo, là, ove tante missione diplomatiche hanno
fallito, potrebbe essere l'ultima speranza di pace: perché
si dice che soltanto dopo la sua morte, il popolo israeliano
potrà avere finalmente un'esistenza tranquilla.
Molti danno questa spiegazione: quando il Nazareno saliva
con la croce sulle spalle verso l'ultima meta, Giuda lo
rinnegò.
A meta della strada, il Cristo stremato si riposo nei
pressi di una bottega, tra le grida ostili della folla
e le percosse degli aguzzini romani.
Attratto dal clamore, un uomo uscì fuori dalla
bottega: era un discepolo ma ebbe paura di fare la stessa
fine del Maestro.
Così lo apostrofò con accento irato: "
Va più lontano, non voglio che tu riposi davanti
alla mia porta".
Sudato ed ansante, il Cristo lo guardò negli occhi
e lanciò l'anatema: " Io andrò e fra
poco riposerò, tu andrai e mai ti fermerai come
il popolo ebraico"
E mentre sul Golgota si compiva l'olocausto del Cristianesimo,
l'ebreo spinto da una forza soprannaturale si mise in
viaggio per il suo eterno errare.
Sembra che ancora oggi il suo destino non sia mutato,
poiché ne è stata segnalata la presenza
ovunque.
Ha un particolare che lo rende riconoscibilissimo: la
sua ombra non si ferma sul terreno a ricordargli il suo
tormento.
E la leggenda aggiunge che gli si accompagnano immancabilmente
disgrazie di ogni genere, non da lui causate.
Dell'ebreo errante si trovano notizie nella letteratura
occidentale di ogni tempo e paese,
Sempre la leggenda racconta che nel 1944 si trovava a
Roma.
Le SS naziste avevano imprigionato 17 ostaggi ebrei e
minacciavano di ucciderli da un momento all'altro e senza
ragione.
Ad un tratto si presentò un vecchio inconfondibilmente
ebreo, dall'aria stanca ma con la voce ferma e decisa: "
Io sono quello che cercate - disse al comandante tedesco
- lasciate dunque questi che non hanno colpa".
E mentre i prigionieri increduli riassaporavano la libertà,
l'ebreo fu sottoposto ad un interrogatorio - processo.
Non potendo ammettere cose che non sapeva……si
limitò a non negare tutto quello di cui era accusato
per cui il responso fu svelto e conciso: la condanna a
morte!
L'ebreo errante si inginocchiò, congiunse le mani
e le tese verso il cielo e sparì.