Sulle origini degli Etruschi esistono varie ipotesi ma nessuna è riuscita a dare al problema etrusco una soluzione scientificamente soddisfacente comprovata da dati etnografici, storici, archeologici, paleontologici e linguistici, tanto da poter essere universalmente accettata. Neppure la lingua etrusca ci può essere d'aiuto nell'identificazione delle origini del misterioso popolo; inoltre la letteratura etrusca è andata del tutto perduta. Il testo più lungo di cui siamo in possesso è costituito da parole scritte su un rotolo di lino, finito stranamente ad Alessandria d'Egitto, usato per fasciare una mummia conservata nel Museo di Zagabria. Contiene circa 1500 parole e sembra si tratti di un calendario rituale. Generalmente, i linguisti credono che l'etrusco, pur avendo assimilato degli elementi indoeuropei, sia fondamentalmente una lingua non appartenente a questo ceppo. Sono stati fatti tutti i tentativi possibili per trovare una lingua che avesse qualche parentela con l'etrusco. All'inizio, si pensò all'ebraico e poi, man mano, si ricorse alle lingue italiche, al greco, all'armeno sino all'albanese ed al dravico. Possiamo a ragione credere che gli Etruschi scrissero con penne, pennellini ed inchiostro in quanto è stato ritrovato un calamaio del VII secolo a.C. a forma di galletto con l'alfabeto inciso, detto calamaio è conservato a Viterbo. Le notizie riguardanti questo popolo sono veramente poche al punto di renderlo uno dei popoli più misteriosi che abitarono la terra.
Misteri e storia · Figure misteriose
Sulle origini degli Etruschi esistono varie ipotesi ma
nessuna è riuscita a dare al problema etrusco una soluzione
scientificamente soddisfacente comprovata da dati etnografici,
storici, archeologici, paleontologici e linguistici, tanto
da poter essere universalmente accettata. Neppure la lingua
etrusca ci può essere d'aiuto nell'identificazione delle
origini del misterioso popolo; inoltre la letteratura
etrusca è andata del tutto perduta. Il testo più lungo
di cui siamo in possesso è costituito da parole scritte
su un rotolo di lino, finito stranamente ad Alessandria
d'Egitto, usato per fasciare una mummia conservata nel
Museo di Zagabria. Contiene circa 1500 parole e sembra
si tratti di un calendario rituale. Generalmente, i linguisti
credono che l'etrusco, pur avendo assimilato degli elementi
indoeuropei, sia fondamentalmente una lingua non appartenente
a questo ceppo. Sono stati fatti tutti i tentativi possibili
per trovare una lingua che avesse qualche parentela con
l'etrusco. All'inizio, si pensò all'ebraico e poi, man
mano, si ricorse alle lingue italiche, al greco, all'armeno
sino all'albanese ed al dravico. Possiamo a ragione credere
che gli Etruschi scrissero con penne, pennellini ed inchiostro
in quanto è stato ritrovato un calamaio del VII secolo
a.C. a forma di galletto con l'alfabeto inciso, detto
calamaio è conservato a Viterbo. Le notizie riguardanti
questo popolo sono veramente poche al punto di renderlo
uno dei popoli più misteriosi che abitarono la terra.
