Illustrazione generata con IA per Popobawa.it
Nel 1700- il così detto " Secolo dei Lumi"- lo studio dei fenomeni legati alla Magia venne definitivamente abbandonato in nome di una razionalità che doveva fornire sempre risposte adeguate a quanto le veniva richiesto.
Lo scetticismo illuministico, non permetteva di andare oltre a quei fenomeni prettamente scientifici di cui gli intellettuali del tempo andavano fieri.
Con l'avvento del 1800 e, quindi, del Romanticismo tutto quanto concerneva l'Occulto e l'Esoterismo riebbe larga diffusione ed uno dei massimi rappresentanti di tale epoca, il Mago per eccellenza fu Eliphas Levi! Al secolo Alphonse Luis Constant.
Nato da un'umile famiglia parigina nel 1810, entra in seminario dove è ordinato diacono nel dicembre del 1835, ma viene espulso ben presto per una condotta tutt'altro che irreprensibile e per gli interessi eterogenei che manifesta; non gli ci volle molto, infatti, per scoprire di non essere nato per la vita ecclesiastica! Raggiunto il semplice grado di diacono, il giovane fu costretto a lasciare il convento di Saint Sulpice dopo essere stato sorpreso a baciare una ragazza: una sciocchezza, di solito ben tollerata, che nel suo caso non era che l'ultima goccia, che andava ad aggiungersi ai numerosi e ben più gravi atti di ribellione verso i superiori, che il giovane aveva fatto durante i suoi anni di noviziato..
Per vivere Alphonse cercò di arrabattarsi alla meglio, dando lezioni e scrivendo qualche pezzo per vari giornali; nel 1838 conobbe Alphonse Esquiros, uno scrittore molto eccentrico, che in seguito sarebbe diventato autore di un celebre romanzo, Le magicien.
Esquiros apparteneva ad una società segreta che sosteneva i discendenti del defunto re Luigi XVI e di sua moglie Maria Antonietta, combattendo la dinastia dei Bonaparte, considerati usurpatori
Da questo momento la sua vita subisce un cambiamento radicale di indirizzo, Levi si dedica all'azione rivoluzionaria, scrivendo un certo numero di Pamphlets che gli valgono, per l'intonazione prettamente anarchica, ripetute detenzioni.
È probabile che i primi seri studi nel campo dell'Esoterismo inizino durante le sue ripetute prigionie; lo attraggono particolarmente Cristian Knorr de Rosenroth e Apollonio di Tiana notando nel primo il senso del misticismo dei numeri secondo la visione cabalistica, dell'altro l'ampio respiro naturalistico della scuola pitagorica.
In un certo qual modo, egli si sente discepolo e continuatore dell'antica conoscenza esoterica.
Le antiche discipline delle forme magiche, della necromanzia, dell'esercizio divinatorio, delle fraternite misteriosofiche, dell'alchimia, della cabala, degli antichi riti propiziatori, si affollano nelle sue pagine, con forme di difficile lettura ma che esplorano ogni dettaglio del mondo dell'occulto.
" Per raggiungere il Sanctum Regnum - dirà nel il Dogma e il Rituale dell'alta magia, uno dei suoi libri più famosi - vale a dire la sapienza ed il potere dei maghi, vi sono quattro condizioni indispensabili: un'intelligenza illuminata nello studio; un coraggio, che nulla può far vacillare; una volontà che nulla può spezzare e una discrezione, che nulla può inquinare o corrompere. Sapere, osare, volere, tacere queste sono le quattro parole del mago"!
Appena pubblicato il Dogma, che ebbe un buon successo di pubblico, Levi si recò in Inghilterra dall'amico Edward Bulwer Lytton, che nel 1842 aveva scritto il romanzo esoterico Zanoni, storia di un maestro di magia rosacrociano.
Lo scopo di Levi era di dare lezioni di "occultismo", un termine da lui stesso coniato, sfruttando la fama del suo libro di magia.
Purtroppo, malgrado gli sforzi dell'amico Lytton per lanciarlo nel giro dei suoi conoscenti della buona società, tutti appassionati di esoterismo, i suoi allievi restavano pochini, certamente non sufficienti a dargli da vivere.
Inoltre un piccolo gruppo si era coalizzato per convincerlo a fare qualche evocazione.
Dopo settimane di insistenti e pressanti richieste, egli si decise a tentare; evocato lo spirito di Apollonio di Tyana, famoso mago dell'antichità, gli pose due domande e ne ebbe due risposte, una delle quali era "morte".
Lungi dal trovare l'esperienza gratificante, Levi ne uscì terrorizzato e giurò che non ci avrebbe riprovato mai più.
Levi tornò in Francia; dopo il Rituale pubblicò il suo libro più noto, la Storia della Magia, un testo di grande interesse, che ha fatto scuola, per così dire, ed al quale si sono ispirati tutti gli autori posteriori, malgrado sia poco attendibile dal punto di vista storico.
Con La Chiave dei Grandi Misteri Eliphas Levi si fece conoscere in tutta l'Europa; i suoi libri gli fecero attribuire la qualifica di "più grande mago vivente", anche se alla luce della logica può sembrare incredibile, dato che in tutta la sua vita egli compì un solo rituale magico.
In realtà, egli era un abile curatore di testi scritti da altri, soprattutto dei Grimori medievali e rinascimentali, da lui romanticizzati e drammatizzati con l'aggiunta di particolari foschi e spettacolari, degni di un romanzo d'appendice.
I suoi libri cominciarono a rendergli moltissimo denaro; inoltre le sue lezioni di occultismo, da lui definite "scienza sacra", erano richiestissime dai rappresentanti del bel mondo parigino-
Luis Constant, mancato prete parigino, riesce, quindi, a trasmettere - attraverso i suoi scritti - l'intero alfabeto dell'Ignoto e quando la bella moglie, Noemi Cadiot, lo abbandona, cambia il suo nome da Constant a Levi e nascosto dietro questo pseudonimo si dedica interamente alle sue oscure esplorazioni.
Alto, massiccio, di figura imponente, trascurato nella persona, era celebre per l'illimitata voracità; forse fu proprio questo appetito formidabile a fargli ravvicinare ironicamente la figura di Rabelais e a far dire che ne era la reincarnazione.
Ma le ribellioni rabelaisiane sono molto distanti dall'atteggiamento mentale di Levi poiché permane in lui, pur nella costante ricerca dell'occulto, il ricorso ad una radice religiosa convenzionale, assorbita negli anni giovanili e sulla quale cerca di plasmare le linee di quel mondo del mistero che va esplorando.
Occorre, inoltre, ricordare che la partecipazione di Levi a numerose Confraternite, tra i quali i Rosacrociani e la Massoneria, influenzò il patrimonio culturale delle stesse.
Tracce del suo pensiero, si riscontrano nelle istituzioni della Società Rosicruciana in Anglia e da qui si trasmisero alla Società Teosofica fondata dalla Blavatsky mentre alcuni aspetti del mondo magico leviano penetrano fino nelle costituzioni delle varie obbedienze massoniche.
Quando muore, nel 1875, Eliphas Levi ha creato un nuovo patrimonio concettuale, destinato a sopravvivergli nel tempo!LAURA SCAFATI