Misteri e storia · Figure misteriose

Il mostro di Loch Ness

Illustrazione generata con IA per Popobawa.it


Gli scozzesi, molto affettuosamente, - attribuendogli, senza motivo, un sesso femminile-, hanno dato il nome di " Nessie" ad una misteriosa creatura animale, che sembra debba vivere sul fondo del lago di LockNess. Da molti anni, ormai, molti studiosi si chiedono se tale enigmatica creatura esista o meno; l'unica cosa certa è che la sua fantomatica esistenza ha dato il via ad una miriade di storie leggendarie, frutto di fantastiche allucinazioni di massa. Ci si chiede, spesso, se il mostro di LockNess sia una leggenda montata" ad hoc" per veri e propri scopi turistici; oppure che la paura e l'ignoranza della gente abbiano lavorato sinergicamente nel creare un fenomeno dall'aspetto così misterioso che, con il passare del tempo, assume sempre più dei contorni intriganti, tali da diventare una vera e propria storia " gialla" per il piacere degli amanti di questo genere. Alcuni cultori dell'argomento in questione, affermano che quello che la gente definisce "mostro" potrebbe essere niente altro che un animale "diverso" e, pertanto, difficilmente somigliante a qualsiasi catalogazione finora redatta. Altri, ancora, hanno ipotizzato che si tratti di una lontra marina affetta da una anomalia denominata " Gigantismo"! I più timorosi, credono di vedere nel mostro di LockNess, un antico abitante dei fondi lacustri e marini, ritornato per seminare terrore; oppure, esiste anche chi afferma che, Nessie, non sia altro che un abitante di mondi ancora sconosciuti! Insomma, ce ne è per tutti i gusti! La cosa da sottolineare, in ogni caso, è che la credenza nell'esistenza di questo misterioso essere è talmente radicata che lo zoologo Peter Scott, pensò di dargli un nome scientifico: " Nessiteras rhombopterix, riportandone una descrizione, derivata dai vari, veritieri o meno, avvistamenti avvenuti nel tempo. Il mostro, dovrebbe essere i colore bruno o grigio, avrebbe un lunghissimo collo, che termina in una testa piccola, sormontata da due protuberanze simili a quelle delle giraffe. Il corpo massiccio e caudato, le pinne hanno forma romboidale e nella sua forma ricorda gli antichissimi plesiosauri del Messico, esistenti da milioni di anni. Moltissimi sono stati gli avvistamenti, ma il più antico risale a circa il 565 d.C., quando venne ritrovato un uomo ucciso. Sulla riva del Lock Ness (avvenimento narrato nella biografia di San Columba), e molti dei presenti giurarono di averlo visto afferrare da un mostro emerso dal lago. Non furono registrati altri avvistamenti fino al 1933, anno, rimasto nella storia di Loch Ness come quello più ricco di apparizioni del mostro. Nel 1933, infatti una donna dichiarò di aver visto un drago uscire dal Lock Ness; tale testimonianza scatenò la febbre della caccia al "mostro": fu aperta un inchiesta; un commerciante arrivò, perfino, ad offrire circa 20.000 sterline a chiunque avesse catturato "vivo" questo essere misterioso.

Tale onerosa ricompensa ottenne solo la diffusione di una vera e propria "mistificazione di massa". In poco meno di un anno, infatti, duecento persone dichiararono di aver visto un gigantesco animale mostruoso emergere dal lago. Molti di questi testimoni furono sottoposti ad un vero e proprio interrogatorio da parte del dott. Oudemans; il quale potette ricavare delle informazioni interessanti, che gli permisero di creare una "mappa campione" relativa all'aspetto di questo essere. Leggendo questa " mappa campione" si nota che ogni versione data in merito alla descrizione di " Nessie" è diversa al punto tale che si potrebbe persino supporre che ognuno di loro abbia visto un mostro diverso. Si ha l'impressione, infatti, che le persone in questione si siano trovate davanti ad una vera e propria " famiglia" o, per meglio dire, ad un branco completo di razze diverse. Se ad esempio prendiamo in considerazione la versione data da Grant nel 1934, e quella fornita, nel 1937, da un ufficiale della marina in pensione ed i rilevamenti fatti con l'ecogoniometro da un peschereccio nel 1954, troviamo discordanti le testimonianze in merito alle dimensioni del "mostro". Grant disse, infatti, di aver notato come il mostro non fosse più lungo di 6 metri; mentre, l'ufficiale in pensione riferì che la lunghezza doveva essere di 12 metri. Inoltre, le rilevazioni fatte, successivamente per mezzo di un ecogoniometro, rivelarono un essere di dimensioni di circa 15 metri; pertanto notiamo che, tra la prima e la seconda versione rilasciate, la lunghezza di Nessie differisce di 6 metri, mentre in merito alla terza esiste una differenza di 9 metri rispetto alla prima. Si potrebbe anche ipotizzare che tale essere si sia trovato in una fase "accelerata" di sviluppo (che potremmo, quindi, chiamare adolescenziale) tra i primi due avvistamenti (2 metri all'anno) e molto più rallentata rispetto al terzo avvistamento (0, 17 metri all'anno) ammettendo così che al primo avvistamento il "mostro" doveva essere poco più di un cucciolo. Allora, se fosse veramente così, come poteva "questo cucciolo" apparire, circa 1370 anni prima, nella biografia di San Columba? Potremmo forse credere che i tre avvistamenti si riferissero a tre animali diversi? Se questa ipotesi fosse suffragata dalla realtà, allora ci troveremmo di fronte a razze diverse di notevoli dimensioni, che vivono, tranquillamente, nel lago in questione e quindi i vari avvistamenti, differenti nelle descrizioni, sarebbero da considerarsi in ogni caso autentici. Ipotesi altamente inquietante ma, nello stesso tempo, intrigante dal punto di vista del fenomeno misterioso che rappresenta il mostro di Loch Ness! Esistono anche molte foto, che lo ritraggono e che hanno contribuito ad attribuire questo essere come appartenente alla famiglia dei plesiosauri; rettili preistorici marini scomparsi dalla faccia della terra circa 65 milioni di anni fa. Questo rettile, diffuso soprattutto in Inghilterra e Francia, viveva in paludi e stagni e normalmente raggiungeva la lunghezza di 5 metri.

Gli arti erano trasformati in pinne, corpo affusolato, collo molto lungo, testa piccola simile a quella delle lucertole e denti lunghi e acuminati. Ma se Nessie esistesse realmente e non fosse soltanto un mostro creato dalla fantasia degli uomini, potremmo considerarlo un plesiosauro? A questa domanda hanno provato a rispondere molti studiosi del caso e quasi tutti si sono ritenuti concordi nell'osservare che i plesiosauri erano costretti ad emergere sulla terra ferma per deporre le uova, pertanto, anche Nessie, , dovrebbe tornare in superficie e mostrarsi a lungo durante la sua deposizione di uova; ma non ci sono prove che possono attestare un fenomeno del genere. Si può, comunque, ipotizzare che come gli Ittiosauri anche questi fantomatici abitanti del Lock Ness abbiano sviluppato la facoltà di poter schiudere le uova all'interno del corpo materno. Secondo lo zoologo Mackal, invece, Nessie può essere un cetaceo dalle caratteristiche primitive. Studiando i resoconti dei vari avvistamenti, infatti, lo zoologo ha potuto osservare come le varie descrizioni avvicinino molto il "mostro" di Lock Ness ad un cetaceo preistorico, il Basilosauride, estintosi circa 25 milioni di anni fa. L'ipotesi di Mackal è avallata anche dalla presenza della vegetazione intorno al Lock Ness ricca di piante "primitive" che fanno risultare questo lago estremamente somigliante ad alcuni laghi canadesi, i quali, sempre secondo le teorie di Mackal, sono abitati da animali, diretti discendenti dei Basilosauridi.. Esiste ancora un'altra ipotesi, molto particolare, che smentirebbe l'esistenza di un "mostro" nel Lock Ness ed è quella formulata dal ricercatore Lehn, il quale afferma che l'apparizione dei "mostri" sulla superficie di certi laghi è dovuta unicamente ad una distorsione ottica provocata dall'atmosfera. La differenza di densità tra strati superiori ed inferiori dell'atmosfera provoca, infatti, ed è scientificamente provato, una leggera diffrazione dei raggi luminosi e tale diffrazione è ancora più evidente in caso di inversione della temperatura così da provocare notevoli distorsioni delle immagini. Qualunque sia la verità in merito alla veridicità o meno del mostro di Loch Ness, mi viene spontaneo azzardare una ipotesi: per me che scrivo, il mistero di Nessie consiste nell'essere riuscito ad affascinare, da moltissimi anni, una miriade di menti umane e se si arrivasse a scoprirne la soluzione, probabilmente le nostre fantasie ne rimarrebbero veramente deluse!

Aggiornamento integrato · 2026

Loch Ness: che cosa ha trovato il DNA del lago

La più ampia indagine genetica mai condotta sul lago ha messo alla prova l’ipotesi del rettile preistorico.

Nel giugno 2018 il genetista Neil Gemmell dell’Università di Otago (Nuova Zelanda) ha raccolto oltre 250 campioni d’acqua a diverse profondità del lago. Con la tecnica del DNA ambientale ha censito le tracce genetiche lasciate da tutti gli organismi presenti.

I risultati, presentati nel settembre 2019, non contengono DNA di rettili di alcun tipo: l’ipotesi di un plesiosauro sopravvissuto non trova riscontro.

In quasi tutti i campioni è invece presente DNA di anguilla, in grande quantità. Gli stessi ricercatori hanno definito possibile, anche se improbabile, che alcuni avvistamenti riguardino esemplari di dimensioni eccezionali.

Nessuno studio può dimostrare l’inesistenza di un animale, ma oggi le spiegazioni più solide per Nessie sono anguille, tronchi, onde e illusioni ottiche.

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