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Uno
dei più affascinanti misteri della storia, per di
più contornato da un alone leggendario riguarda la
Maschera di Ferro: quell'uomo dal volto perennemente nascosto,
rinchiuso tutta la vita nelle oscure profondità di
una segreta.
Quando, il 19 novembre 1703, il prigioniero morì
nel, tristemente noto, carcere parigino della Bastiglia,
portò nella tomba per sempre il segreto della sua
identità! Anzi, probabilmente, oggi non si conoscerebbe
nemmeno il fatto, se uno dei più grandi scrittori
e filosofi francesi, Voltaire, non lo avesse reso noto nel
1751, in un saggio dedicato al suo popolo.
In realtà la prima notizia scritta su questo enigmatico
personaggio risale all'ottobre 1711, quando Carlotta Elisabetta
d'Orleans - cognata del re sole -scrisse una lettera a sua
sorella Sofia di Hannover, madre del futuro re d'Inghilterra
Giorgio I
Riferendosi alla Maschera di Ferro diceva: " un uomo
è vissuto per lunghi anni alla Bastiglia e vi è
morto mascherato. Aveva sempre al suo fianco due Moschettieri,
pronti ad ucciderlo se si fosse tolto la maschera. Ha mangiato
e dormito mascherato, per il resto è stato ben trattato
e ben alloggiato e gli hanno dato quanto desiderava. Era
molto devoto e leggeva di continuo. Non si è mai
potuto sapere chi fosse".
La storia di questo sventurato prigioniero comincia nel
lugubre carcere di Pinerolo, presso Torino.
Oggi non esiste più, ma con i tre massicci bastioni
rettangolari e le cinque torri rotonde, era un'altrettanto
scomoda versione della Bastiglia francese.
Oltre alla maschera di ferro, ospitò vari personaggi
tutti imprigionati per motivi politici e condannati a vita
in quella fortezza.
Non sappiamo quando la Maschera di Ferro entrò nel
carcere è invece noto che tentò di fuggire,
riuscendo a scavare un cunicolo che dalla prigione sbucava
all'aperto.
Il tentativo fallì e fu catturato in quello che ancora
oggi si chiama" Vicolo Maschera di Ferro"
Del nostro personaggio misterioso se ne perdono le tracce
fino al 1698, allorché fa il suo ingresso alla Bastiglia.
Qui i riferimenti sono precisi perché nel registro
della prigione il capo delle guardie, Andrè La Junca,
annotò: " giovedì 18 settembre 1698, tre
del pomeriggio. È arrivato nella sua lettiga un prigioniero
di vecchia data già custodito a Pinerolo, da tenere
sempre mascherato e del quale il nome non si dice. L'ho
fatto rinchiudere nella torre in attesa della notte, io
stesso l'ho poi condotto, alle nove di sera, nella camera
che avevo fatto approntare qualche giorno prima del suo
arrivo. Il prigioniero sarà fornito di alimenti dallo
stesso governatore".
Quando morì, senza essere mai uscito dalla Bastiglia,
il prigioniero avrebbe dovuto avere 65 anni.
Con certezza, l'identità della Maschera di Ferro
non l'ha conosciuta neppure Voltaire, che tendeva essenzialmente
ad accendere la fantasia e stimolare l'interesse del lettore
verso lo sventurato prigioniero.
E forse non si saprà mai chi fosse nascosto dietro
quella terribile maschera, che in realtà sembra fosse
non di ferro ma di velluto nero e che, con un sistema di
molle, consentiva al prigioniero di mangiare.
Del Mistero si interessarono a più riprese illustri
francesi: lo scrittore Victor Hugo e Alessandro Dumas, allo
storico Duvivier e all'imperatore Napoleone.
Il risultato è che 45 uomini e perfino 3 donne, sono
candidati all'identità dello sventurato che ha ispirato
poemi, romanzi, films.
Secondo la versione più diffusa, la Maschera di Ferro
nascondeva il gemello del re francese Luigi XIV e ciò
per ragioni di Stato, per non creare conflitti in famiglia
tra due pretendenti al trono! Secondo altri, invece del
gemello si sarebbe trattato di un sosia dello stesso re,
un individuo in grado di prendere il posto del Re Sole….senza
che nessuno potesse accorgersene. E in quei tempi burrascosi,
che preludevano alla rivoluzione francese, poteva essere
una tentazione troppo forte per certe frange avverse.
Inoltre, quel periodo in cui si hanno notizie della Maschera
di Ferro, dall'uscita dal carcere di Pinerolo all'ingresso
alla Bastiglia, ha contribuito ad alimentare la leggenda.
Secondo quel si racconta a Pinerolo il misterioso essere
sarebbe riuscito, aiutato da alcuni complici dall'esterno,
ad evadere e a recarsi a Parigi ove avrebbe preso il posto
del re Sole, comunemente consacrato dalla storia, non sarebbe
che il vero personaggio della Maschera di Ferro, suo gemello
o suo sosia.
Forse è un finale incredibile, ma non dimentichiamo
che il fatto stesso sembra assurdo, eppure è reale!