Fantasmi e paranormale · Guide alla medianità

Nell’«Azzurro» di Guendalina, di Daniele P.


Vi avevo promesso la "vera" storia della piccola "Guendalina Malatesta" e vi accontento subito; ricordo che tutto ciò che scrivo, si basa sui messaggi che la bambina stessa mi scrive attraverso la scrittura automatica (pratica medianica).

Guendalina Malatesta nasce intorno al 1462, figlia di Ugolinaccio e Costanza Malatesta famiglia nobile, all' epoca proprietaria del castello di Montebello, dove risiedevano insieme ai loro soldati, servi e dame di compagnia. Guendalina era una bambina vivace, amava cantare, giocare con la sua palla di pezza e farsi raccontare le fiabe dalla guardia che più delle altre le stava vicino, Domenico (mi scrive spesso di lui, ne è molto affezionata). L'unica colpa della piccola era di essere Albina* e per questo motivo era costretta a vivere rinchiusa tra le mura della fortezza.
All'epoca, infatti queste caratteristiche fisiche venivano attribuite alle streghe e quindi soggetti maligni da eliminare. La madre che è la persona che ha sofferto di più per la sua scomparsa e di cui lei esige il massimo rispetto, per evitarle il rogo le tingeva i capelli con infusi di erbe che facevano diventare alcune sue ciocche, di una tonalità azzurrina: è da qui che nasce il suo soprannome. Questa è la verità storica che è conosciuta da tutti.
Ma c'è un "fatto" però che ancora oggi non è chiaro: che fine fece AZZURRINA?
La leggenda ci narra che Guendalina sia improvvisamente scomparsa nei sotterranei del castello, dove scese per recuperare la sua palla di pezza. Sono numerose le ipotesi fatte dai medium interpellati che hanno cercato di contattare la bambina ma io, ho avuto la certezza che la verità sia una sola: non è scomparsa misteriosamente nei i sotterranei del castello,
ma è stata tragicamente uccisa dal padre.
Ugolinuccio Malatesta, infatti, stanco di nascondere la piccola e colto da un attacco di follia omicida, una notte del 1470 (infatti si pensa che avesse 8 anni, la piccola l'ha confermato varie volte), mentre imperversava un forte temporale strangolò Azzurrina e ancora agonizzante gettò il suo corpicino in una fossa comune piena di punte affilate.
La ricoprì infine con della calce bianca, per evitare il disperdersi dell'esalazioni corporee (duranti i contatti dice di vedere della neve sopra di lei, probabilmente è la calce).
È straziante il pensiero della sua morte, ma è ancora più sconvolgente l'idea che Azzurrina dopo secoli ancora non riesce a dimenticare l'accaduto e tutt'ora mi scrive spesso di pregare per la sua pace…
È questo cari amici che è successo!
Lei non ha dimenticato, anzi continua a rivivere quei momenti.La cosa che vi chiedo e di aiutarla insieme. Preghiamo tutti per Azzurrina e vedrete che lei vi sarà vicino e si farà sentire dandovi dei segnali concreti come quello che ha dato a me. Io penso che possiamo finalmente riuscire a farle spuntare le ali e permetterle così di volare verso il cielo Azzurro della felicità!
Nel prossimo articolo vi racconterò la visita al castello di Montebello e del segnale ricevuto dalla piccola Guendalina….


È iniziato tutto con "Rispetto" e nel "Rispetto" deve continuare!

Come sempre perdevo il mio tempo davanti al grigiore della tecnologia, quando tutto diventò: Azzurro.
Stavo lì a cliccare, o meglio a Navigare, quando il computer improvvisamente si bloccò. Non rispondeva più alle mie indicazioni. Chiaramente il mio primo pensiero è stato: "Si è impalato ancora una volta!".
Litigando, come in questi casi succede con il mouse, ecco che il lentamente riprende a funzionare, entrando senza che io digitassi alcun tasto, nel sito dell'Emilia Romagna.
Incuriosito da questa sua scelta, mi lasciai trasportare dall'istinto, che mi portò dritto a visitare una località situata alle spalle di Rimini chiamata Montebello. Fin qui tutto bene, niente di strano, ma ecco che mi accorgo di una parola scritta in blu.
Era il suo nome. È così andai a leggere e scoprii la leggenda del Castello di Montebello, fortezza medioevale attualmente di proprietà della famiglia Guidi di Bagno. È da quel momento che non ho più smesso di pensarla, di cercarla, di sapere la verità su di lei e scoprire che cosa le sia veramente successo.
Decisi…volevo entrare nel mondo di AZZURRINA.
Ora vorrei trascinare anche voi, cari lettori del portale, cercando di farvi capire la sofferenza di questa bambina, spiegarvi la verità sulla sua scomparsa, raccontarvi i contatti giornalieri che ho con lei, svelarvi tutti i segreti del castello di Montebello, parlarvi del mio rapporto con l'aldilà e che cosa vivo ogni giorno.
Non mi piace definirmi medium o sensitivo, ma quello che so e che riesco a percepire cose che altri non percepiscono e per questo metto a disposizione le mie conoscenze per rispondere e chiarire qualsiasi dubbio abbiate sul mondo del paranormale.
Nel prossimo articolo vi scriverò tutta la verità sulla scomparsa di Azzurrina, scritta da lei personalmente e come riesco a comunicare con lei

A presto e ricordate che… "Non siamo soli!"

*Anomalia congenita del corpo: rende la pelle, i capelli e l'iride senza pigmentazione provoca una colorazione corporea chiara, tendente al bianco causando difficoltà di resistenza alle radiazioni solari

«Non siamo soli»

Ormai sapete che contatto la piccola Azzurrina attraverso la scrittura automatica.
Quel giorno a Milano, la mia città, nevicava e all'inizio del contatto, ci scrisse delle parole dolcissime:

"Bella la neve, mi manca tanto!
Spero che tanti bambini possano giocare,
insieme alle Loro mamme come facevo Io."

Dopo averci nuovamente emozionato con questo semplice pensiero c'invitò, quasi imponendocelo, al Castello di Montebello; li non avrebbe esitato a manifestarsi attraverso piccoli segnali. Incuriosito, gli chiesi che tipo di segnali. Mi scrisse che avrei dovuto portare una macchina fotografica e, nei pressi di un camino, scattare una foto.

Assicurai che saremmo partiti al più presto non prima però, per una certa correttezza, di aver telefonato al Castello per chiedere il permesso di muoversi liberamente (infatti, in molti castelli non si può filmare o scattare foto senza il permesso della sovrintendenza).
Telefonai subito per spiegare la situazione alla responsabile. Le dissi tutto, senza alcun timore.La cosa incredibile e che nel momento in cui le chiesi se fosse possibile scattare una foto, prima mi disse che non era possibile, ma subito dopo si corresse dicendomi che mi concedeva questo "privilegio".

Credo che la piccola le sussurrò all'orecchio.

Senza perdere tempo ci organizzammo e, insieme alla mia collaboratrice, partimmo verso Montebello.

Una strana sensazione ci accompagnò per tutto il viaggio: una sensazione piacevole, d'assoluta tranquillità e sicurezza. Arrivammo al castello dopo una lunga camminata, dove sentii ripetutamente, dentro di me, la voce di una bambina che mi accompagnava:
"Ti sto aspettando….
"Vieni, e di qui che devi andare!"

Ci accolse la responsabile, che ci guidò all'interno dell'edificio illustrandoci la storia e raccontandoci ogni minimo dettaglio. Le sensazioni ogni minuto si moltiplicavano, diventando sempre più intense. Arrivati nella zona in cui la piccola giocava, caddi involontariamente in uno stato di trance, riprendendomi quasi subito. Focalizzando, capii che la piccola era entrata in me.
È come se avessi rivissuto la sua vita, provando il dolore e la sofferenza di quella terribile notte.
Proseguendo, ci fermammo nel salone principale, dov'è posto il famoso tavolo di legno massiccio che oggi è utilizzato per le sedute medianiche: è qui, che si concentrano tutte le energie del luogo. Infatti, è facile per tutti non solo per i sensitivi, captare sensazioni e capire che "non si è soli!"

Chiesi il permesso di mettermi in contatto con la piccola attraverso la scrittura automatica e iniziammo il dialogo.
Parlammo a lungo ma, purtroppo, la canalizzazione fu continuamente disturbata da tutte le entità che desideravano comunicare: le due guardie di Azzurrina (soprattutto Goffredo), Il Conte Guidi di Bagno, i soldati tedeschi. Con la bambina riuscii a comunicare solo per 10 minuti, dopodiché non la fecero più parlare.
Il dialogo fu molto bello ed intenso e si fece subito riconoscere. Disegnò una bambina col cappello e un vestitino con la gonna larga, scrisse la sua vera età, scrisse l'amore per la madre, ma credo che la cosa più importante e che ci ha reso tutti felici, è stata la sua promessa fatta in quei dolci istanti: starci sempre accanto e attraverso l'ultimo segnale, la foto, ci avrebbe dato la certezza, che Lei non è una leggenda!

Scattai la foto e dopo lo sviluppo mi accorsi che, incredibilmente, qualcosa di strano sopra il camino fotografato c'era e c'è tuttora: una luce intensa che delinea un piccolo corpicino.
Ecco la conferma che Guendalina Malatesta è tra Noi e con Noi e vuole manifestarcelo in tutti i modi.

La cosa strana, cari lettori, è che il castello VIVE.
Tutto ciò che vedi, che tocchi, sembra comunicarti qualcosa. Chiunque vada a visitarlo, prova sensazioni, si sente osservato, seguito, toccato.
Azzurrina e Lì e ogni giorno da segnali della sua presenza.
A molti ha regalato oggetti dall'aldilà tramite la materializzazione. Ad una ragazza, dopo un contatto medianico, ha donato una piuma azzurra trovata nella sua macchina.
Continuiamo a pregare per la Piccola e vedrete che i suoi messaggi, non tarderanno.

Cari amici, nel prossimo articolo parlerò della tata d'Azzurrina, che si è
manifestata sette anni fa, facendosi vedere dal giardiniere del castello, che spaventato, ha lasciato per sempre quel lavoro!

A presto e ricordate….

Non Siamo Soli!

Altri contenuti della sezione → Tutto l’archivio