Se riandiamo con la mente alla storia passata dell'uomo, troviamo, tra molte altre convinzioni religiose, una fede universale nell'esistenza dei fantasmi o esseri eterei che sono vicini agli uomini ed esercitano su di essi un'influenza invisibile ma possente. Nei popoli occidentali, tale credenza è stata combattuta dal razionalismo e dall'illuminismo scientifico degli ultimi duecento anni, per cui, presso la maggioranza delle persone colte, tale credenza è stata repressa insieme con altre opinioni metafisiche. Malgrado ciò, la fede negli spiriti vive tuttora fra le masse, anzi proprio nel mondo moderno si è avuta una riviviscenza anche se in forme più elevate. Non la si deve interpretare come una ricaduta nella superstizione, ma di un intenso interesse scientifico, del bisogno di proiettare la luce della verità su di un caos di fatti malsicuri. Moltissimi studiosi moderni si sono interessati a questi fenomeni e se l'attendibilità delle loro osservazioni può essere messa in forse, tuttavia hanno il pregio di aver dato lustro scientifico a quanto fino ad oggi era considerato solo alla stregua di credenze popolari. Per il primitivo, la credenza negli spiriti rappresenta la prova diretta della realtà del mondo spirituale mentre per l'uomo culturalmente evoluto, l'ipotesi spiritica ha meno importanza anche se i fenomeni psichici sono frequenti in tutte e due le culture. I sogni, per esempio, sono una delle origini più importanti della credenza dei primitivi negli spiriti in quanto molto spesso protagonista del sogno è una persona che il primitivo è pronto a credere si tratti di un fantasma: per l'uomo civilizzato, i sogni sembrano, invece, privi di valore anche se taluni vi annettono grande importanza per via del loro carattere strano o impressionante. Le affezioni psicogene o i disturbi nervosi, che non sono rari nei primitivi rappresentano un'altra fonte di credenza nello Spiritismo, Non c'è dubbio, infatti - afferma Jung -sul fatto che le malattie mentali abbiano una parte di primo piano nel determinismo della credenza degli spiriti, Queste malattie, assumono, infatti, tra i popoli primitivi un carattere delirante ed allucinatorio, rientrando nel vasto dominio della schizofrenia.
In tutti i tempi ed in tutto il mondo, i folli sono stati considerati come posseduti dagli spiriti maligni e questa credenza poggia sulle allucinazioni del paziente stesso. È impossibile parlare della credenza negli spiriti se, nel contempo, non si parla della credenza sull'anima immortale, perché questa è necessariamente correlata a quella. Gli spiriti sono concepiti come estranei mentre l'anima è un qualcosa che fa parte del proprio Io! Gli spiriti, sempre secondo il nostro studioso, sono complessi dell'inconscio collettivo che si manifestano quando l'individuo perde l'adattamento alla realtà, oppure sono complessi che cercano di sostituire l'atteggiamento inadeguato di tutto un popolo con un nuovo modo di pensare.