Esoterismo e tradizioni · Inconscio e occultismo

La persona come frammento della psiche umana

C.G. Jung, afferma che quando si esamina una persona, le si strappa letteralmente la maschera e si scopre che quanto sembrava individuale in realtà è collettivo. In parole più semplici, egli riteneva che in ogni uomo esiste la somiglianza con Dio ed attraverso le analisi psicanalitiche: " lo psicologo riconduce l'uomo alla sua origine, cioè al Dio universale che è la personificazione della psiche collettiva". L'uomo, molte volte, è disorientato nei confronti della propria personalità: spesso non sa più chi egli sia, malgrado abbia la certezza assoluta di essere effettivamente quel che gli è sembrato di diventare. In questi momenti di profonda crisi, nell'uomo si scatena la fantasia, che è né più né meno che l'attività specifica della psiche collettiva. Questa irruzione di elementi fantastici introduce nella coscienza impulsi di cui non si avevano sospetti: si scoprono, così, tutti i tesori del pensiero e del sentimento psicologico. L'inconscio - afferma Jung -usurpa la funzione del reale e vi sostituisce la propria realtà. I pensieri inconsci diventano udibili sotto forma di voci, oppure sono percepiti come illusioni o allucinazioni corporee, ovvero si manifestano sotto forma di giudizi insensati, ma irremovibili, sostenuti in opposizione alla realtà
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