Pescasseroli (Aq): Presso il Santuario di S. Maria di Monte Tranquillo, si venera una Madonna Nera di tradizione egizia.
FOSSA - LA STONEHENGE DELL'ABRUZZO
Esiste una Stonehenge vicino alla città dell'Aquila, sembra un miraggio: grandi circoli di blocchi megalitici e poi spettacolari menhir che dai circoli si dipartono in linea dal più grande al più piccolo. Tutti in fila come nani: fanno quasi sorridere ma la loro imponenza mette rispetto e riverenza! Questa misteriosa Stonehenge italiana ha un nome: Fossa, una zona pianeggiante al centro dei monti più alti dell'Appennino.
Fossa è una vera e propria Necropoli scoperta nel 1992 e fino ad oggi sono state trovate 550 tombe. L'aspetto spettacolare è rappresentato dalle pietre, che in circolo delimitano i tumuli mentre il defunto si trova al centro. I Menhir di Fossa furono conficcati nel terreno mille anni prima di Cristo e dopo tre secoli si trasformarono in stele e poi in statue, in immagine del defunto. A Fossa le tombe si sono sovrapposte l'una all'altra nel corso di mille anni per poi divenire attualmente delle semplici fosse che contengono degli inestimabili tesori!
Manoppello:Nel Santuario di Manoppello, un piccolo paese dell'Abruzzo ai piedi della Maiella, è conservata una straordinaria reliquia. Nella chiesa del Monastero dei Frati Cappuccini, si può ammirare la Veronica ( la Vera Icona), il velo su cui sarebbe rimasto impresso il volto di Gesù Cristo. Il velo, posto fra due vetri con cornice in noce, è visibile dall'altare: il volto di Gesù appare sotto la luce di una lampada ma svanisce se visto alla luce di una finestra. L'immagine scompare e il velo diviene trasparente. Il Centro ricerche della Università di Bari, in seguito a studi accurati, ha dimostrato che nella trama del velo non ci sono residui di colore! Altra particolarità, come se non bastasse, è che l'immagine è visibile da ambedue i versi. Il velo misura 24 per 17, 5 cm ed è attualmente oggetto di studi da parte del Prof. Heinrich Pfeiffer, docente di iconografia e storia dell'arte all'Università Gregoriana. Egli, grazie a una ricostruzione storico-scientifica, ritiene che il velo provenga da Roma dove sarebbe stato rubato nel 1608, anno in cui fu abbattuta la cappella della Veronica. Altra studiosa, Suor Blandina Paschalis Sclomer ha dimostrato le perfette coincidenza e sovrapponibilità del Volto Santo con la Sindone di Torino, la benda funeraria nella quale, secondo Matteo 27, 59; Marco 15, 46 e Luca 23, 52, è stato avvolto il corpo di Gesù. I risultati di quest'ultimo studio sono pubblicati in una mostra allestita presso il Santuario di Manoppello, visitabile e raggiungibile dalla Autostrada A 25, uscita "Scafa"). Secondo la leggenda, il velo fu donato ai Cappuccini nella prima metà del diciassettesimo secolo dopo che un anonimo pellegrino lo aveva donato a un abitante del paese.
Itinerari misteriosi in Abruzzo
Fossa e Manoppello: gli aggiornamenti
Che cosa dicono oggi archeologi e studiosi dei due luoghi più famosi di questo itinerario.
La necropoli di Fossa, vicino all’Aquila, fu scoperta per caso nel 1992 durante i lavori per un capannone industriale. Le circa 500 tombe, in un’area di 3.500 metri quadrati, coprono un arco che va dal IX–VIII secolo a.C. al I secolo a.C. Le file di menhir di altezza decrescente accompagnano alcuni tumuli maschili dei secoli più antichi e scompaiono nei due secoli successivi: un rito funerario, non un osservatorio come Stonehenge.
Il Volto Santo di Manoppello è un velo di circa 17,5 per 24 centimetri, custodito dai frati cappuccini. Papa Benedetto XVI lo visitò il 1° settembre 2006. La tradizione lo identifica con la Veronica, ma il materiale non è mai stato analizzato in laboratorio: l’ipotesi del bisso marino è contestata e studi recenti considerano più probabile il lino. Molti storici dell’arte vi riconoscono uno stile tardo medievale o rinascimentale, mentre altri studiosi sostengono un legame con la Sindone.
Nel
Santuario di Manoppello, un piccolo paese dell'Abruzzo
ai piedi della Maiella, è conservata una straordinaria
reliquia. Nella chiesa del Monastero dei Frati Cappuccini,
si può ammirare la Veronica ( la Vera Icona),
il velo su cui sarebbe rimasto impresso il volto di
Gesù Cristo. Il velo, posto fra due vetri con
cornice in noce, è visibile dall'altare: il volto
di Gesù appare sotto la luce di una lampada ma
svanisce se visto alla luce di una finestra. L'immagine
scompare e il velo diviene trasparente. Il Centro ricerche
della Università di Bari, in seguito a studi
accurati, ha dimostrato che nella trama del velo non
ci sono residui di colore! Altra particolarità,
come se non bastasse, è che l'immagine è
visibile da ambedue i versi. Il velo misura 24 per 17, 5
cm ed è attualmente oggetto di studi da parte
del Prof. Heinrich Pfeiffer, docente di iconografia
e storia dell'arte all'Università Gregoriana. Egli,
grazie a una ricostruzione storico-scientifica, ritiene
che il velo provenga da Roma dove sarebbe stato rubato
nel 1608, anno in cui fu abbattuta la cappella della
Veronica. Altra studiosa, Suor Blandina Paschalis
Sclomer ha dimostrato le perfette coincidenza e sovrapponibilità
del Volto Santo con la Sindone di Torino, la benda funeraria
nella quale, secondo Matteo 27, 59; Marco 15, 46 e Luca
23, 52, è stato avvolto il corpo di Gesù.
I risultati di quest'ultimo studio sono pubblicati in
una mostra allestita presso il Santuario di Manoppello,
visitabile e raggiungibile dalla Autostrada A 25, uscita
"Scafa"). Secondo la leggenda, il velo fu
donato ai Cappuccini nella prima metà del diciassettesimo
secolo dopo che un anonimo pellegrino lo aveva donato
a un abitante del paese.