Misteri e storia · Itinerari misteriosi

Itinerari misteriosi in Molise

Il Molise è la regione che mancava ai nostri itinerari. Piccolo e appartato, conserva riti del fuoco di origine antichissima, un santuario dei Sanniti tra le montagne, castelli con cicli di affreschi sorprendenti e un borgo abbandonato dove, dicono gli anziani, di notte si vedono luci misteriose.

Campobasso: la processione dei Misteri

Il nome sembra fatto apposta per Popobawa. Ogni anno, nella domenica del Corpus Domini, per le vie di Campobasso sfilano i Misteri: tredici «quadri viventi» allegorici portati a spalla, in cui adulti e bambini vestiti da santi, angeli e diavoli sembrano fluttuare nell’aria. Le strutture in ferro che li sostengono sono nascoste dai costumi e dalle nuvole di stoffa: l’illusione è perfetta.

Le prime macchine furono realizzate nel 1748 dallo scultore campobassano Paolo Saverio Di Zinno; erano dodici, e il tredicesimo Mistero, quello del Sacro Cuore, fu aggiunto nel 1959. Durante l’anno le macchine si possono vedere nel Museo dei Misteri.

Agnone: la ’Ndocciata, il fuoco del solstizio

L’8 e il 24 dicembre, al tramonto, Agnone si illumina con la ’Ndocciata: centinaia di grandi torce a ventaglio, le ’ndocce, fatte con il legno di abete bianco dei boschi vicini, attraversano il paese portate a spalla. Alcune hanno un solo fuoco, altre fino a venti. Il rito, condiviso con Civitanova del Sannio, risale secondo la tradizione all’epoca dei Sanniti ed era legato al solstizio d’inverno; poi ha assunto un significato cristiano.

L’8 dicembre 1996 la ’Ndocciata fu portata in piazza San Pietro e offerta a papa Giovanni Paolo II per il cinquantesimo anniversario del suo sacerdozio.

Pietrabbondante: il santuario dei Sanniti

Tra i boschi dell’Alto Molise, a quasi mille metri, si trova il più importante santuario dei Sanniti Pentri. Il teatro, con i sedili in pietra dagli schienali anatomici, e il grande tempio furono costruiti tra il II e il I secolo a.C.; un tempio più antico, del IV secolo a.C., fu distrutto durante la seconda guerra punica e nei suoi strati sono state trovate armi sottratte ai nemici.

Non era solo un luogo di culto: qui i Sanniti tenevano il censimento, decidevano le leve militari e le tasse. Gli scavi recenti hanno identificato nel tempio principale l’erario, il tesoro pubblico, con una mensa in pietra e un’iscrizione in lingua osca che nomina un magistrato della famiglia del poeta latino Ennio.

Venafro: i cavalli di Enrico Pandone

Nel castello Pandone di Venafro le pareti sono popolate da cavalli dipinti a grandezza naturale. Li fece affrescare tra il 1521 e il 1527 il conte Enrico Pandone: è una galleria di ritratti dei suoi destrieri preferiti, alcuni dei quali donati a nobili e all’imperatore Carlo V. Nel 1528 il conte fu accusato di tradimento, catturato, portato a Napoli e giustiziato. I suoi cavalli sono rimasti sulle pareti. Dal 2012 il castello ospita il Museo nazionale del Molise.

Gambatesa: il castello sul lago

Il castello di Capua a Gambatesa domina la valle del Fortore e il lago di Occhito, il grande bacino artificiale al confine con la Puglia. Nel 1550 Vincenzo di Capua fece dipingere le sale da Donato Decumbertino, seguace del Vasari: paesaggi con architetture immaginarie e figure allegoriche che ancora oggi sorprendono i visitatori. Il castello è gestito dalla Direzione regionale Musei del Molise ed è visitabile.

Civita Superiore: il borgo fantasma

Sulla collina di Civita Superiore restano le case di pietra, le mura e il castello normanno di un borgo spopolato da terremoti, carestie e mancanza di lavoro. Le ultime famiglie se ne andarono negli anni Sessanta. Gli anziani raccontano di luci misteriose e di rumori notturni tra i vicoli: per molti è il «paese fantasma» del Molise.

Questo itinerario è appena nato. Se conoscete altri luoghi misteriosi del Molise, scriveteci a redazione@popobawa.it: lo arricchiremo con le vostre segnalazioni.

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