Fantasmi e paranormale · Parapsicologia

Un fenomeno di chiaroveggenza: madame Fraya

Secondo l'opinione dei più eminenti occultisti, Mme Fraya è stata la maggiore veggente del secolo, la sua fama è stata indubbiamente notevole, è morta il 16 febbraio 1954. Quando Valentine Dencausse venne alla luce, il 21 maggio1871 a Villeneuve - de -Marsan, nelle Lande, nessun segno particolare rivelò alla sua famiglia che un giorno quella minuta bambina sarebbe divenuta la grande, l'unica Fraya, la più stupefacente veggente del XX secolo Tuttavia, fatto strano, suo padre, un importante funzionario del Ministero delle Finanze, possedeva già, ad intermittenza, il dono della veggenza, che la figlia ha ereditato in forma ancor più potente. Il signor Dencausse aveva predetto, infatti, con notevole anticipo di anni, la data esatta della sua morte ed all'età di settantasei anni dichiarò che sarebbe avvenuta il giorno di Ognissanti e puntualmente tale data fu rispettata dagli eventi. Adolescente, Valentine manifestò una precoce passione per la musica, i suoi genitori, allora, le procurarono i migliori professori della regione e la sua vita sembrava indirizzarsi naturalmente verso una carriera di pianista- virtuosa; ma all'età di diciotto anni abbandonò gli studi per sposare M.Louis -Erembert Delmas, professore aggregato di grammatica, più vecchio di venti anni che aveva conosciuto in casa di amici. Particolare curioso: fu che durante il suo viaggio di nozze ella ebbe la folgorante rivelazione del suo dono di chiaroveggenza. A Nizza, infatti, in un'anonima stanza d'albergo, ebbe la visione del proprio avvenire: seppe che non avrebbe condiviso la vita di studio di suo marito, i cui interessi filosofici l'avevano attirata per breve tempo. Si vedeva sola a Parigi, in un appartamento un po' tetro, mentre riceveva migliaia e migliaia di persone e ne esaminava le mani, facendo sorprendenti previsioni su di loro o sui loro familiari. Molte volte, in questo periodo, in sogno o in immagini, ben sveglia vide centinaia di mani che si tendevano verso di lei; da quel momento ebbe la certezza che stava seguendo una vita sbagliata e senza esitare oltre decise di cambiare pagina. Si separò dal marito, senza divorziare in quanto da fervida credente volle rispettare scrupolosamente le prescrizioni della religione cattolica. Ben presto, Valentine Dencausse si decise ad obbedire alla voce interiore che le diceva di leggere le mani. E poco a poco, comincia a scoprire nei segni che attraversano le palme delle mani i segreti della vita interiore e le reazioni che gli avvenimenti esterni provocano sulla nostra sensibilità.

A questo punto, decise di sperimentare il suo nascente dono sulle sue amiche biarnesi ( Bearn è una regione del sud ovest della Francia, sita tra i Pirenei, la Guascogna ed il golfo omonimo. Il risultato superò ogni immaginazione, in capo a pochi mesi divenne una vera e propria celebrità e proprio in questo periodo il destino le diede la prima spinta: fu invitata, infatti, alla corte della regina Natalia di Serbia. Passò un anno e nuovamente il destino l'aiutò; mentre, si trova a Parigi viene contattata da Severine, celebre giornalista francese, caporedattrice del Cri du Peuple, la quale le chiese di andare a leggere le mani dei più grandi nomi di Francia, durante una festa di beneficenza organizzata in favore dell'Orphelinat des Arts, al Jockey Club. Valentine, non vuole far apparire il suo nome sulla locandina, allora la giornalista le crea uno pseudonimo: sfogliando casualmente un'opera dedicata alle leggende d'oltre Reno, trovò il nome di Fraya, antica dea germanica che porterà fortuna alla giovane indovina. A questa festa, Fraya nascosta dietro un paravento ricevette parecchie centinaia di persone, tra le quali: l'arciduca Stefano, i baroni di Rothschild, Alfred Capus ecc. ecc. Dal giorno seguente, il suo nome si diffuse per tutta Parigi e con l'aiuto di Severine, Fraya trovò un appartamento all'11 bis di Rue d'Edimbourg e vi si installò. Nell'agosto del 1902, durante una seconda festa di beneficenza, rivide Pierre Loti, scrittore di romanzi molto noti tra i quali: " Il pescatore d'Islanda", e lo stesso volle farsi leggere la mano e ciò che Fraya gli disse lo colpì a tal punto che, per manifestarle la propria gratitudine, le dedicò un articolo molto lusinghiero sul Le Figaro. In seguito Madame Fraya, chiese a Pierre Loti se avrebbe consentito ad inviarle una lettera autografa. Egli lo fece in termini altamente lusinghieri e come inizio della loro amicizia, lo scrittore le offrì il talismano a cui teneva di più: la famosa collana della Dea delle Grazie, composta di quarantasei grani d'ambra, alternati a turchesi, che aveva riportato da un viaggio in India. Fraya non si separò mai da questo talismano, per tutta la durata della sua carriera, lo tenne presso di se su di un tavolino, nel suo gabinetto di consultazione, A partire dal 1910, Fraya presentì l'avvicinarsi di un conflitto mondiale di un'eccezionale gravità……svariati inquietanti fatti vennero a rafforzare la sua certezza: il primo accadde a Vichy, mentre la veggente stava passando delle giornate di vacanza. Una sera, mentre stava facendo una passeggiata incontrò Jean Jaures, il quale le chiese di voler conoscere non la data della sua morte bensì il come sarebbe morto. Fraya, gli disse che lo vedeva morire di morte violenta.nella via alla vigilia di una dichiarazione di guerra molto violenta.
Il periodo aureo di Meme Fraya, doveva situarsi, per una strana coincidenza proprio nelle ore più cupe della guerra 1914 - 1918. Per la prima volta negli annali della chiaroveggenza, una veggente stava per sostenere un ruolo storico!!! Un vero e proprio ruolo reale con testimonianze e prove inconfutabili. Agli inizi di settembre, ella ricevette una telefonata dal Ministero della Guerra, che le chiedeva di passare con urgenza in Rue Saint-Dominique, per dare il suo parere in merito allo svolgimento dei fatti bellici. La prima Armata Tedesca si trovava a Compiegne; Senlis e Creil erano in fiamme; Meme Fraya, davanti ad un pubblico di ministri angosciati, in un'indescrivibile atmosfera di panico, aveva potuto predire con certezza che i Tedeschi non sarebbero entrati a Parigi e che la loro vittoria sarebbe finita nell'acqua, che intorno al 10 settembre si sarebbero ritirati sull'Aisne, che questo avrebbe segnato il crollo del loro piano di campagna rapida. Dal 12 settembre, la miracolosa vittoria della Marna, riportata sul nemico dai generali Joffre e Gallieni, doveva dare ragione una volta di più a Madame Fraya!. Allora la sua notorietà raggiunse livelli eccezionali; anche gli uomini politici più scettici desideravano far conoscenza della stupefacente indovina. Fra il 1914 e il 1930, madame Fraya fu letteralmente assalita ed assediata, tanto la sua notorietà superava le frontiere. Da ogni dove le giungeva una voluminosa posta di richieste di consultazione, senza parlare degli inviti che ogni giorno riceveva sempre più numerosi. Madame Fraya morì nell'anno 1953 e molti sensitivi, ancora oggi, affermano che nel sostare sopra la sua tomba riescono a percepire i suoi messaggi dall'al di là.
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