Fantasmi e paranormale · Parapsicologia

Krishnamurti

Krishnamurti, è nato in India l'11 maggio 1895, nel piccolo villaggio di Madanapalle, non lontano dalla Rishi Valley, dove sono stati costruiti i moderni edifici della nuova Scuola di cui egli era l'ispiratore. Il suo cognome era Jiddhu; si chiama Krishanamurti per un costume dell'India meridionale secondo il quale l'ottavo figlio, se è un ragazzo, deve portare questo nome in onore di Krishna, incarnazione divina. Ebbe un'infanzia infelice e perse la madre all'età di cinque anni. Mentre stava giocando, insieme al fratello, sulla spiaggia del golfo del Bengala, fu notato dal bibliotecario della società Teofisica M.Van Menen, il quale, colpito dalla gioiosa impressione dei due bambini; decise di occuparsi dell'educazione di Krishnamurti, coadiuvato da alcuni colleghi della Società Teosofica. Ben presto molti cominciarono a vedere in Krishnamurti un nuovo Messia ed il fondatore di una nuova religione. Nel 1929, egli dichiarò sciolte tutte le organizzazioni spirituali create in vista della diffusione del suo messaggio, rinunciò a tutti gli oneri e ai notevoli bene materiali che gli erano stati destinati ed a partire dal quel momento, prese una strada molto diversa non solo dalla Teosofia ma anche dalla maggior parte delle grandi religioni tradizionali. Diceva che non voleva aggiungere un sistema filosofico o religioso in più a quelli che già esistevano e che invece di liberare la mente dell'uomo la rendeva schiava. Krishnamurti, insegna l'esistenza di un modo di vita semplice e naturale, arricchito interiormente dall'intensità di una potenza creatrice che ogni essere umano porta con se. Purtroppo, un'educazione innaturale, impregnata di falsi valori, ha messo l'uomo moderno nell'incapacità di conoscersi pienamente; - schiavo del proprio egoismo ed del proprio iper intellettualismo- l'essere umano ignora tutte le ricchezze della sua natura profonda. Le più pure forme della sensibilità e dell'intelligenza vengono abbandonate, sconvolte e perfino disprezzate dalle esigenze immediate di una civiltà tecnologica che finirà per distruggere l'umanità a tutti i livelli e l'ambiente in cui essa vive. Krishnamurti, non postula nulla a priori; ci prende come siamo, cioè prigionieri dei nostri egoismi, dei nostri condizionamenti mentali ed emotivi, delle nuove limitazioni, delle nostre memorie e delle nostre passioni. E suggerisce un approccio a tutti questi problemi molto diverso da quello che era stato insegnato fino ai tempi moderni.

È un approccio molto semplice ma in realtà molto arduo e richiede un esercizio di attenzione e di sensibilità molto lontane dall'atmosfera psicologica dei nostri tempi. Krishnamurti, puntualizza la necessità di metterci all'ascolto di noi stessi!, Non si tratta, comunque, del senso peggiorativo attinente all'atteggiamento narcisistico dell'uomo pregno dell'importanza della propria persona e che ama ascoltarsi parlare. Quello che viene suggerito è proprio l'esatto contrario di tale atteggiamento; infatti egli auspica che ci capiamo nel processo vivente ed attuale delle nostre azioni, delle nostre reazioni emotive e mentali, delle nostre suscettibilità, ambizioni, violenze, voluttà o paure. Suggerisce una percezione globale di noi stessi durante le varie circostanze della vita di ogni giorno, soprattutto egli conferisce estrema importanza al fatto di non essere più schiavi delle nostre proprie creazioni mentali e di non confondere più il concetto di realtà suprema con la realtà suprema stessa e questo comporta da parte nostra grande elasticità mentale, agilità e penetrazione di spirito, profondità di attenzione ed elevata sensibilità. Si può parlare di una psicologia di Krishnamurti? Lo si può considerare uno psicologo? Un attento studio delle sue opere dimostra che non gli si può apportare nessuna etichetta Non può essere definito né un filosofo, né un mistico; eppure gli evoca l'esistenza di una realtà suprema, atemporale, libera, unica fonte di tutto l'amore e della pura intelligenza. La sua opera la si può considerare come un'enunciazione degli ostacoli e dei condizionamenti psicologici che paralizzano lo spirito umano e lo rendono incapace di essere sensibile alle ricchezze spirituali della sua vera natura. Questo grande pensatore, assegna alla conoscenza di sé, alla scoperti dei moventi profondi dei nostri pensieri, delle nostre azioni la massima priorità della conoscenza. Egli mostra l'ampiezza dell'azione paralizzante degli automatismi mnemonici di verbalizzazione, della costante immagine di noi stessi che deriva dai ricordi psicologici, dall'inerzia e dalle resistenze implicate nel funzionamento mentale dell'uomo moderno che viene considerato normale.

Siamo portati di norma a pensare che la meditazione consista in concezioni o posizioni straordinarie; si tratta invece di vivere molto le circostanze suddette ordinarie della vita con un atteggiamento di viva attenzione. Nel gioco della vita, egli consiglia di giocare con tutta naturalezza le carte che si hanno in mano: le nostre facoltà di pensare, amare ed agire. Lo studio della natura e del funzionamento di queste energie ai livelli psichico, fisico e spirituale, la loro materializzazione in atti armoniosi e creativi nel comportamento quotidiano, la presa di coscienza e l'eliminazione degli ostacoli che paralizzano la possibilità di un comportamento armonioso ed adeguato, sono altrettanti elementi che costituiscono le basi essenziali di una psicologia degna di questo nome. Questo in sommi capi rappresenta il pensiero di Krisnhnamurti.
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