La Riforma protestante in Inghilterra ebbe origini politico - istituzionali, che debbono ricollegarsi, come abbiamo visto, ad un momento storico ben preciso. Con Enrico VIII, infatti, si iniziò una politica volta ad espandere il dominio inglese sull'Europa e, per tali fini, lo stesso sovrano tentò di improvvisarsi mediatore tra la Francia e la Spagna, giocando a mettere i due paesi l'uno contro l'altro. Bello, colto ed amante dell'arte, dotato di un'affinità istintiva con il suo popolo al quale seppe sempre imporre la sua volontà, durante la giovinezza fu un cattolico devoto tanto da ottenere dal Papa, nel 1521, il titolo di defensor fidei, per aver confutato, nella sua " Assertio septem sacramentorum" le preposizioni di Martin Lutero. Le cose cambiarono quando Enrico VIII, desideroso di assicurarsi un erede maschio, chiese al Vaticano il permesso di poter sciogliere il suo matrimonio; non avendo ottenuto quanto desiderava dalla moglie, Caterina d'Aragona, che dopo aver dato alla luce un femmina non era più in grado di procreare. Il Vaticano non accetta tale richiesta ed il Papa, Clemente VII, buon politico, coglie questo pretesto per scomunicare Enrico VIII invitando, nel contempo, i suoi sudditi a non considerarlo più il loro re, mentre dal canto suo, al posto di Enrico VIII incorona Carlo V. Per il rifiuto del Papa a non concedergli il divorzio e per la scomunica, Enrico VIII non si scompone, e approfittando del malcontento contro l'operato di Roma che serpeggiava, nelle file del clero e del laicato cattolico inglese, si rivolge all'arcivescovo Cranmer di Canterbury, riuscendo, così ad ottenere il tanto desiderato il divorzio. Inoltre, a seguito della scomunica, Enrico VIII, fa approvare dal Parlamento (1533) una serie di leggi che, rompendo i legami con la Chiesa di Roma, sottomettevano interamente il clero inglese alla corona. Basti pensare che impedì che venissero pagate le "Annate" al Papato; cancellò la Sua giurisdizione; chiuse i Monasteri; confiscò i beni della Chiesa, stroncando ogni resistenza interna. Non solo!, si auto proclama "Capo della chiesa inglese" firmando l'Atto di supremazia. Questo " Atto d'imperio" sanziona lo scisma anglicano con la chiesa cattolica romana facendo sorgere un forte nazionalismo che mette il Sovrano al vertice di ogni istituzione dello Stato, dando origine così alla " Chiesa di stato anglicana" La causa principale insita in questo movimento storico, va vista nel generale processo di rivendicazione della Sovranità regia contro ogni interferenza, soprattutto se proveniente dall'esterno. Nell'Inghilterra del XVI secolo, Il sorgere ed il consolidarsi dei rapporti capitalistici aveva reso urgente la costituzione di una monarchia assoluta, che accelerasse la disgregazione del regime feudale; logicamente uno dei più fondamentali mezzi di centralizzazione dei poteri fu, appunto, la Riforma della Chiesa anglicana; per mezzo della quale, il sovrano riuscì a secolarizzare un terzo di tutta la proprietà terriera inglese.
Occorre anche dire, per memoria storica, che difficilmente i Papi, in questo secolo, si opponevano al volere di chiunque, principe o re, volesse separarsi dalla propria consorte.. In questo caso specifico, il rifiuto fu determinato dal timore di inimicarsi il parente più prossimo di Caterina d'Aragona: l'Imperatore Carlo V, che rappresentava, in quel momento, un valido baluardo contro la diffusione del luteranesimo. Il 28 maggio 1533, Enrico VIII sposa Anna Bolena - incinta di sette mesi -, che diventa regina. Anna Bolena metterà al mondo Elisabetta con grande sconforto del re, che - come sappiamo voleva un erede al trono, Ben presto, Anna Bolena, di nuovo incinta, darà alla luce un maschio. Quello che doveva essere l'erede al trono, purtroppo, nasce morto, e questo fatto, probabilmente segna la condanna a morte della regina! Infatti, il 2 maggio 1536, viene arrestata per adulterio e rinchiusa nella Torre di Londra. Non si saprà mai se giustamente o meno ma, in ogni caso, verrà decapitata, senza onori, il 19 maggio. Il giorno successivo, Enrico VIII sposa Jane Seymour!!!. Lo Scisma anglicano non incontrò in Inghilterra alcuna forte resistenza da parte ecclesiastica mentre la vittima più illustre fu il Gran cancelliere del re, Thomas More, che, malgrado, fosse disposto a firmare l'Atto per la successione della discendenza di Anna Bolena; non accetta di buon grado il modo con il quale Enrico VIII si è proclamato "Capo della chiesa". Per la prima volta nella storia Thomas More, si appellò ufficialmente al principio" dell'obiezione di coscienza": egli chiese, infatti, di poter dissentire, - per motivi personali e religiosi-, dall'atto d'imperio di Enrico VIII, senza che in questo suo dissenso si dovesse per forza vedere un'opposizione politica alla monarchia., nello stesso tempo espresse il desiderio di potersi ritirare a vita privata. Il re rifiutò di distinguere nel More l'uomo dal cittadino, ovvero il credente dal politico e lo fece condannare a morte nel 1532. Con Thomas More, muore un grande umanista ed un difensore della tolleranza religiosa! La Chiesa anglicana nasce come chiesa cattolica scismatica, conservando del cattolicesimo l'organizzazione e la successione episcopale, nonché i sacramenti, il cerimoniale, i testi canonici; in breve rappresenta la sintesi di tendenze abbastanza diverse tra loro: l'assolutismo della monarchia e il nazionalismo della borghesia inglese emergente, che sapeva promuovere rapporti sociali di tipo capitalistico. Le influenze luterane e calviniste del continente europeo si fecero sentire immediatamente dopo. L'Inghilterra era arrivata alle stesse conclusioni della Germania, prendendo non la strada della speculazione teologica ma quella più prosaica, che alla lunga si rivelerà anche più efficace, della lenta trasformazione borghese dei rapporti sociali. Le nuove dottrine, soprattutto calviniste, furono introdotte sotto Edoardo VI (1547-53). Edoardo approvò, in seguito, il Libro delle preghiere pubbliche che l'arcivescovo Cranmer e altri teologi avevano realizzato; questo testo, in uso ancora oggi, comprende: la liturgia della domenica e delle feste, l'ufficio del mattino e della sera per ogni giorno, il rituale dei sacramenti e si ricollega direttamente alla tradizione liturgica medievale e antica. A questa situazione cercò di reagire la cattolica Maria Tudor (1553-58), figlia di Caterina d'Aragona, ma senza ottenere validi risultati, anche se gli anglicani condannati sotto il suo regno risultarono numerosissimi.
Da qui ebbe origine la forte contro - reazione della regina Elisabetta (1558-1603), figlia di Anna Bolena, che volle ristabilire il Libro delle preghiere (Prayer book) e appoggiare i "39 articoli" dell'arcivescovo Parker (una riformulazione dei "42 articoli" di Edoardo VI), che, approvati dal Parlamento nel 1571, diedero un volto definitivo all'anglicanesimo, inoltre Elisabetta I assunse il titolo di " supremo reggente". Con l'Atto di uniformità del 1559, venne affermata, come abbiamo visto, l'indipendenza della Chiesa anglicana da quella romana; venne, tuttavia, mantenuta la continuità con la professione antica attraverso l'adesione alle confessioni di fede e alle decisioni dei primi quattro concili ecumenici. Vennero accettati, inoltre, i principi fondamentali della Riforma (specie gli articoli sulla giustificazione per fede, sulla chiesa, sulle opere buone della Confessione luterana di Augusta del 1530); venne solennemente dichiarata la Bibbia come suprema norma di fede, affermando che non si può pretendere da alcuno di accettare come articolo di fede quello che non può essere approvato con la Bibbia. I "39 articoli" prevedevano una struttura ecclesiastica centrata sia sui Vescovi, nominati dal re, come sulla successione apostolica. La religione anglicana, inoltre, ha delle caratteristiche analoghe a quelle di tutte le confessioni protestanti: il matrimonio dei preti, il rifiuto delle indulgenze e del purgatorio, il servizio liturgico nella lingua locale. Non ci sono difficoltà ad ammettere il divorzio, l'aborto, la contraccezione, i rapporti prematrimoniali e, ultimamente anche le donne sono state ammesse al sacerdozio. La differenza più sostanziale, rispetto alle altre chiese riformate, consiste nel fatto che è considerata una "Chiesa di stato" a tutti gli effetti e gode dell'approvazione della legge. I due arcivescovi più importanti sono quelli di Canterbury (cui spetta un primato onorifico) e di York.; Il primo è colui che riconosce il Re come supremo governatore visibile della chiesa, con poteri politico -giuridici e non dottrinali. Molti protestanti inglesi, che durante il regno di Maria Tudor erano fuggiti nel continente e avevano appreso le dottrine calviniste, ritornati in Inghilterra pretesero una chiesa più coerente con la Riforma; chiesa, quindi, senza episcopato né cerimonie religiose e per tali motivi, essi diedero origine alla setta dei "Puritani", che riuscì ad ottenere, sotto il regno di Giacomo I, la traduzione della Bibbia in inglese. Con Giacomo II (1685-88) si ebbe la promulgazione della " Dichiarazione d'indulgenza", in forza della quale tutti i sudditi inglesi erano ritenuti uguali di fronte alla legge, senza distinzione di religione; coloro che beneficiarono di questo atto di tolleranza furono, soprattutto, quattro gruppi dissidenti: Presbiteriani, Congregazionalisti, Battisti e Quaccheri; ne fu, invece, esclusa la minoranza cattolica. Con la regina Anna (1702-14) venne ripristinato l'Anglicanesimo in tutte le sue accezioni e solo dopo la morte di questa sovrana si giunse a un definitivo compromesso con la definizione delle tre tendenze che ancora oggi perdurano: la Chiesa Alta, che raccogliendo l'aristocrazia e l'alto clero, afferma la collaborazione fra Chiesa e Stato, appoggiando i Conservatori; nello stesso tempo accentua la sua continuità con la chiesa antica, che ammette da 5 a 7 sacramenti, che si considera una diramazione del Cristianesimo, insieme a Cattolicesimo e Ortodossia, che non rifiuta la vita monastica e che è sicuramente la più vicina alla Chiesa cattolica. Infatti, dopo il 1860, la Chiesa anglicana, si è molto avvicinata a Roma sul piano del ritualismo, delle invocazioni a Maria e ai Santi e altre manifestazioni.
La Chiesa bassa o movimento evangelico, che nato alla fine del XVIII secolo, è sostanzialmente calvinista, benché accetti i sacramenti del battesimo e dell'eucarestia (quest'ultima ha valore più che altro simbolico). Altre caratteristiche sono la semplicità rituale, una spiccata azione missionaria e un forte impegno sociale a favore dei ceti più poveri.. A loro si deve l'abolizione della schiavitù nel 1833, la legge sulle 10 ore di lavoro nel 1847 e la fondazione della maggiore Società missionaria (1799). La Chiesa larga, sorta all'inizio del XIX secolo, è vicina al deismo razionalista, in quanto mira a esprimere la fede cristiana in modo comprensibile all'uomo moderno. In campo sociale afferma un socialismo cristiano che l'ha portata ad avere molti contrasti con la Chiesa Alta; è sempre stata minoritaria rispetto alle altre due ed è chiamata anche "modernista". Naturalmente, a seconda che seguano l'orientamento ritualistico della Chiesa Alta o la semplicità di culto evangelico della Chiesa Bassa, le varie Comunità anglicane presentano notevoli differenze liturgiche