Esoterismo e tradizioni · Religioni

L'islamismo

Il movimento islamico si trovò fin dai primi anni dopo l'egira (622) e la morte di Maometto ( 632) di fronte al problema dell'espansione politico e religiosa; in pochi anni sotto il califfato di Omar ( 634 - 644), vennero conquistati l'Egitto, la Siria, le terre dell'impero persiano. Valendosi di dottrine proveniente dall'ebraismo e dal cristianesimo, oltre che di culti e concezioni proprie della penisola arabica, l'islamismo, esposto da Maometto nel Corano, aveva una teologia estremamente semplice, basata sull'esistenza di un Dio unico ( Allah), sulla vita ultraterrena e sulla credenza del profeta. Maometto rivela che esiste un solo dio, Allah ed a questo onnipotente padrone bisogna sottomettersi per intero poiché nel giorno del giudizio punirà o darà la ricompensa. Allah non si è incarnato come il Dio cristiano; egli è, soltanto, " entrato" nelle forme create, come un'immagine " entra" dentro uno specchio! Allah appare come un Dio molto affettuoso ed amoroso, infinitamente paziente verso le follie degli uomini. La sterminata regione dei corpi, gli alberi, gli uomini, le luci, le ombre sono sembianze del suo unico volto ed il credente che si slancia verso le forme create per conoscere Dio, incontra la delusione più atroce; poiché il mondo è un velo che gli nasconde il suo volto. Eppure, questo Dio lontano, nascosto, inconoscibile, questo Dio della forza e del terrore sta accanto agli uomini e li ama. Malgrado tale dottrina si diffuse rapidamente; fin dai primi anni dispute politico - teologiche, basate sul ritenere autentiche o meno alcune parti del Corano, divisero il mondo arabo, Nell'Impero conquistato dagli arabi si mescolavano già da tempo le tendenze culturali più diverse; ad esempio in Persia si era venuta consolidando, una fiorentissima scuola filosofico - scientifica, nella quale confluivano parecchi elementi dell'antica cultura ellenica con influenze della cultura indiana. All'inizio del secolo seguente, un importante pensatore Al-Farabi cercò di conciliare la ricerca filosofica con la religione dell'Islam; ed interpretò l'intelletto agente come unico e separato dalle singole anime, pur senza identificarlo con Dio. La metafisica di questo pensatore pone Dio come essere necessario e completamente libero, la cui esistenza non si aggiunge all'essenza ma si identifica con essa. Dio non può produrre che esseri eterni, e crea l'intelletto primo. Questo a sua volta genererà il secondo intelletto e così via fino all'intelletto che genera il mondo sublunare, che è completamente contingente.

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