La Religione, in termini prettamente pratici, si può definire come " la credenza in una garanzia soprannaturale offerta all'uomo per la propria salvezza e le tecniche dirette ad ottenere e conservare questa garanzia". Lo storico e filosofo G. Tucci nella sua opera " Storia della filosofia indiana" afferma in proposito che " la garanzia, cui la Religione fa appello, è soprannaturale nel senso che va al di là dei limiti cui possono giungere i poteri riconosciuti propri all'uomo; che agisce e può agire anche là dove tali poteri sono riconosciuti impotenti; e che il suo modo di azione è misterioso o imperscrutabile. L'origine soprannaturale della garanzia non implica necessariamente che essa sia offerta da una divinità e che pertanto il rapporto con la divinità sia necessario alla Religione; in realtà esistono Religioni atee" Inoltre, come dice il filosofo Nicola Abbagnano " la determinazione del rapporto dell'uomo con la divinità, quindi il compito di dimostrare l'esistenza di essa e di chiarire i suoi caratteri e le sue funzioni nei confronti dell'uomo e del mondo, è stato spesso ritenuto proprio della filosofia più che della Religione; e l'assolvimento di quel compito può anche avere carattere anti - religioso. Infatti, questo rapporto tra l'uomo e Dio è oggi, da alcuni teologi, ritenuto proprio della Fede anziché della Religione perché indipendente dalle forme mitiche che la stessa ha assunto ed è costitutivo dell'esistenza umana nel mondo. Etimologicamente la parola significa probabilmente " obbligazione" ma Cicerone la fece derivare da " relegere", cioè " quelli che compivano con accortezza tutti gli atti del culto divino e per così dire rileggevano attentamente, furono detti religiosi". Che la Religione offra una garanzia ai valori morali dell'uomo, intendendosi per morali i valori che presiedono all'ordine della vita associata, è credenza assai antica. Era questo, infatti, il compito fondamentale che Platone attribuiva alla Religione" la divinità che, secondo la tradizione, regge il principio e la fine e il corso di tutti gli esseri, procede secondo la sua natura nel suo andamento circolare; e ad essa tiene dietro sempre la giustizia punitiva per coloro che hanno abbandonato la legge divina". Nel mondo moderno, questo punto di vista è stato assunto e difeso da Kant, il quale afferma" la Religione, considerata dal punto di vista soggettivo, è la conoscenza di tutti i nostri doveri come comandi divini". Considerando a questo punto la funzione della Religione nei confronti dei rapporti inter - umani, tra i quali essa si inserisce come sistema di credenze e di istituzioni, si può agevolmente mettere in luce l'utilità biologica e sociale della Religione stessa. Al di là dei limiti in cui le tecniche razionali gli consentono il controllo degli eventi che lo interessano, limiti, nonostante tutto, assai ristretti, l'uomo rivendica di fatto la sua libertà di fede e si affida a credenze liberatrici o consolatrici e a tecniche che gli promettono una salvezza immancabile. Che egli possa o non possa ottenere da queste tecniche ciò che promettono, la loro funzione è ben chiara: quella di dargli speranza e coraggio e di consolidarlo nel suo rapporto con gli altri uomini e con il mondo.
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