Misteri e storia · Reportage

Wicca: la religione delle streghe moderne

La parola «strega» evoca roghi, sabba e incantesimi. Ma dagli anni Cinquanta del Novecento esiste una religione che rivendica con orgoglio quel nome: la Wicca, oggi praticata da decine di migliaia di persone nel mondo.

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Una religione antica o moderna?

I wiccan descrivono spesso la loro fede come l’erede di un antico culto pagano della natura, sopravvissuto in segreto per secoli e tramandato da maestro ad allievo. Gli storici, come Ronald Hutton, hanno mostrato però che la Wicca come la conosciamo è nata in Inghilterra a metà del Novecento, grazie soprattutto a Gerald Gardner, che nel 1954 pubblicò Witchcraft Today. Gardner riprese elementi del folklore europeo, della magia cerimoniale, della massoneria e degli scritti dell’antropologa Margaret Murray, e li fuse in una nuova religione. Antiche sono semmai molte delle sue fonti di ispirazione: le feste stagionali, il culto della natura, le divinità della fertilità.

La Dea e il Dio

La Wicca venera una forza divina che si manifesta in due aspetti complementari, femminile e maschile, come avviene in natura. La Dea è la madre universale, legata alla Luna e alla Terra, che concede fertilità e saggezza. È spesso rappresentata nei suoi tre volti, fanciulla, madre e anziana, associati alla luna crescente, piena e calante: è l’abbondanza del raccolto e il riposo dei campi sotto la neve, la vita e la morte, intesa non come fine ma come passaggio.

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Il Dio è legato al Sole, che sorge e tramonta in un ciclo infinito, e alle foreste, agli animali selvatici, alle montagne. Spesso è raffigurato con le corna, come il Cernunnos dei Celti. Insieme alla Dea governa la fertilità e la sessualità, che nella Wicca non è un tabù ma un aspetto sacro della vita. I suoi simboli sono la spada, la lancia, le corna, l’oro e il fuoco; tra gli animali a lui sacri ci sono il toro, il cervo, il lupo, il falco.

Una religione della natura

Al centro della Wicca c’è il rispetto per la natura e per i suoi cicli. I wiccan celebrano otto feste stagionali, la «ruota dell’anno», che seguono i solstizi, gli equinozi e le antiche feste celtiche come Samhain, all’inizio di novembre, e Beltane, all’inizio di maggio. I riti, spesso svolti in piccoli gruppi chiamati congreghe o anche da soli, si tengono all’interno di un cerchio magico tracciato per l’occasione. Il principio etico più noto è la cosiddetta «Rede wiccan»: fai ciò che vuoi, purché non danneggi nessuno.

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Piccolo glossario

  • Akasha: il quinto elemento, energia spirituale che permea l’universo e da cui nascono gli altri quattro.
  • Amuleto: oggetto «caricato» magicamente per proteggere dalle energie negative.
  • Antichi: termine con cui i wiccan indicano l’insieme degli aspetti della Dea e del Dio.
  • Athame: il coltello rituale, usato per tracciare il cerchio e dirigere l’energia, mai per tagliare.
  • Bolline: il coltello dal manico bianco, usato invece per gli scopi pratici, come raccogliere le erbe.
  • Bambolina di grano: figura intrecciata con spighe secche, simbolo della fertilità della Terra.
  • Cerchio magico: lo spazio sacro, costruito con l’energia personale, all’interno del quale si svolgono i riti.
  • Widdershins: movimento in senso antiorario, usato per disperdere le energie.

Per approfondire: Ronald Hutton, Il trionfo della luna; Scott Cunningham, Wicca; Phyllis Curott, Il sentiero della Dea.

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