Illustrazione generata con IA per Popobawa.itNel cimitero parigino di Pere Lachaise esiste dal 1869 una tomba sovrastata da una strana costruzione a forma di dolmen; su di essa sono scolpite queste parole: ! Nascere, morire, rinascere per progredire. Questa è la legge".
Essa costituisce da oltre un secolo la meta di un continuo, giornaliero ed incessante pellegrinaggio, i cui protagonisti sono uomini di ogni fede e condizione, uniti nel sentimento di omaggio ad un grande personaggio.
Sotto quel marmo, in quella terra, riposano le spoglie mortali di colui che diede l'avvio ad un movimento chiaramente religioso, come impostazione, che raccolse sotto la sua dottrina milioni di uomini: afflitti, sconsolati, addolorati e scontenti.
Questo uomo diede loro la possibilità per credere, finalmente con fondate ragioni, nella sopravvivenza dello spirito dopo la morte del corpo.
Tale concetto, fra i più sentiti, cercati e desiderati venne, per la prima volta, tradotto in una filosofia e in una morale che aveva in sé un gran segreto: la sua semplicità, la sua immediatezza e la sua adattabilità a tutte le credenze, opinioni e desideri.
Chi era quell'uomo le cui ceneri riposano a Parigi? Il suo vero nome era Hippolyte Leon Denizard-Rivail ma per milioni di suoi seguaci ebbe uno pseudonimo: Allan Kardec!
I suoi primi cinquanta anni di vita non ebbero nessun sprazzo di luce, nessuna scintilla, nulla di diverso dal quieto grigiore proprio di un qualunque cinquantenne padre di famiglia che popolarono e popolano il mondo.
In gioventù si era interessato di fenomeni magnetici ed ipnotici, seguendo le vie tracciate da Mesmer e Puysegur; aveva tentato alcune esperienze sui sonnambuli ed aveva seguito gli studi dei cultori del momento senza mai approfondire gli argomenti.
Kardec sentì parlare per la prima volta di " Spiriti" nel 1854 senza rimanerne per nulla sconvolto! Anzi era solito affermare: " l'idea di un tavolino che parla non mi convince in alcun modo!"
Tuttavia, un po' di tempo dopo, un amico lo assediò parlandogli di " tavolini intelligenti" finché una sera decise di recarsi a casa di Fortier, magnetizzatore di professione e suo grande amico, dove conobbe Madame Plainemaison e monsieur Patier e da loro cominciò a ricevere una specie di iniziazione ai misteri dello Spiritismo, tale da incuriosirlo notevolmente e ben presto partecipò alla prima Riunione Sperimentale, della quale, però, non si conobbero mai i risultati.
Frattanto, un gruppo di persone, che da tempo si dedicavano all'evocazione delle Entità, aveva raccolto del materiale inerente alcune esperienze spiritistiche.
Era una collana di cinquanta quaderni zeppi di frasi, di pensieri tutti scollegati fra loro da non arrivare a capo di nulla.
Un giorno, decisero di affidare l'ordine di tali pensieri a Kardec, conoscendone la pignoleria che lo distingueva dal gruppo; inizialmente, lo studioso rimase perplesso di fronte a tale materiale così disordinato, probabilmente avrebbe rinunciato all'ingrato compito se una sera non fosse avvenuto qualcosa di straordinario e di radicale, se non di fatale, per lui: qualcosa che ha consentito di tramandare ai posteri tale rivelazione.
Attraverso la medium Mademoiselle Japhet, a Kardec si presentò un'entità, che dichiarò di chiamarsi " Z" e che, rivolgendosi a lui, gli rivelò di averlo conosciuto in una vita precedente; in una foresta bretone dell'antica Gallia dove Kardec era un druido, un bardo, un sacerdote molto ispirato e potente che aveva un nome Allan Kardec ed era molto amico dell'Entità manifestatasi.
In nome della loro antica amicizia, lo spirito lo scongiurava di dedicarsi al lavoro di riordinamento dei quaderni come una specie di missione da compiere.
Questo fatto impressionò talmente il nostro studioso che da quel momento iniziò ad interessarsi seriamente dei fenomeni medianici.
Spiriti tra i più eminenti fecero a gara per apparire e manifestarsi a Kardec attraverso le medium che l'assistevano.
Dopo circa due anni il messaggio del druido reincarnato arrivò all'Umanità attraverso " Le livre des Esprts" che ebbe un successo strepitoso.
Da quel momento, come gli era stato predetto da una sua amica medium, la " tiara spirituale" si posò sul suo capo e la serie delle sue opere proseguì via via con grandissimo successo.
Tirature astronomiche per l'epoca in cui le opere nacquero ma notevolissime anche per i giorni nostri, furono raggiunte da ognuno dei suoi volumi scritti e valanghe di nuovi seguaci andarono ad ingrossare le fila dei già convertiti, dando ancora una volta una riprova di quale sia sempre stata per l'umanità la necessità di credere, di immergersi, di vivere l'irrazionale, nel trascendente, nell'ignoto, nell'occulto, nel misterioso, onde cercare di trovare le risposte ai propri personali ed intimi interrogativi esistenziali.LAURA SCAFATI