UFO e UAP · Ufologia

Impronta misteriosa


impronta Siamo sicuri che la specie umana abbia iniziato a popolare la Terra circa 2 milioni di anni fa? A far nascere qualche dubbio sull'origine dell'uomo è bastato il ritrovamento di un'impronta fossile di circa 300-600 milioni di anni.

A riportarla alla luce fu, nel giugno del 1968, William J. Meister, un collezionista di rocce che, durante una delle sue tante spedizioni di ricerca nei pressi di Antilope Spring, a 43 miglia a ovest di Delta (Utah), si imbatté per puro caso (succede sempre così) in quella che passerà alla storia come la possibile prova dell'esistenza sulla superficie terrestre di precedenti civiltà.

Il calco di un sandalo che schiaccia un trilobite dimostrerebbe infatti che l'essere umano sia comparso molti anni prima di quanto gli scienziati hanno finora immaginato. I trilobiti erano infatti piccoli animali invertebrati marini, antenati dei granchi e dei gamberetti, che abitavano i mari circa 320 milioni di anni orsono, cioè quando secondo la scienza non erano ancora rintracciabili forme di vita umana.

A confermare la tesi della contemporaneità di queste piccole creature marine con i primi esseri umani, altri due ritrovamenti avvenuti sempre ad Antilope Spring. Era il luglio del 1968 quando il ricercatore Clifford Burdick scoprì il segno di un piede di bambino impresso in una roccia. Come se ciò non bastasse, a distanza solo di un mese da quest'ultimo rinvenimento, un insegnante di Salt Lake City, Dean Bitter, dichiarò di aver individuato altre due impronte di scarpe. In questo caso però non era presente alcun trilobite, anche se uno di questi fu scoperto vicino alla stesso fossile.

Di fronte a simili prove il mondo scientifico rimane scettico, anche perché le impronte potrebbero non essere umane. Forse il sandalo che 600 milioni di anni fa schiacciò il trilobite apparteneva niente meno che a un extraterrestre.

Laura Scafati

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